L’innovazione ingegneristica tradizionale privilegia i guadagni economici e tende a trascurare la sostenibilità. È da questo squilibrio che prende le mosse uno studio firmato da Shuhan Wang, Long Li, Xianfei Yin, Ziwei Yi, Shu Shi e Meiqi Wan, pubblicato su CivilEng (Vol. 6, pagina 52, DOI 10.3390/civileng6030052), dedicato ai fattori critici che condizionano l’innovazione verde (green innovation, GI) nelle grandi infrastrutture di trasporto, in sigla MTI (major transportation infrastructure projects).
Le MTI rientrano a pieno titolo nella categoria dei megaprogetti e concentrano complessità tecnica, organizzativa e gestionale. Per questo richiedono processi di innovazione tecnologica in grado di far avanzare insieme obiettivi economici, sociali ed ecologici, mentre l’approccio convenzionale si ferma ai ritorni economici. Implementare la GI in queste opere diventa quindi una necessità, ed è proprio questo il territorio indagato dalla ricerca: esaminare i fattori chiave e le correlazioni che influenzano l’MTI-GI, rafforzare la comprensione teorica del fenomeno e orientarne l’applicazione efficace.
Framework TOE: mappare i fattori su tre dimensioni
La prima fase del lavoro poggia su due canali complementari, l’analisi della letteratura e le interviste, attraverso cui vengono individuati i fattori capaci di influenzare l’innovazione verde negli MTI. La sistematizzazione segue il framework TOE (technology, organization, environment), che ripartisce i determinanti in tre dimensioni: tecnologica, organizzativa e ambientale. Una struttura di questo tipo permette di leggere il fenomeno su livelli distinti, dalle tecnologie e dai processi impiegati alle caratteristiche delle organizzazioni coinvolte, fino al contesto territoriale in cui l’opera si inserisce.
Il modello fuzzy DEMATEL contro la soggettività dei punteggi
Nelle analisi fondate sul giudizio esperto la soggettività delle valutazioni rischia di deformare la classifica dei fattori. Per contenerla, la ricerca adotta un approccio basato sui numeri fuzzy intuitivi (intuitive fuzzy numbers), applicato ai punteggi assegnati dagli esperti. L’integrazione con il metodo DEMATEL, che studia le relazioni tra i fattori di un sistema, dà origine a un modello fuzzy DEMATEL in grado di quantificare l’importanza dei singoli determinanti e di individuare i driver critici. Su questi ultimi si concentra poi l’analisi che conduce alla formulazione delle strategie di promozione della GI.
Le leve prioritarie individuate dall’analisi
I risultati mostrano che i fattori che influenzano l’MTI-GI attraversano tutte e tre le dimensioni del framework TOE. Le priorità emerse si articolano su tre piani:
- leva tecnologica: prioritizzare l’innovazione tecnologica verde e i meccanismi di feedback;
- assetto organizzativo: ottimizzare le strutture organizzative;
- contesto: allineare le scelte alle caratteristiche ambientali regionali.
Il successo dell’MTI-GI non si riduce a un intervento isolato: richiede un’azione coordinata tra sviluppo tecnologico, organizzazione e inquadramento del contesto regionale. Su questa base, i risultati supportano l’estensione dell’innovazione verde negli MTI e offrono strategie mirate per la gestione di sistemi complessi.
Per chi opera su grandi opere di trasporto, il contributo più immediatamente utilizzabile sta nel percorso metodologico: dall’identificazione dei fattori con il framework TOE alla loro pesatura tramite il modello fuzzy DEMATEL, fino alla costruzione di strategie calibrate sui driver critici. Una griglia replicabile per decidere dove convogliare risorse e attenzioni quando l’innovazione deve servire obiettivi economici, sociali ed ecologici insieme.
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