Ponte strallato: soluzione strutturale e architettonica moderna, efficiente e durevole

Il ponte strallato moderno, con stralli ravvicinati e impalcato sottile, ha raggiunto in pochi decenni una diffusione che copre luci comprese tra 50 e oltre 1000 metri. Alla base di questo successo si trovano tre aspetti strettamente collegati: l’efficienza statica, la facilità costruttiva e la robustezza. La concezione che lo distingue dalle precedenti soluzioni a travata continua su appoggi elastici discreti fu introdotta alla fine degli anni Sessanta da Fabrizio de Miranda, in occasione del concorso di idee per l’attraversamento dello Stretto di Messina. Le realizzazioni successive – il ponte sul Paraná in Argentina e il ponte di Rande in Spagna (luce libera 400 m, impalcato spesso solo 2,20 m) – dimostrarono la concreta fattibilità del nuovo schema reticolare, prevalendo su alternative come il ponte ad arco o quello strallato con pochi tiranti in calcestruzzo precompresso.

Efficienza del comportamento reticolare

Il principio statico che rende il ponte strallato particolarmente vantaggioso è il comportamento reticolare. Gli elementi strutturali vengono disposti secondo una geometria tale che l’equilibrio della struttura principale sia garantito indipendentemente dalla resistenza flessionale dei singoli componenti. Il sistema si compone così di elementi che lavorano prevalentemente a trazione e compressione, sfruttando il materiale nella maniera più diretta e ottimale. La continuità flessionale dell’impalcato, ottenibile senza difficoltà, è necessaria per regolarizzare le deformazioni e per assicurare la ridondanza del sistema, aspetto che incide sulla sicurezza complessiva.

Vantaggi del processo costruttivo a sbalzo bilanciato

Il ravvicinato passo degli stralli rende possibile l’esecuzione del ponte con il metodo del doppio cantilever bilanciato. La costruzione parte da due cantieri principali, dai quali il manufatto si sviluppa in parallelo su quattro fronti: fondazione, pila-antenna, conci di impalcato e stralli. Questo approccio consente di superare grandi luci con elevata sicurezza operativa. Per campate inferiori ai 200 metri sono disponibili tecniche alternative, che possono rivelarsi più convenienti a seconda delle condizioni logistiche: costruzione su appoggi provvisori, varo longitudinale o rotazione. La scelta del metodo costruttivo ottimale va valutata caso per caso in base alle caratteristiche del sito e alle attrezzature disponibili.

Un approfondimento completo con dati progettuali e analisi comparative è contenuto nel documento “Il ponte strallato: soluzione strutturale e architettonica moderna, efficiente e durevole”, scaricabile in formato PDF (1,9 MiB) dall’area riservata della rivista Lo Strutturista, previa autenticazione.


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