Infrastructures, Vol. 11, Pagine 145: Ontosaturazione: Un Meccanismo Ontologico Innovativo per la Validazione della Completezza delle Proprietà nel Building Information Modeling (BIM)

Limiti della validazione BIM: quando le proprietà mancanti sfuggono a clash detection e MVD

Le attuali metodologie di controllo dei modelli informativi BIM si fondano su due pilastri: la verifica geometrica delle interferenze (clash detection) e la completezza attributiva dei singoli oggetti, spesso normata attraverso MVD (Model View Definition) o IDS (Information Delivery Specification). Entrambi gli approcci, tuttavia, non coprono una categoria rilevante di incompletezza informativa: le situazioni in cui le proprietà di entità interdipendenti si definiscono compiutamente solo per effetto della loro reciproca presenza all’interno del modello.

A colmare questa lacuna interviene la proposta di un nuovo meccanismo di ontologia formale, denominato ontosaturazione, presentato nel contributo pubblicato su Infrastructures (Vol. 11, 145). Il concetto formalizza il fenomeno per cui determinate proprietà di entità esistenzialmente indipendenti restano indeterminate (insature) in isolamento e acquisiscono un valore solo dopo che gli attributi degli oggetti correlati vengono presi in considerazione.

Ontosaturazione: definizione e componenti operative

Il termine ontosaturazione descrive la relazione tra entità la cui esistenza non dipende l’una dall’altra, ma le cui caratteristiche informative si completano solo in presenza di un’altra entità. La ricerca introduce quattro elementi costitutivi:

  • Saturante: l’entità che completa le proprietà di un’altra.
  • Cluster di saturazione: il gruppo di entità che si saturano reciprocamente.
  • Indice di saturazione: metrica che consente una valutazione quantitativa della completezza relazionale del modello BIM, calcolato sia a livello di singola entità ( s(e) ) sia a livello di modello complessivo ( S(M) ).
  • Profilo di saturazione: parametro complementare al Livello di Informazione Necessario (LOIN) definito dalla serie di norme ISO 19650, che stabilisce soglie minime di saturazione per le diverse fasi del ciclo di vita del progetto.

L’indice di saturazione permette di misurare oggettivamente quanta informazione relazionale è presente nel modello, offrendo un indicatore numerico della completezza informativa tra oggetti interdipendenti.

Applicazione pratica: il caso del passaggio impiantistico in parete tagliafuoco

Il meccanismo è stato dimostrato su un caso concreto: un’apertura per impianti attraverso una parete tagliafuoco, modellata in un ambiente BIM parametrico. L’esempio evidenzia i limiti degli attuali sistemi di validazione:

  • Il clash detection geometrico non rileva alcuna interferenza fisica.
  • I controlli di completezza attributiva sui singoli oggetti (parete, condotto, penetrazione) non segnalano anomalie.
  • L’ontosaturazione identifica quattro proprietà insature, critiche per la sicurezza antincendio e l’integrità strutturale, che altrimenti rimarrebbero indefinite.

Queste proprietà riguardano, ad esempio, la classificazione di resistenza al fuoco della penetrazione, il tipo di sigillatura, il comportamento al fuoco del materiale di riempimento, e il mantenimento della continuità del compartimento tagliafuoco. Proprietà che non appartengono a un singolo oggetto ma nascono dalla relazione tra parete e attraversamento impiantistico.

Un terzo strato di validazione per i modelli BIM

La proposta configura un nuovo livello di controllo per i modelli BIM, posizionato accanto agli strati geometrico e attributivo. Questo terzo strato affronta la completezza relazionale delle informazioni tra oggetti interdipendenti, finora non coperta da MVD, IDS o standard di scambio come IFC.

Per il progettista e il direttore dei lavori, l’implicazione è diretta: un modello che supera tutti i test tradizionali può comunque presentare lacune informative rilevanti ai fini della conformità normativa, della sicurezza e della gestione in esercizio. L’introduzione del profilo di saturazione, allineato al LOIN secondo ISO 19650, offre uno strumento per definire contrattualmente e proceduralmente il livello di completezza informativa relazionale atteso in ciascuna fase del progetto.

La ricerca dimostra che solo l’integrazione di questa terza dimensione di controllo può garantire che le proprietà dipendenti da relazioni tra oggetti vengano effettivamente specificate, evitando omissioni che, in fase di realizzazione o gestione, potrebbero tradursi in criticità tecniche e responsabilità professionali.


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