Miscela bituminosa ad alta circolarità con aggregati da scorie siderurgiche e fresato di asfalto riciclato (RAP): validazione sperimentale dal laboratorio al campo e analisi del ciclo di vita (LCA)

Ottantuno per cento di materiali secondari nella composizione di un conglomerato bituminoso per strato di usura, quota che sale all’83% includendo il filler di recupero: sono i numeri della miscela AC14 altamente circolare oggetto di uno studio pubblicato su Infrastructures (vol. 11, articolo 263, doi: 10.3390/infrastructures11080263).

Alla base della formulazione due flussi di recupero: le scorie siderurgiche impiegate come inerti (SSA) e il fresato di pavimentazioni asfaltiche (RAP). Lo studio, firmato da Carlos D. A. Loureiro, Caroline F. N. Moura, Joel R. M. Oliveira e Hugo M. R. D. Silva, copre l’intera filiera, dalla progettazione in laboratorio alla produzione in centrala e alla posa sperimentale a scala reale, fino all’analisi del ciclo di vita e alla verifica dei costi, entrambe impostate su dati specifici dell’impianto.

Dosaggio della miscela e termine di paragone

La miscela, messa a punto in laboratorio, combina il 63,8% di aggregati da scorie siderurgiche con il 17,2% di fresato. I due apporti portano la quota complessiva di materiali secondari all’81,0%, che raggiunge l’83,0% una volta conteggiato anche il filler di recupero. Il riferimento per le verifiche è un AC14 tradizionale per strato superficiale con inerti naturali: su questa coppia di miscele sono stati confrontati i comportamenti volumetrico e meccanico.

Prestazioni di laboratorio: ornamento, rigidezza, fatica e acqua

La campagna sperimentale registra esiti favorevoli per la formulazione circolare sui quattro fronti esaminati:

  • deformazione permanente: resistenza all’ornamento superiore a quella della miscela di riferimento;
  • rigidezza: modulo di rigidezza più elevato rispetto al convenzionale;
  • danno da acqua: resistenza molto elevata al degrado indotto dall’acqua;
  • fatica: indicatori di fatica più favorevoli rispetto all’AC14 a inerti naturali.

Un quadro che non segnala penalità legate alla forte sostituzione degli inerti e che ha aperto la strada alle fasi successive della validazione.

Impatti ambientali: dodici indicatori su tredici in calo

L’analisi del ciclo di vita segue il quadro della EN 15804:2012+A2:2019 ed è stata svolta con dati reali dell’impianto di produzione. In fase di prodotto, la miscela con SSA e RAP mostra riduzioni in dodici dei tredici indicatori di impatto considerati. Quattro valori fotografano l’ordine di grandezza del miglioramento:

Indicatore di impatto Riduzione
Potenziale di riscaldamento globale totale 18,1%
Potenziale di esaurimento abiotico, risorse fossili 26,6%
Potenziale di esaurimento abiotico, minerali e metalli 77,6%
Potenziale di privazione idrica 81,5%

I tagli più marcati riguardano il prelievo di minerali e metalli e la pressione sulla risorsa idrica, coerentemente con la forte presenza di materiali di recupero nella composizione.

Costo unitario di produzione: due confronti percentuali

Sul piano economico, l’analisi dei costi riferita alla fase di produzione stima un prezzo unitario inferiore del 36,4% rispetto alla miscela convenzionale e del 45,4% rispetto al prezzo di riferimento del mercato portoghese. Il margine, quindi, si allarga ulteriormente quando il paragone passa dalla formulazione tradizionale al benchmark di mercato.

La verifica in centrala e in cantiere

La formulazione è stata prodotta in una centrala per conglomerati bituminosi e applicata in una prova sperimentale a scala reale. L’esito del cantiere sostiene la fattibilità della miscela nelle condizioni reali di produzione e di costruzione, completando il passaggio dal laboratorio al campo e offrendo a imprese e committenti un riferimento operativo diretto oltre ai soli dati di laboratorio.

Per chi si occupa di pavimentazioni stradali, il caso indica che quote molto alte di scorie siderurgiche e fresato possono convivere con prestazioni non inferiori a quelle di un conglomerato a inerti naturali, con un profilo ambientale in miglioramento su dodici indicatori su tredici e con un costo unitario ben al di sotto dei riferimenti disponibili. Quando tecnica, ambiente ed economia si muovono nella stessa direzione, la circolarità smette di essere un obiettivo di principio e diventa una scelta di progetto difendibile con i numeri.

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