Economia circolare nei cantieri residenziali giordani: barriere, strategie operative e un framework di gestione rifiuti
Il settore delle costruzioni in Giordania si confronta con un duplice ordine di criticità: l’elevato costo dei materiali, soggetto a fluttuazioni di mercato, e la persistenza di un modello economico lineare basato sull’estrazione, consumo e smaltimento delle risorse. Questo paradigma, che trascura il riutilizzo e il riciclo, produce una quantità significativa di rifiuti da costruzione e ostacola la transizione verso un modello di economia circolare (CE). Per rispondere a questa carenza strutturale, un gruppo di ricercatori ha sviluppato un apposito quadro di gestione dei rifiuti destinato alla fase di costruzione degli edifici residenziali in Giordania, con l’obiettivo di favorire l’adozione di pratiche circolari nel comparto edile.
Metodologia dello studio: analisi multicriterio e validazione con panel di esperti
La ricerca ha coinvolto 31 esperti del settore attraverso un questionario strutturato. I dati raccolti sono stati elaborati applicando il Relative Importance Index (RII) e l’Analytic Hierarchy Process (AHP), due metodologie consolidate per la valutazione dell’importanza relativa di fattori e strategie. Il framework così ottenuto è stato successivamente sottoposto a verifica tramite uno studio Delphi articolato in tre tornate, con un panel indipendente di professionisti, al fine di valutarne l’applicabilità e la concretezza operativa.
Barriere all’implementazione della circolarità
Dall’analisi sono emersi tre principali ostacoli che limitano l’adozione di un modello circolare nel settore residenziale giordano:
- la scarsa domanda di materiali riutilizzati o riciclati sul mercato;
- la limitata consapevolezza degli stakeholder coinvolti lungo la filiera;
- le difficoltà tecniche connesse al disassemblaggio dei componenti e dei materiali in fase di fine vita.
Tali barriere, di natura sia economica che culturale e tecnica, rappresentano un nodo critico per qualsiasi strategia di riduzione dei rifiuti fondata sui principi della circolarità.
Strategie prioritarie per la riduzione dei rifiuti e la promozione di pratiche circolari
Lo studio ha individuato e gerarchizzato un insieme di sub-strategie, valutate come le più efficaci per sostenere la transizione verso l’economia circolare e minimizzare gli scarti di cantiere. Tra queste, le tre posizionate al livello più alto in termini di priorità sono:
- Visual management e tecniche 5S per migliorare l’efficienza operativa in cantiere, riducendo sprechi e movimentazioni non necessarie;
- Building Information Modeling (BIM) applicato alla mappatura dei materiali e dei componenti lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio, dalla progettazione alla dismissione;
- Incentivi fiscali e contributi economici dedicati all’uso di materiali riciclati, per stimolare la domanda e rendere economicamente vantaggioso il recupero.
L’adozione combinata di queste misure, secondo il panel di esperti, può incidere in modo significativo sulla quantità di rifiuti generati in fase di costruzione, agendo sia sulle modalità organizzative del cantiere sia sulle scelte progettuali e di approvvigionamento.
Validazione del framework e potenziali ricadute sul contesto normativo
La valutazione Delphi ha restituito un elevato livello di consenso tra i partecipanti in merito all’applicabilità e alla praticità del framework proposto. I ricercatori sottolineano che il quadro operativo, costruito su un approccio strutturato e validato da esperti, può rappresentare un riferimento per i decisori politici e per i professionisti delle costruzioni, offrendo strumenti concreti per promuovere pratiche circolari e ridurre la produzione di rifiuti. Inoltre, il framework è stato concepito in modo da risultare coerente con gli obiettivi della Jordan’s Vision 2025 e con il contributo al raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite.
Per i tecnici operanti in contesti normativi e di mercato analoghi, l’esperienza giordana offre elementi di riflessione: l’integrazione di metodologie gestionali come il 5S e strumenti digitali come il BIM, accompagnata da un sistema di incentivi mirato, può costituire una leva efficace per superare le resistenze culturali e le barriere economiche che frenano l’adozione dell’economia circolare nei cantieri residenziali.

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