Sinergie e co-benefici delle tecnologie digitali abilitanti per modelli di gestione circolare tra gli stakeholder della filiera nel settore delle costruzioni

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BIM, digital twin, realtà estesa e automazione hanno assunto un ruolo significativo nell’industria delle costruzioni e dell’ingegneria, ma il loro impiego resta in gran parte confinato ad ambiti consolidati: progettazione e gestione della costruzione, gestione dei rifiuti e, solo in misura limitata, gestione degli asset. Gli utilizzatori di queste tecnologie tendono inoltre a operare in modo isolato, mentre le potenzialità trasversali lungo l’intera catena del valore del costruito restano poco comprese e poco dimostrate. A questo tema è dedicato uno studio pubblicato sulla rivista CivilEng (doi: 10.3390/civileng6040062), firmato da Sakdirat Kaewunruen, Charalampos Baniotopoulos, Patrick Teuffel, Hamza Driou, Otso Valta, Jan Pešta e Diana Bajare, che analizza i ruoli sinergici e i co-benefici degli abilitatori tecnologici digitali tra gli stakeholder della filiera dell’ambiente costruito.

Le tecnologie esaminate e i limiti dell’uso attuale

L’analisi riguarda i principali abilitatori tecnologici digitali del settore: il building information modelling, i digital twin, la realtà estesa, che comprende realtà virtuale, realtà aumentata e realtà mista, e l’automazione. Le applicazioni tradizionali di queste tecnologie si concentrano su:

  • progettazione e gestione della costruzione;
  • gestione dei rifiuti;
  • gestione degli asset, coperta finora solo in parte.

Al di là di questi ambiti, gli utenti operano in silos settoriali. Le applicazioni trasversali, i ruoli e i co-benefici delle tecnologie digitali non sono stati finora oggetto di una comprensione né di una dimostrazione sistematica. La conseguenza rilevata dagli autori è un utilizzo molto limitato di tali tecnologie lungo l’intero ciclo di vita delle opere o lungo la catena del valore dei settori dell’ambiente costruito.

La metodologia: interviste a 42 partecipanti

Gli autori presentano lo studio come il primo ad affrontare queste criticità tramite interviste a esperti e stakeholder, condotte con questionari a risposta aperta sia online sia offline, su un campione di 42 partecipanti. L’obiettivo è identificare i ruoli sinergici, le influenze reciproche e i co-benefici degli abilitatori tecnologici digitali. Nel campione prevalgono i partecipanti provenienti dal mondo industriale, per cui i risultati riflettono in particolare la prospettiva di chi utilizza queste tecnologie nella pratica operativa.

Silos operativi e collaborazione frammentata

I risultati fotografano una condizione che gli autori stessi definiscono poco sorprendente: la pratica operativa frammentata in silos indebolisce la collaborazione trasversale tra gli stakeholder della catena del valore. I co-benefici possono ipoteticamente manifestarsi, ma possono essere sbloccati soltanto attraverso un coinvolgimento autentico e partecipativo degli stakeholder. Nella prospettiva dello studio, il valore sinergico delle tecnologie digitali non deriva quindi dalla semplice adozione degli strumenti, bensì dalla partecipazione effettiva degli attori coinvolti lungo la filiera.

Capacità tecniche e sociali per la circolarità degli edifici

I risultati evidenziano capacità tecniche e sociali delle tecnologie digitali che possono abilitare in modo inclusivo la decisione partecipativa, il coinvolgimento e l’integrazione degli stakeholder, in funzione dell’attuazione della circolarità degli edifici attraverso modelli di business e di gestione viabili. La condizione indicata dagli autori è chiara: gli abilitatori tecnologici digitali devono essere co-creati con gli stakeholder principali affinché generino co-benefici e consentano di raccogliere il valore sinergico a supporto dei modelli di gestione circolare nell’ambiente costruito.

Rilievi per la pratica professionale

Per i professionisti che impiegano quotidianamente strumenti digitali nel processo edilizio, dal BIM ai digital twin, il messaggio operativo riguarda il contesto di adozione più che le tecnologie in sé. Un utilizzo confinato al proprio perimetro professionale limita il beneficio complessivo, mentre il coinvolgimento partecipativo degli stakeholder della catena del valore costituisce la condizione per attivare co-benefici e supportare la circolarità degli edifici. Restano inoltre aperte, secondo quanto emerso, le applicazioni cross-funzionali e i relativi benefici, non ancora dimostrati in modo compiuto: proprio su questo terreno lo studio si propone come un primo punto di riferimento per la definizione di modelli di gestione circolare fondate sulla partecipazione concreta di tutti gli attori della filiera.

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