Conferenza delle Regioni, due pareri sui provvedimenti in materia edilizia e commissari straordinari
La Conferenza delle Regioni ha formalizzato la propria posizione su due distinti provvedimenti di interesse per il settore delle costruzioni e della pubblica amministrazione. I documenti, trasmessi ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, riguardano rispettivamente il disegno di legge delega per il nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni e il decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, in materia di commissari straordinari e concessioni.
Delega per il codice dell’edilizia: le osservazioni delle regioni
Il primo parere (DOC.CU.P06) interviene sul disegno di legge che conferisce al Governo la delega per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni. Le Regioni, nel documento, articolano una serie di rilievi tecnici e procedurali. L’attenzione si concentra sugli aspetti che impattano direttamente sull’attività dei tecnici comunali e dei professionisti: la necessità di mantenere un equilibrio tra semplificazione normativa e certezza del diritto, la definizione delle competenze tra Stato e Regioni in materia urbanistico-edilizia, e la tutela dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione. Vengono evidenziate criticità relative alla potenziale sovrapposizione di discipline e alla chiarezza dei confini tra codice edilizio e norme regionali. Il parere, pur non esprimendo una posizione definitiva, delinea le condizioni ritenute indispensabili per un riordino efficace della materia.
Decreto-legge n. 32/2026: commissari straordinari e concessioni sotto la lente
Il secondo parere (DOC.CU.P07) riguarda la conversione in legge del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni. Le Regioni analizzano l’impatto delle misure previste, con particolare riferimento alle procedure di nomina dei commissari, ai poteri loro attribuiti e alle ricadute sulle concessioni demaniali e autorizzazioni edilizie collegate. Il documento sottolinea la necessità di garantire trasparenza, efficacia e rispetto delle prerogative regionali nelle fasi attuative. Vengono formulati rilievi specifici sugli aspetti che potrebbero generare conflitti di competenza o rallentamenti procedurali, richiedendo modifiche migliorative prima della conversione definitiva. Per i tecnici che operano su grandi opere o interventi soggetti a commissariamento, il parere offre spunti su possibili evoluzioni normative.
Conseguenze operative per i professionisti
Pur non avendo efficacia vincolante, le posizioni assunte dalla Conferenza delle Regioni costituiscono un passaggio istituzionale rilevante. I progettisti e i direttori dei lavori devono tenere conto che, in sede di definizione del futuro Codice edilizio, la disciplina delle procedure, dei titoli abilitativi e delle responsabilità potrebbe subire modifiche significative. Analogamente, le indicazioni sul DL 32/2026 segnalano possibili criticità nei procedimenti commissariali che richiedono attenzione nella gestione delle pratiche. Il monitoraggio dell’iter di conversione e dei decreti delegati diventa quindi essenziale per anticipare cambiamenti normativi che influenzeranno il lavoro quotidiano negli uffici tecnici e nei cantieri.

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