Strategia metaeuristica per l’ottimizzazione con vincolo di instabilità orientata al riutilizzo di gridshell in acciaio

Progettare una cupola a graticcio con membri provenienti dal riuso significa accettare un punto di partenza vincolato: le sezioni disponibili non si scelgono, si gestiscono. Su questo terreno si muove lo studio firmato da Valentina Tomei, Marina Serpe, Ernesto Grande e Maura Imbimbo, pubblicato su Construction Materials (volume 5, pagina 89, doi: 10.3390/constrmater5040089), che propone una strategia metaeuristica basata su algoritmi genetici per il dimensionamento a peso minimo di gridshell in acciaio con componenti riutilizzabili, con il vincolo di instabilità a buckling incorporato direttamente nella ricerca della soluzione.

Consumi, energia e limiti del riuso spontaneo

Il settore delle costruzioni pesa in modo significativo sul consumo di risorse e sul degrado ambientale, a causa di processi caratterizzati da un elevato impiego energetico. Le strategie di progetto orientate al riuso possono condurre a soluzioni efficienti sul piano strutturale e più sostenibili dal punto di vista ambientale. L’ostacolo è di natura operativa: incorporare elementi recuperati in modo efficace richiede metodi di dimensionamento avanzati, capaci di disporre i componenti in modo razionale all’interno della geometria prescelta.

Un membro di riuso porta con sé una sezione, una lunghezza, una provenienza. Inserirlo dove serve davvero, e non dove capita, è il nodo che la ricerca affronta.

Il motore genetico della ricerca del peso minimo

Il cuore metodologico è una strategia metaeuristica costruita sugli algoritmi genetici. L’obiettivo è dichiarato: graticciate a peso minimo assemblate con componenti riutilizzabili. La ricerca procede per generazioni, combinando disposizioni alternative dei membri e selezionando le configurazioni migliori rispetto ai criteri di progetto fissati, tra cui figura la verifica di buckling che caratterizza l’impostazione stessa del lavoro.

L’esito della ricerca è sempre la soluzione a peso minimo: l’algoritmo la individua per tutti gli stock di elementi considerati nelle elaborazioni svolte.

La cupola come banco di prova

La metodologia è applicata a una gridshell a forma di cupola, esaminata in più scenari definiti da stock differenti di elementi disponibili e da condizioni al contorno diverse. Queste ultime distinguono configurazioni completamente vincolate da configurazioni parzialmente vincolate, due famiglie contraddistinte da criteri di progetto dominanti differenti.

Geometria, peso, prestazioni: le grandezze di confronto

L’esito di ciascuna elaborazione viene letto attraverso un quadro ampio. Sul piano geometrico contano la forma finale del graticcio e la ripartizione tra membri di riuso e membri nuovi. Sul piano delle masse decide il peso complessivo della struttura. Le prestazioni si misurano con tre indicatori: il fattore di buckling, il rapporto domanda/capacità (demand to capacity ratio) e gli spostamenti. A chiudere il bilancio, le emissioni di gas serra associate a ciascuna soluzione.

Il confronto ambientale con i soli elementi nuovi

Accanto all’ottimizzazione strutturale, viene condotta una valutazione semplificata delle emissioni di gas serra, impostata per misurare il beneficio ambientale delle soluzioni basate sul riuso rispetto a graticciate composte interamente da elementi nuovi. La verifica ambientale affianca così quella strutturale, restituendo un confronto tra le due filosofie di approvvigionamento dei membri.

Contorni diversi, criteri di governo differenti

Un aspetto che emerge dalla sperimentazione numerica riguarda la capacità della strategia di tenere conto dei criteri di progetto dominanti propri delle graticciate completamente vincolate e di quelle parzialmente vincolate. Le due condizioni al contorno non vengono cioè ricondotte a un unico schema di verifica: l’algoritmo adatta la ricerca alle grandezze che governano ciascun caso.

Dal progetto allo stock: l’uso inverso della strategia

Lo strumento non è confinato alla direzione consueta, dal materiale disponibile alla struttura. Può essere impiegato anche in senso opposto, per determinare quali caratteristiche dovrebbe possedere lo stock di elementi di riuso affinché la soluzione di progetto risulti più sostenibile. Un rovesciamento potenzialmente utile in fase di approvvigionamento, quando occorre decidere quali lotti recuperare e con quali caratteristiche.

Per calcolisti e progettisti di coperture a graticcio, il lavoro delinea un passaggio concreto: il riuso cessa di essere una scelta a posteriori e diventa una variabile che il calcolo pesa insieme a geometria, stabilità e masse, già nelle prime fasi della definizione strutturale.

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