Valutazione multi-rischio per infrastrutture di trasporto: un framework operativo integrato GIS e analisi multicriterio
Le reti di infrastrutture di trasporto sono esposte a molteplici pericoli naturali, rendendo indispensabili metodologie di valutazione in grado di considerare minacce combinate e di supportare i processi decisionali. Un recente contributo scientifico propone un approccio operativo per la valutazione multi-rischio, basato sull’integrazione dell’Analytic Hierarchy Process (AHP) con la Weighted Linear Combination (WLC), all’interno di un sistema decisionale geospaziale. La metodologia è stata implementata come plugin della piattaforma CI-RES, sviluppata dall’ENEA per l’analisi integrata e la resilienza dei sistemi infrastrutturali critici.
Sei pericoli naturali in un unico processo valutativo
Il framework consente la valutazione automatica degli elementi infrastrutturali rispetto a sei categorie di rischio: sismico, alluvionale, franoso, vulcanico, incendio boschivo e tsunami. L’approccio adottato combina l’analisi spaziale con tecniche di supporto decisionale a criteri multipli. L’operatore può definire le priorità dei singoli pericoli attraverso matrici di confronto a coppie, con procedure automatiche di validazione della consistenza delle valutazioni inserite.
La piattaforma CI-RES offre agli stakeholder un’interfaccia web accessibile per condurre le analisi, facilitando pianificazione infrastrutturale e decisioni in ambito di gestione delle emergenze, sulla base di evidenze quantitative.
Il caso studio nazionale: oltre 48% della rete stradale in zone a rischio medio-alto
L’applicazione del metodo all’intero territorio italiano ha dimostrato la capacità del sistema di processare dataset infrastrutturali su larga scala. Sono state generate mappe di pericolosità spazialmente esplicite e sintesi statistiche. I risultati evidenziano variazioni significative nell’esposizione multi-rischio tra diverse tipologie infrastrutturali e aree geografiche.
Il dato più rilevante riguarda la percentuale di rete analizzata che ricade in zone a multi-rischio medio e alto: circa il 48% della rete stradale, il 58% dei ponti e viadotti stradali, il 46% delle linee ferroviarie e ben il 66% dei ponti ferroviari. Un quadro che impone una riflessione metodologica e operativa per i professionisti incaricati della pianificazione e della verifica della resilienza delle infrastrutture esistenti.
Un contributo sia metodologico che operativo
Dal punto di vista metodologico, il lavoro propone l’integrazione tra AHP e WLC come strumento per pesare e combinare in modo trasparente i diversi fattori di rischio. Sul versante operativo, l’implementazione all’interno della piattaforma CI-RES rende disponibile ai tecnici un sistema decisionale strutturato per la gestione della complessità dei pericoli naturali multipli. La possibilità di automatizzare le valutazioni su larga scala rappresenta un passo avanti rispetto a approcci non integrati o basati esclusivamente su analisi monorischio.
Per i professionisti del settore, la disponibilità di strumenti di questo tipo implica un cambiamento nel modo di affrontare le verifiche di vulnerabilità e resilienza: non più valutazioni isolate per singolo evento, ma una visione d’insieme capace di restituire il quadro complessivo dell’esposizione, con ricadute dirette sulla progettazione degli interventi di adeguamento e sulla pianificazione delle priorità di intervento.

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