L’Italia si prepara a un potenziale cambio di rotta nella politica degli incentivi per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio. Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 2 ottobre, delinea uno scenario in cui nuove risorse potrebbero rendersi disponibili a partire dal 2027. Questa opportunità nasce dalla richiesta italiana alla Commissione europea di attivare una clausola di salvaguardia nazionale, volta a ottenere maggiore flessibilità fiscale per sostenere la sicurezza energetica.
La Leva della Flessibilità Fiscale per la Sicurezza Energetica
La richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia, presentata dal Governo italiano alla Commissione europea il 10 settembre 2026 in linea con gli indirizzi parlamentari del 5 agosto, mira a sbloccare margini di bilancio aggiuntivi. Per la componente energetica, l’Italia punta a utilizzare uno spazio fiscale supplementare pari allo 0,3% del Prodotto Interno Lordo (PIL) all’anno, sia nel 2027 che nel 2028. Questa misura consentirebbe al Paese di finanziare spese nazionali specifiche con una maggiore elasticità rispetto alle normali regole di bilancio. È fondamentale precisare che non si tratta di un fondo europeo già preassegnato al settore edile, bensì di un meccanismo che apre alla possibilità di destinare risorse nazionali a determinate priorità. La definizione concreta di come tali margini verranno impiegati per il patrimonio edilizio sarà stabilita dalla Legge di Bilancio 2027 e dai successivi provvedimenti.
Interventi Rientranti nel Perimetro di Flessibilità e Convergenze con la Direttiva Case Green
La flessibilità di bilancio prevista per la sicurezza energetica può supportare una vasta gamma di interventi diretti sugli edifici, mirati a rafforzare la resilienza energetica e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Tra le misure compatibili figurano le ristrutturazioni energetiche complesse, l’installazione di sistemi di accumulo, la promozione dell’energia solare e geotermica, la sostituzione delle caldaie a combustibili fossili con tecnologie più efficienti come le pompe di calore, e la realizzazione di infrastrutture domestiche per la ricarica dei veicoli elettrici. Anche per gli edifici pubblici e quelli delle imprese sono contemplate specifiche azioni di riqualificazione energetica.
Queste potenziali misure si integrano strategicamente con l’attuazione della Direttiva Case Green, che impone all’Italia di tracciare un percorso per la trasformazione del patrimonio edilizio nazionale verso standard di elevata efficienza energetica e decarbonizzazione entro il 2050. Il tema ha acquisito ulteriore urgenza a seguito del parere motivato della Commissione europea, giunto per la mancata predisposizione italiana del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Questo piano dovrà delineare le politiche, gli investimenti e gli strumenti finanziari necessari per il raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione dei consumi e la progressiva diffusione di edifici a emissioni zero. Tuttavia, il DPFP non introduce un nuovo Ecobonus né definisce aliquote, requisiti o l’entità delle risorse da destinare specificamente al settore edile, lasciando al Governo il compito di delineare la strategia nella Manovra 2027.
Contesto Finanziario: Le Ultime Code del Superbonus e il Ruolo del Piano Sociale per il Clima
La discussione sui nuovi incentivi si svolge in un contesto economico sensibilmente diverso da quello che ha caratterizzato il Superbonus. Il DPFP 2026 evidenzia il progressivo esaurimento delle grandi misure di incentivazione edilizia, ma sottolinea come gli effetti finanziari di queste non siano ancora terminati. Il Superbonus continua a impattare i conti pubblici, con un deficit del 2025 pari al 3,1% del PIL, influenzato dall’emersione inattesa di nuovi crediti edilizi. Anche il rapporto debito/PIL risente di questa dinamica, attestandosi al 138,4% nel 2027, con l’impatto di cassa dei crediti d’imposta che raggiungerà il suo massimo nel 2026. La diminuzione dei contributi in conto capitale del 16% nel 2026 è un’ulteriore conferma del venir meno delle principali misure di incentivazione, con il Superbonus in prima linea.
Parallelamente, alle risorse potenzialmente derivanti dalla flessibilità per la sicurezza energetica, si aggiunge il Piano Sociale per il Clima. Questo strumento, trasmesso dall’Italia alla Commissione europea il 6 agosto scorso, prevede un finanziamento complessivo di 9,35 miliardi di euro per il periodo 2027-2032. Le risorse saranno destinate a interventi nei settori degli edifici e del trasporto stradale, unitamente a misure di sostegno per i soggetti più vulnerabili nella transizione energetica. Anche questo piano rappresenterà, in fase di attuazione, un veicolo per interessare il patrimonio immobiliare.
Proposte del Settore e Posizioni Governative: Verso un Ecobonus 2027?
Il dibattito sull’efficienza energetica degli edifici è già entrato nel confronto sulla prossima Legge di Bilancio. Confartigianato, durante la sua Giunta esecutiva del 1° ottobre, ha proposto di garantire la stabilità dei bonus edilizi per almeno tre anni e di elevare dal 50% al 65% la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica, anche in previsione dell’attuazione della Direttiva Case Green.
Il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha aperto a possibili margini di intervento proprio sugli incentivi per l’efficientamento energetico, collegando tale prospettiva alla maggiore flessibilità concessa a livello europeo. Tale apertura, tuttavia, non costituisce una conferma di un Ecobonus al 65%, che rimane una proposta. Le aliquote, la durata, i beneficiari, gli interventi ammessi e le coperture finanziarie dovranno essere definiti nella Legge di Bilancio.
Anche Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, ha avanzato una proposta ambiziosa. Il 2 ottobre, in concomitanza con l’approvazione del DPFP, il presidente Antonio Ciucci ha suggerito un piano da destinare alle infrastrutture energetiche e idriche e all’efficienza degli edifici. Secondo Ance, la nuova flessibilità potrebbe sbloccare fino a 14 miliardi di euro entro il 2028, risorse utili per adeguare le infrastrutture e ottimizzare l’efficienza energetica del patrimonio costruito, con l’obiettivo di ridurre consumi e costi in bolletta. La proposta contempla una governance centralizzata e tempi di realizzazione certi, ricalcando il modello del PNRR.
Il Quadro Normativo Attuale per il 2027
Mentre si attendono le decisioni che verranno prese con la Manovra 2027, resta valido il quadro delineato dalla legislazione vigente. Per il 2027, l’Ecobonus è previsto con un’aliquota del 36% per gli interventi sull’abitazione principale, nei casi ammessi dalla normativa, e del 30% per gli altri immobili. Le stesse percentuali sono attualmente previste per il Bonus ristrutturazioni. Queste sono le detrazioni sulle quali professionisti e committenti possono fare affidamento finché la Legge di Bilancio 2027 non fornirà chiarimenti definitivi, indicando se e come i nuovi margini per la sicurezza energetica saranno utilizzati per introdurre o potenziare le misure dedicate alla riqualificazione energetica degli edifici.
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