Gestione degli sforamenti dei costi e dei claims nella costruzione autostradale: lezioni dal project management internazionale e avanzamenti metodologici emergenti

Cinquantatré variabili di causa, aggregate in cluster e ordinate per peso relativo: è il salto di prospettiva con cui Baraa A. Alfasi e Ata M. Khan affrontano gli sforamenti di costo nelle costruzioni di infrastrutture viarie. Il loro lavoro, Cost Overruns and Claims Management in Highway Construction: Lessons from International Project Management and Emerging Methodological Advances, è pubblicato su CivilEng (Vol. 7, pag. 12, DOI 10.3390/civileng7010012) e aggancia il problema a modelli predittivi costruiti su dati forniti da enti di più Paesi.

Contenere i superamenti di budget e ridurre i claims e le dispute collegati resta una criticità irrisolta in molti Paesi. Le cause potenziali sono note e numerose; la domanda pratica è un’altra. Quali raggruppamenti incidono davvero, e con quale priorità di intervento?

Cause elencate, ma mai pesate: il vuoto che la ricerca colma

La letteratura tecnica ha accumulato nel tempo elencazioni estese di possibili cause di sforamento di costo. Il limite di questa produzione è duplice. Le variabili restano trattate una a una, senza un raggruppamento che renda leggibile la struttura complessiva, e manca una valutazione comparativa dell’importanza dei gruppi. Il clustering delle variabili causali e l’importanza relativa dei cluster erano rimasti fuori dai programmi di ricerca, con una conseguenza diretta: chi governa un progetto non dispone di una gerarchia per separare le criticità marginali da quelle decisive. All’origine del lavoro c’è l’esigenza di identificare le carenze più significative di pianificazione e gestione di progetto, cioè quelle con maggiore probabilità di generare sforamenti di costo.

La sequenza analitica: componenti principali, fattori e regressione logistica

Il framework metodologico raccolge metodi statistici selezionati per dare fondamento scientifico all’identificazione dei cluster rilevanti. Il percorso parte da 53 variabili di causa e passa per un’analisi fattoriale condotta con supporto delle componenti principali, che restituisce i raggruppamenti di variabili associati agli sforamenti di costo. Su questi cluster interviene poi la componente predittiva: l’importanza relativa di ciascun gruppo viene inferita con modelli di regressione logistica sviluppati per lo scopo. Il risultato non è un elenco, ma una gerarchia pesata dei fattori di rischio estimativo.

La base empirica: cinquantatré questionari da quattro aree geografiche

I dati che alimentano i modelli provengono da diversi enti dei Paesi partecipanti e si concretizzano in 53 questionari compilati da esperti in possesso di conoscenza specialistica e da manager con esperienza diretta dei processi. La provenienza è internazionale: Canada, Stati Uniti, Medio Oriente e Australia. L’ampiezza del campione soddisfa i requisiti richiesti dai metodi statistici adottati, condizione necessaria perché l’intera costruzione analitica regga. La copertura geografica è coerente con l’impianto dello studio, che ambisce a trarre insegnamenti dal project management internazionale.

Le leve di mitigazione: personale, progettazione e stima dei costi

Dalle informazioni ricavate dai modelli discendono misure di mitigazione che gli autori collocano interamente entro le possibilità d’azione dei responsabili di progetto. Le direzioni sono tre.

  • Personale. Il primo fronte tocca la qualificazione e l’esperienza delle persone impiegate, da migliorare in modo strutturale.
  • Pianificazione e progettazione. Il secondo riguarda le pratiche di queste due fasi, da rafforzare perché alimentano direttamente il processo estimativo.
  • Stima dei costi. Il terzo prevede l’applicazione di analisi di rischio agli input del processo di stima, così che le incertezze non quantificate non finiscano nel preventivo.

La ricaduta attesa opera su due piani: una pratica più solida di pianificazione e gestione delle infrastrutture e, in parallelo, una riduzione dei claims e delle dispute che accompagnano gli sforamenti di costo.

Per chi prepara stime, gestisce appalti viari o difende posizioni tecniche in una controversia, il valore del lavoro non sta nella conferma che gli sforamenti di costo esistono. Sta nella possibilità di dare un peso alle cause, e quindi di decidere dove concentrare analisi di rischio, revisione delle pratiche di progettazione e investimenti in competenza, prima che il divario tra preventivo e costo finale prenda la forma di un claim.

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