Al livello di massima piena, le isoipse di carico a 178 e 179 m superano il colmo del sipario di iniezioni della spalla destra, incorporato a quota 177,5 m: la filtrazione trova così una via al di sopra della barriera. È l’esito più rilevante dell’analisi tridimensionale del raccordo tra la diga in terra e pietrame e la diga in calcestruzzo dell’invaso HS, pubblicata su Infrastructures (Vol. 11, pagina 287, doi: 10.3390/infrastructures11080287) da Xinqi Zhao, Fengming Zhou, Yu Li, Yaohong Yang, Jialin Chen, Xiaoyuan Shen e Shoukai Chen. Una verifica previsiva, sviluppata in fase di progetto, che delimita con precisione le zone su cui concentrare la revisione del sistema di controllo delle filtrazioni.
Il raccordo tra diga eterogenea e manufatto in calcestruzzo
Negli invasi realizzati con dighe miste, il punto di raccordo tra il corpo in terra e pietrame e la diga in calcestruzzo costituisce il componente più delicato dell’intero sistema di controllo delle filtrazioni. Il contrasto di rigidezza tra materiali molto diversi e la complessità delle condizioni di fondazione possono generare, proprio in queste zone, percorsi di filtrazione preferenziali localizzati. L’efficacia dell’opera dipende quindi dalla capacità di intercettare il flusso laddove geometria e comportamento meccanico dei materiali cambiano.
Due modelli tridimensionali, due scale di analisi
La valutazione, a carattere previsivo e collocata in fase di progetto, si fonda su due schemi tridimensionali complementari. Il primo copre l’intero sistema diga, fondazione e spalle, restituendo il quadro d’insieme del campo di filtrazione. Il secondo è dedicato alla connessione in corrispondenza del muro taglia-flussi a sperone (cutoff spur wall), dove la morfologia del raccordo impone un approfondimento locale.
I tre scenari di invaso esaminati comprendono il livello di normale invaso, il livello di piena di progetto e il livello di massima piena. Per ciascuna condizione sono stati valutati il campo di filtrazione, i gradienti idraulici nelle posizioni di controllo e le portate zonali, insieme alla risposta dell’interfaccia di connessione e del sipario della spalla destra.
Il nucleo impermeabile assorbe oltre l’80% del carico
Nella sezione di massimo alveo, il nucleo impermeabile assorbe tra l’82,2% e l’83,6% del dislivello idraulico totale nei tre scenari di base. I gradienti nelle posizioni di controllo restano inferiori ai corrispondenti valori di progetto in tutte le condizioni esaminate. Il funzionamento della sezione fluviale appare quindi governato dal nucleo, in linea con la funzione che la tipologia eterogenea zonata assegna a questo elemento.
Spalla destra: filtrazione sopra il colmo del sipario
Il quadro cambia al livello di massima piena. Nel modello locale, le isoipse di carico a 178 e 179 m passano al di sopra del colmo del sipario, posto a quota 177,5 m: si delinea così un percorso di filtrazione sopra la barriera (over-curtain), che aggira la porzione sommitale del sipario.
Le conseguenze sul bilancio di filtrazione sono misurabili. Dal livello di piena di progetto a quello di massima piena, la portata della spalla destra cresce da 259,86 a 544,49 m³/d, con un incremento del 109,5%; nello stesso intervallo la portata totale aumenta del 28,6%. Il divario tra i due tassi di crescita indica che l’apporto del versante destro pesa in misura crescente, in concomitanza con l’attivazione del percorso sopra il colmo del sipario.
Nella zona di connessione il flusso aggira e sottopassa il muro
Anche il raccordo risponde in modo sensibile al livello di invaso. Nella zona di connessione il flusso devia attorno al muro taglia-flussi e al di sotto di esso, mentre i gradienti sulla superficie di connessione crescono all’aumentare del livello dell’invaso. La verifica del contatto diretto tra i due corpi acquista così peso crescente al crescere del carico idraulico.
Le previsioni del modello caratterizzano la risposta tridimensionale della zona di connessione e del sistema di controllo delle filtrazioni della spalla destra, indicando tre direttrici operative: la revisione della crestatura del sipario, i controlli di qualità esecutiva e l’impostazione del monitoraggio dopo il primo invaso. Il passaggio dallo scenario di piena di progetto a quello di massima piena, in questo caso, basta a ridisegnare i percorsi di filtrazione in prossimità dell’aggancio tra corpi eterogenei e strutture in calcestruzzo.