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La rivista scientifica Buildings ha pubblicato, nel volume 16 a pagina 3854, uno studio dedicato alla valutazione della vita a fatica di una torre ibrida acciaio, calcestruzzo precompresso, in condizioni di rilassamento della pretensione. Il lavoro impiega un modello di danno bidirezionalmente accoppiato insieme a un surrogato basato su reti neurali.
Il modello di danno accoppiato e il surrogato neurale
Il metodo proposto si fonda su un damage model bidirezionalmente accoppiato, capace di considerare l’interazione tra il rilassamento della pretensione e l’evoluzione del danno a fatica nella struttura ibrida. Per rendere più efficiente la valutazione della vita a fatica, gli autori affiancano al modello un surrogato basato su neural network, che riduce l’onere computazionale tipico delle analisi di danno accoppiate.
L’oggetto dell’analisi è una torre realizzata con un sistema costruttivo ibrido che combina elementi in acciaio e una parte in calcestruzzo precompresso, dove il fenomeno del rilassamento della precompressione rappresenta il parametro critico per la stima della durabilità a fatica.
Valutazione della vita a fatica
La finalità dello studio è la quantificazione della vita a fatica della torre quando la pretensione si riduce nel tempo. L’approccio consente di valutare come il decadimento della precompressione influenzi il comportamento a fatica dell’intera struttura, integrando il modello di danno con la rete neurale come surrogato computazionale.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Buildings, volume 16, pagina 3854, e si colloca nel campo della valutazione della vita a fatica di strutture ibride acciaio, calcestruzzo precompresso sottoposte a rilassamento della pretensione.
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