Building Performance Simulation and Climate-Adaptive Green Retrofit of Jingzu Jiashu: A Historic Chaoshan Residence in Lingnan Under Hot-Humid and Disaster-Prone Weather Conditions

Residenze storiche in clima caldo-umido: simulazione prestazionale e retrofit adattivo per il patrimonio edilizio del Lingnan

Il patrimonio residenziale storico del Lingnan, nell’area costiera della Cina meridionale, è esposto a condizioni climatiche estreme caratterizzate da temperature elevate, umidità persistente, intensa radiazione solare, venti monsonici e stress ciclonico. Questi fattori, tipici del clima tropicale umido e soggetto a disastri naturali, compromettono il comfort termico interno, l’illuminazione naturale, la ventilazione passiva e le possibilità di riuso adattivo degli edifici antichi. La sfida per i progettisti che operano su tale patrimonio è duplice: preservare i valori culturali e architettonici e al contempo garantire prestazioni ambientali adeguate agli standard contemporanei.

Uno studio condotto su un edificio rappresentativo di questa tipologia offre spunti metodologici per il retrofit verde climaticamente adattivo. L’analisi, sviluppata attraverso un flusso di lavoro basato sulla simulazione prestazionale, ha preso come caso esemplificativo la residenza storica Jingzu Jiashu, appartenente alla cultura Chaoshan e legata al fenomeno delle rimesse degli emigranti cinesi all’estero.

Il caso studio: Jingzu Jiashu e la simulazione prestazionale

Per la modellazione dello stato di fatto è stato integrato un insieme di dati: documentazione digitale, rilievo architettonico, indagine materica e serie climatiche locali. Il modello di base ha permesso di valutare tre parametri prestazionali chiave: il voto medio previsto (PMV) per il comfort termico, il rapporto di illuminamento autonomo DA300 per la luce diurna, e il ricambio d’aria orario (ACH o ACR) per la ventilazione naturale. Tali indicatori sono stati misurati negli ambienti rappresentativi dell’edificio, in particolare nella sala posteriore e in altri vani campione.

Criticità emerse dallo scenario basale

I risultati della simulazione iniziale evidenziano un quadro critico. Durante la stagione estiva si registrano surriscaldamento diffuso, illuminazione insufficiente nei vani profondi e ventilazione inadeguata negli ambienti principali. La percentuale di ore confortevoli si attesta tra il 7,29% e il 7,78%, mentre le ore di discomfort termico raggiungono il 42,84%–51,53%. Il valore massimo del PMV tocca 4,65 nella sala posteriore e si attesta tra 3,54 e 3,65 negli altri vani rappresentativi, su una scala che per valori superiori a 2 indica già forte disagio. Le superfici efficacemente illuminatate dalla luce diurna risultano pari a circa il 40% per i vani anteriori e al 31% per quelli posteriori. I valori di ricambio d’aria orario oscillano tra 1,06 e 1,89 h⁻¹, ben al di sotto dei minimi raccomandati per la salubrità degli ambienti interni.

Strategia di retrofit integrato e performance post-intervento

Per rispondere a queste criticità è stato messo a punto un pacchetto di interventi integrati, articolato su cinque fronti:

  • riorganizzazione funzionale degli spazi interni;
  • ottimizzazione dell’involucro edilizio (isolamento, schermature, massa termica);
  • adeguamento delle aperture (dimensioni, posizionamento, vetrazioni);
  • organizzazione dei percorsi ventilativi per favorire la ventilazione incrociata;
  • miglioramento degli spazi di transizione e dei cortili interni, elementi tradizionali della tipologia Chaoshan.

Le simulazioni condotte sul modello retrofitato mostrano un netto miglioramento dei parametri prestazionali. Le ore confortevoli salgono al 32,00%–42,45%, mentre quelle di disagio termico scendono al 17,25%–21,28%. Il PMV massimo si riduce a 1,82–1,86, valore entro la soglia di accettabilità. Le superfici illuminate dalla luce diurna aumentano rispettivamente all’81% e al 74% per i vani anteriori e posteriori. I ricambi d’aria orari passano a 2,97–4,49 h⁻¹, con un incremento significativo della capacità di rimozione del calore e degli inquinanti interni.

Implicazioni per il professionista: la simulazione come strumento progettuale

L’esperienza condotta su Jingzu Jiashu dimostra come la simulazione prestazionale dell’edificio possa fornire un supporto quantitativo efficace per la definizione di strategie di retrofit verde climaticamente adattivo, anche su edifici storici con vincoli conservativi stringenti. Il flusso di lavoro adottato – dalla digitalizzazione del manufatto alla modellazione dinamica, fino alla valutazione comparativa di scenari – può essere replicato su altre residenze storiche con caratteristiche analoghe, in particolare nei contesti climatici caldo-umidi e soggetti a eventi estremi. Per il progettista, l’adozione di tali metodologie consente di oggettivare le scelte di intervento, ottimizzando il rapporto tra costi, benefici energetici e qualità abitativa, e di documentare la congruità delle soluzioni proposte in sede di valutazione di compatibilità paesaggistica o di autorizzazione degli interventi su immobili vincolati.


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