Seismic Behavior of Π-Shaped Connector RC Beam-Column Joints: Experimental and Numerical Investigation

Il patrimonio edilizio esistente in Cina, composto in larga parte da telai in calcestruzzo armato, presenta carenze sismiche documentate. Il degrado dei materiali, l’assenza di criteri antisismici nella progettazione originaria e l’obsolescenza normativa rendono urgente l’adozione di tecniche di rinforzo rapide ed efficaci. Una recente ricerca pubblicata su Buildings (Vol. 16, Pages 2764, doi: 10.3390/buildings16142764) propone una soluzione basata su un connettore a forma di Π per il consolidamento dei nodi trave‑colonna, punto critico per la risposta globale della struttura.

Il connettore a forma di Π: geometria e principio di funzionamento

La soluzione prevede l’applicazione di piastre metalliche avvolte attorno al pilastro esistente. Su queste piastre vengono saldati connettori a forma di Π, ai quali si collega la nuova armatura della trave. Il sistema permette di trasferire i carichi senza demolire il nucleo in calcestruzzo del nodo, preservando l’integrità della zona critica.

La ricerca ha sottoposto a prove cicliche quasi-statiche un provino di riferimento non rinforzato e tre campioni rinforzati con il nuovo connettore. L’obiettivo era valutare l’incremento di resistenza, la capacità di dissipazione energetica e la modalità di collasso.

Campagna sperimentale: configurazione e risultati

I tre provini rinforzati (JGJ1, JGJ2, JGJ3) hanno mostrato comportamenti differenziati. Mentre i primi due hanno registrato carichi di picco inferiori rispetto al provino di riferimento, il terzo (JGJ3) ha raggiunto un incremento del 9,8% del carico massimo e una dissipazione di energia cumulativa quasi triplicata rispetto al riferimento non rinforzato.

La modalità di collasso è mutata in modo significativo. Nel provino di riferimento si è osservata una frantumazione fragile del calcestruzzo. Nei nodi rinforzati il cedimento è stato invece governato dalla rottura delle saldature e dalla frattura dei bulloni, lasciando il calcestruzzo del nucleo sostanzialmente integro. Questo cambiamento nella gerarchia delle rotture è decisivo per la duttilità del nodo sotto azione sismica.

Modellazione numerica e analisi parametriche

Le prove sperimentali sono state simulate con un modello agli elementi finiti, validato sui dati di laboratorio. Successivamente è stata condotta un’analisi parametrica per valutare l’influenza del numero di bulloni, delle dimensioni di trave e pilastro, della resistenza del calcestruzzo e dello spessore delle lamiere.

I risultati numerici indicano che l’incremento più marcato delle prestazioni si ottiene aumentando l’altezza della trave da 400 mm a 450 mm: il carico di picco cresce fino al 15,59% rispetto al modello base. La combinazione ritenuta più favorevole per prestazioni sismiche adeguate prevede calcestruzzo colonna di classe C50, calcestruzzo trave C40, piastre in acciaio da 6 mm, otto bulloni e spessore del connettore pari a 6 mm.

Il sistema proposto, pur non raggiungendo sempre resistenze superiori al nodo esistente, dimostra un netto miglioramento della capacità di dissipazione e una transizione verso modalità di collasso più controllabili. Per il progettista, i parametri individuati offrono un riferimento dimensionale immediato per l’applicazione su telai esistenti, con vantaggi in termini di rapidità esecutiva e preservazione della zona nodale.


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