Saturare con acqua in pressione il provino di un pannello in gomma riciclata e pesarne l’incremento di massa fino a quando la variazione non si arresta: da questa sequenza operativa discende la stima della porosità accessibile proposta sulla rivista CivilEng da Anđelko Crnoja, Volodymyr Kersh, Aleksej Aniskin e Marko Šrajbek (doi: 10.3390/civileng7040064). L’argomento non è marginale. Nei prodotti edili realizzati con granulato di pneumatici legato da poliuretano la porosità influenza in misura significativa le proprietà del materiale, eppure per questa famiglia di prodotti mancano metodi di prova sufficientemente adattati e standardizzati.
Perché la porosità pesa sulle prestazioni del pannello
Nei pannelli compositi, ottenuti agglomerando granulato di gomma riciclata con un legante poliuretanico, la struttura interna condiziona più caratteristiche contemporaneamente. La porosità contribuisce a definire la densità, regola l’assorbimento d’acqua e incide sul comportamento termico e su quello acustico. Un parametro, dunque, che si riflette direttamente sulle prestazioni d’uso del prodotto.
Il nodo resta metodologico. Per questi materiali non sono disponibili procedure di prova adeguate e standardizzate: la misura della porosità non trova un riferimento condiviso e le prestazioni connesse ai vuoti interni risultano difficili da quantificare in modo comparabile.
Come funziona la saturazione in acqua sotto pressione
Il metodo si articola in due passaggi distinti. Il provino viene innanzitutto saturato con acqua sottoposta a pressione, in modo da raggiungere i vuoti accessibili della rete porosa. L’aumento di massa viene nel frattempo monitorato gravimetricamente: quando la variazione si stabilizza, la quantità di acqua assorbita consente di stimare la porosità accessibile del campione.
L’applicazione risulta semplice e a costi contenuti. In un settore dove, per i materiali a base di gomma riciclata, le procedure di prova consolidate fanno difetto, la sostenibilità operativa della procedura costituisce parte integrante della proposta.
La campagna di prove: 27 provini tra 585 e 1100 kg/m³
Il programma sperimentale ha coinvolto 27 provini con densità comprese tra 585 e 1100 kg/m³, un intervallo di oltre 500 kg/m³. I campioni sono stati ripartiti in tre gruppi in funzione della composizione granulometrica del granulato: granulazione fine, granulazione grossa e miscela. Questa articolazione permette di confrontare materiali con struttura interna differente all’interno della medesima famiglia di pannelli.
Densità crescente, pori accessibili in calo
Le misure delineano una relazione generalmente inversa tra densità e porosità accessibile. Nei provini meno densi la proporzione di pori risulta più elevata, mentre nei campioni più compatti il volume dei vuoti raggiungibile dall’acqua si riduce.
I valori medi estremi della serie misurata:
| Densità del provino | Porosità accessibile media |
|---|---|
| 585 kg/m³ | 29,832% |
| 915 kg/m³ | 16,664% |
Tra i due estremi intercorrono circa 13 punti percentuali, una forbice che fotografa la sensibilità del parametro rispetto alla compattezza del pannello.
Resta l’aspetto pratico. La combinazione di semplicità esecutiva e costi contenuti rende la procedura accessibile ai laboratori chiamati a caratterizzare prodotti in gomma riciclata, in un ambito dove i metodi di prova adeguati e standardizzati non sono ancora disponibili. Un contributo di metodo più che di norma, per un materiale la cui presenza nei prodotti per le costruzioni continua a crescere.
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