Effetto di un additivo polimerico-organico sulle proprietà del calcestruzzo con aggregati riciclati di diversa tipologia

Classe di consistenza S1, adeguata alla posa con slipform paver: è il riferimento esecutivo attorno al quale è stato costruito uno studio sui calcestruzzi con aggregato riciclato misto, firmato da Rauan Lukpanov, Matija Orešković, Artem Chystiakov e Duman Dyussembinov e pubblicato su Construction Materials (doi: 10.3390/constrmater6030024). La domanda alla base della ricerca è diretta: un inerte riciclato così eterogeneo riesce a reggere il confronto, in termini di resistenza e durabilità, con miscele a base di inerte naturale e con frazioni riciclate più selezionate?

Il tipo di aggregato come variabile sperimentale

La campagna si sviluppa su quattro famiglie di composizioni. Accanto ai calcestruzzi realizzati con aggregato riciclato misto, che combina frazioni di calcestruzzo e di muratura, sono state definite tre miscele di riferimento: una con ghiaia di fiume, una con aggregato riciclato da calcestruzzo e una con aggregato riciclato da muratura.

Il confronto copre così tre livelli: l’inerte naturale, le due frazioni riciclate prese singolarmente e la miscela eterogenea. Un disegno sperimentale funzionale allo scopo, visto che l’aggregato misto è la materia prima seconda più economica e più diffusa tra i rifiuti di costruzione e demolizione, e che proprio su questa frazione ricadrebbe l’eventuale autorizzazione all’impiego.

Classe S1 e calibrazione del rapporto acqua/cemento

La lavorabilità di tutte le miscele rientra in classe S1, considerata accettabile per l’impiego con slipform paver, le macchine per la costruzione delle pavimentazioni. Raggiungere la medesima classe con inerti così differenziati è stato possibile variando il rapporto acqua/cemento, con correzioni calibrate sulle differenti adsorzioni d’acqua dei filler. Quando la frazione granulare trattiene quantità di acqua d’impasto differenti, infatti, la correzione del rapporto è ciò che mantiene la consistenza costante e rende le prestazioni delle diverse composizioni effettivamente confrontabili.

Cinque proprietà misurate a tre e 28 giorni

Per ogni composizione sono state definite cinque grandezze, misurate a tre e 28 giorni:

  • densità;
  • resistenza a compressione;
  • resistenza a flessione;
  • assorbimento d’acqua;
  • resistenza al gelo.

Il programma bilancia meccanica e durabilità: alle due resistenze si affiancano l’assorbimento d’acqua e la resistenza al gelo, con la densità a completare la caratterizzazione fisica della miscela. La doppia età di prova fotografa inoltre l’evoluzione delle proprietà tra maturazione iniziale e condizione matura.

Prestazioni comparabili e prospettive per le pavimentazioni rigide

I risultati indicano livelli di resistenza e durabilità adeguati per i calcestruzzi con aggregato riciclato. Il dato centrale riguarda il misto: la sua resistenza risulta paragonabile a quella dei calcestruzzi di riferimento, incluso quello con ghiaia di fiume.

L’uscita applicativa segue da qui. Poiché le resistenze richieste agli strati inferiori delle pavimentazioni rigide sono basse, la ricerca stabilisce che l’impiego di calcestruzzo con aggregato riciclato, incluso quello derivante da aggregato misto, può essere ammesso in questa fascia di applicazioni.

Il quadro che ne esce è operativamente definito: dove i requisiti di resistenza sono contenuti, la barriera all’impiego dell’aggregato riciclato misto si abbassa, e la classe S1 si inserisce con naturalezza nelle modalità di posa slipform tipiche di queste opere. La frazione più eterogenea del riciclo trova così una collocazione costruttiva specifica, supportata da misure meccaniche e di durabilità condotte a tre e 28 giorni sulle cinque proprietà indagate.

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