Un framework informato dal rischio per la sicurezza pubblica a monte delle dighe

Quantificare il rischio associato alla sicurezza pubblica nel territorio a valle di una diga richiede strumenti in grado di convertire giudizi di natura qualitativa in misure numeriche confrontabili. Un framework sviluppato da Tareq Salloum ed Ernest Forman, pubblicato su CivilEng (doi: 10.3390/civileng7010005), affronta proprio questo problema integrando una struttura concettuale basata su hazard, eventi, obiettivi e controlli con l’Analytic Hierarchy Process, il metodo di decisione multicriterio noto in letteratura come AHP.

Dalla valutazione qualitativa alla scala di rapporto

L’architettura metodologica poggia su un punto centrale: probabilità di accadimento, conseguenze e rischio complessivo vengono espresse su una scala di rapporto. Questa scelta non è secondaria. Operare su rapporti anziché su scale ordinali consente di aggregare i risultati, confrontarli e comunicarli in termini monetari, un aspetto rilevante quando le valutazioni devono sostenere decisioni di allocazione di risorse da parte di proprietari e regolatori.

Il passaggio dal giudizio qualitativo alla misura quantitativa avviene proprio attraverso l’AHP, che trasforma le preferenze espresse dai valutatori in pesi numerici coerenti all’interno della struttura hazard-event-objective-control.

Simulazione probabilistica e misure di rischio estremo

La gestione dell’incertezza è affidata alla simulazione probabilistica. Gli output generati comprendono tre strumenti consolidati nell’analisi dei rischi:

  • il Value-at-Risk, per la quantificazione delle perdite attese oltre determinate soglie di confidenza;
  • le curve di eccedenza delle perdite, che descrivono la probabilità di superamento per livelli crescenti di danno;
  • i diagrammi F-N di tipo societal, che rappresentano la relazione tra frequenza e numero di vittime.

L’insieme di questi output restituisce un quadro che copre sia gli scenari attesi sia quelli estremi, dimensione quest’ultima spesso decisiva nelle valutazioni di tollerabilità del rischio per infrastrutture con potenziale di danno rilevante.

Selezione dei portafogli di controlli

La fase operativa del framework riguarda l’individuazione delle misure di mitigazione. L’ottimizzazione identifica i portafogli di controlli che conseguono la maggiore riduzione del rischio rispetto ai budget disponibili. Il caso di studio, sviluppato su una diga ipotetica, mostra l’applicazione del metodo e la sua capacità di individuare gli investimenti di sicurezza a più alto valore.

Il campo di applicazione copre due livelli decisionali distinti: quello di impianto, con le scelte relative alla singola diga, e quello di programma, con la priorizzazione degli interventi su scala di portafoglio. La coerenza con i principi internazionali di tollerabilità del rischio e con il criterio ALARP, ovvero la riduzione del rischio tanto quanto ragionevolmente praticabile, completa il quadro metodologico.

Per i professionisti del settore, l’interesse del contributo risiede nella trasparenza del processo: una base quantitativa e documentabile su cui fondare la priorizzazione degli interventi di sicurezza pubblica a valle delle dighe.

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