Indagine sull’uso della polvere di vetro sulle proprietà di taglio dell’interfaccia del terreno di sottofondo argilloso

L’impiego di materiali di scarto come additivi per il miglioramento geotecnico dei terreni di fondazione rappresenta un tema di crescente interesse per il settore delle costruzioni. Un recente studio pubblicato su Geotechnics (Vol. 6, Pag. 43) analizza l’effetto della polvere di vetro, ottenuta da rifiuti, sulle proprietà di interfaccia di un sottofondo argilloso. La ricerca, condotta da Jaafar Abdulrazzaq, Qais Sahib Banyhussan, Ahmed A. Hussein, Anmar Dulaimi, Hugo Alexandre Silva Pinto e Luís Filipe Almeida Bernardo, fornisce dati sperimentali utili per i progettisti e i direttori dei lavori chiamati a valutare soluzioni di stabilizzazione sostenibili.

Obiettivo e programma sperimentale

Lo studio ha valutato l’incremento di resistenza e il miglioramento del legame di interfaccia tra un sottofondo argilloso trattato e uno strato di subbase granulare di tipo B, rinforzato con un geogriglia SS2. La polvere di vetro, finemente macinata, è stata aggiunta al terreno in quattro percentuali ponderali: 0%, 3%, 6% e 9%. La sperimentazione ha compreso una batteria di prove di laboratorio: Proctor modificato, limiti di Atterberg, CBR (California Bearing Ratio) e prove di taglio diretto su larga scala, eseguite con un’apparecchiatura appositamente realizzata per le misure di interfaccia.

Risultati principali: densità, portanza e plasticità

I risultati mostrano una correlazione positiva tra la percentuale di polvere di vetro e il miglioramento delle proprietà geotecniche. L’incremento più significativo è stato registrato con il dosaggio al 9%. In particolare:

  • Peso di volume secco massimo: aumento del 6,6% rispetto al terreno non trattato.
  • Valore CBR: miglioramento del 49%.
  • Contenuto ottimale di umidità: riduzione del 14%.
  • Indice di rigonfiamento: diminuzione del 33%.
  • Indice di plasticità: calo del 39%.

Questi dati confermano l’efficacia della polvere di vetro come agente stabilizzante per terreni argillosi, con benefici diretti sulla lavorabilità e sulla capacità portante del sottofondo.

Implicazioni per la progettazione e la direzione lavori

Per il tecnico operante in cantiere, l’adozione di questo tipo di additivo comporta vantaggi operativi. La riduzione dell’umidità ottimale consente una compattazione più rapida e con minori apporti d’acqua, mentre la diminuzione della plasticità e del rigonfiamento limita i rischi di deformazioni differite. Il miglioramento del CBR, parametro chiave per il dimensionamento delle sovrastrutture stradali, si traduce in una possibile riduzione degli spessori degli strati di fondazione, con ricadute economiche positive.

La ricerca fornisce inoltre un riferimento sperimentale per la valutazione dell’interfaccia tra sottofondo trattato e subbase rinforzata con geogriglia, aspetto spesso trascurato nelle analisi progettuali ordinarie ma determinante per la durabilità dell’opera.

In sede di capitolato, l’indicazione di una percentuale di polvere di vetro fino al 9% in peso può essere inserita come alternativa ai tradizionali leganti (calce, cemento) per progetti che richiedano criteri di sostenibilità ambientale e smaltimento di rifiuti. Resta ferma la necessità di verifiche specifiche sulla compatibilità con il materiale in sito e sul rispetto dei limiti di accettazione previsti dalle norme tecniche di settore.


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