La ricerca di miscele bituminose riciclate a ridotta temperatura di produzione rappresenta una sfida aperta nel settore delle pavimentazioni sostenibili. Uno studio recente ha esaminato la possibilità di riprogettare una miscela semicalda (half-warm mix asphalt, HWMA) con elevato contenuto di fresato d’asfalto (RAP) e bitume schiumato, partendo da logiche progettuali proprie del riciclo a freddo. I risultati offrono indicazioni utili per tecnici e progettisti impegnati nella selezione di conglomerati per strati di base.
Criticità prestazionali nelle miscele a bassa temperatura
La miscela HWMA iniziale, ottenuta a circa 90 °C a partire da una formulazione validata per miscele fredde (CRM) e senza aggiunta di acqua o cemento, ha mostrato comportamenti volumetrici e risposte all’umidità accettabili. Tuttavia, le prove di wheel tracking hanno evidenziato una resistenza al rutting insufficiente, individuata come limite prestazionale principale. La semplice trasposizione del metodo di progetto da freddo a semicaldo non ha quindi garantito il livello di rigidezza e stabilità richiesto.
Strategia di riprogettazione basata sulle prestazioni
Il gruppo di ricerca ha quindi adottato un approccio sequenziale di performance-based redesign. L’intervento ha riguardato tre aspetti fondamentali:
- correzione della curva granulometrica mediante introduzione di scoria d’acciaio grossolana (SSA) al posto di parte del filler
- riduzione del contenuto di filler
- regolazione della quantità di bitume schiumato aggiunto
La componente RAP e la scoria d’acciaio hanno costituito complessivamente il 98% dello scheletro aggregato. La riprogettazione ha prodotto un miglioramento significativo: la pendenza del wheel tracking in aria è passata da 1,25 a 0,32 mm/10³ cicli, mentre la deformazione proporzionale è scesa dal 28,1% al 10,4%.
Risultati meccanici e limiti residui
Nonostante il netto miglioramento, la miscela riprogettata non ha raggiunto i livelli di resistenza al rutting delle miscele di riferimento (CRM e HRMA). Lo studio segnala pertanto la necessità di un’ulteriore ottimizzazione. Sul fronte della rigidezza, la HWMA ha mostrato valori prossimi alla miscela calda di confronto (HRMA). La risposta a fatica è risultata compatibile con l’impiego in strati di base, mentre la durabilità in presenza di umidità richiede ancora verifiche approfondite.
Indicazioni per la pratica professionale
Dal punto di vista operativo, la ricerca conferma che la progettazione di miscele semicalde ad alto RAP non può basarsi su semplici adattamenti di ricette validate per altre temperature. È necessario un percorso di messa a punto prestazionale che tenga conto delle specificità del bitume schiumato e della distribuzione granulometrica, in particolare quando si utilizzano aggregati alternativi come le scorie d’acciaio.
I tecnici chiamati a valutare l’impiego di queste miscele in capitolati o in progetti esecutivi devono considerare che i risultati di laboratorio, sebbene promettenti, necessitano di validazione su scala reale. La resistenza al rutting resta il parametro critico da monitorare, specialmente in condizioni di carico e temperatura gravose. La fattibilità tecnica dell’approccio è dimostrata, ma l’implementazione su larga scala richiederà campagne di prova in sito e un confronto sistematico con le prestazioni delle tradizionali miscele a caldo o semicalde con minor contenuto di riciclato.

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