HBIM and Digital Twin in Architectural Heritage: A Bibliometric Analysis and Future Research Directions

L’evoluzione digitale del patrimonio architettonico si basa oggi su due approcci complementari: l’Historic Building Information Modeling (HBIM) e l’Historic Digital Twin (HDT). Una recente analisi bibliometrica comparativa, condotta sui database Web of Science Core Collection e Scopus, ha esaminato la produzione scientifica tra il 2019 e il 2025, mettendo in luce dinamiche di sviluppo, reti di collaborazione e tendenze tecnologiche.

HBIM e HDT: due domini a confronto

L’indagine ha evidenziato come il dominio HBIM rappresenti un campo di ricerca più maturo e consolidato. La crescita delle pubblicazioni risulta stabile nel periodo considerato, con una rete di collaborazione internazionale particolarmente sviluppata nei paesi europei. Al contrario, il settore HDT mostra una traiettoria più recente, ancora in fase di definizione metodologica.

Un dato strutturale emerge con chiarezza: l’HBIM opera attualmente come quadro di base per lo sviluppo dei sistemi HDT. La relazione concettuale tra i due ambiti è forte, con l’HBIM che fornisce la piattaforma informativa su cui innestare le funzionalità dinamiche proprie del Digital Twin storico. Questa interdipendenza apre scenari operativi rilevanti per i professionisti della conservazione e del restauro.

Impatto per la pratica professionale

Per ingegneri, architetti e geometri impegnati nella gestione di beni culturali, il dato bibliometrico non è solo accademico. La maturità dell’HBIM si traduce in strumenti ormai affidabili per la modellazione parametrica di geometrie complesse e per la gestione di dati stratificati nel tempo. L’integrazione con l’HDT promette di estendere queste capacità verso il monitoraggio in tempo reale, la simulazione comportamentale e la manutenzione predittiva.

La ricerca conferma che le competenze HBIM costituiscono una base solida per chi intende avvicinarsi al Digital Twin applicato al patrimonio. I professionisti che già utilizzano flussi HBIM potranno progressivamente evolvere verso modelli digitali in grado di aggiornarsi con i dati provenienti da sensori e rilievi periodici, senza dover ricostruire ex novo l’infrastruttura informativa.

Orientamenti futuri per il settore

Dall’analisi emergono alcune direzioni di sviluppo. La standardizzazione dei flussi di dati tra HBIM e HDT resta un punto critico, così come l’interoperabilità tra piattaforme software. Sul piano normativo, l’adozione di questi strumenti da parte degli enti preposti alla tutela richiederà linee guida specifiche per la validazione dei modelli digitali come documentazione ufficiale per interventi di restauro e manutenzione.

Per i tecnici comunali e i consulenti del settore, il messaggio è chiaro: investire nella formazione HBIM non è più rimandabile, e rappresenta il prerequisito per accedere alle future applicazioni HDT. La ricerca indica che il patrimonio architettonico europeo, in particolare, potrà beneficiare di una rete consolidata di competenze e progetti collaborativi già in essere.

La transizione dall’HBIM all’HDT non è immediata, ma si profila come un percorso tracciato. I professionisti che sapranno padroneggiare entrambi gli approcci disporranno di un vantaggio competitivo nella gestione digitale del costruito storico, dalla progettazione dell’intervento fino al monitoraggio post operam.


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