Categoria: Cantiere

Organizzazione e gestione del cantiere, sicurezza (D.Lgs. 81/08), PSC, POS, macchine operatrici, contabilità dei lavori e direzione lavori.

  • Articolo nella rivista Buildings, volume 16, pagina 3888: l’impatto dei fattori umani su infortuni e morti nel settore edile americano, attraverso il confronto di tre principali sottosettori.

    Un nuovo contributo scientifico analizza il ruolo dei fattori umani negli infortuni mortali del settore delle costruzioni negli Stati Uniti. Lo studio, pubblicato sulla rivista Buildings al volume 16, pagina 3888, è stato condotto con un approccio comparativo su tre principali sottosettori dell’edilizia americana.

    Il titolo del lavoro, “Human Factor Contributions to Accidents and Fatalities in U.S. Construction: A Comparative Analysis of Three Major Subsectors”, indica il percorso seguito dai ricercatori: confrontare comparti diversi per comprendere come gli aspetti legati al comportamento, all’organizzazione e alla gestione del lavoro incidano sugli esiti più gravi.

    La scelta di un’analisi per sottosettori risponde alla necessità di non trattare il settore delle costruzioni come un blocco omogeneo. Le attività realizzative, le lavorazioni, le dimensioni delle imprese e i contesti operativi cambiano sensibilmente tra un comparto e l’altro, e con essi cambiano anche i profili di rischio e i possibili margini di intervento.

    Per chi opera nella sicurezza in cantiere, il tema dei fattori umani è centrale. Gli infortuni non derivano solo da condizioni materiali o da carenze tecniche, ma anche da variabili legate alle persone, alle procedure, alla comunicazione e alle scelte organizzative. Uno studio comparativo come questo può aiutare a inquadrare il fenomeno con maggiore precisione e a orientare le attività di prevenzione.

    La pubblicazione si riferisce al contesto statunitense, ma il problema dei fattori umani negli infortuni ha una valenza generale. Anche nei cantieri italiani la gestione della sicurezza si confronta quotidianamente con questi aspetti, nella redazione dei documenti di sicurezza, nel coordinamento delle lavorazioni e nei controlli in fase esecutiva.

    L’articolo rappresenta quindi una segnalazione utile per i professionisti che seguono l’evoluzione della letteratura tecnica sulla prevenzione infortuni e che cercano elementi di confronto per migliorare le proprie valutazioni.

  • Valutazione del rischio e identificazione dei fattori dominanti del disallineamento dei giunti dei tubi nel pipe jacking mediante ponderazione combinata basata sulla teoria dei giochi

    Lo scavo spinto, noto in ambito internazionale come pipe jacking, realizza condotte sotterranee spingendo in valsa tubi consecutivi a partire da un pozzo di partenza. In questa tecnologia l’assetto reciproco degli elementi al varco dei giunti costituisce un punto di controllo delicato: un disallineamento tra due tubi adiacenti introduce un rischio che merita un trattamento analitico, non la semplice osservazione in cantiere. Su questo nodo si concentra uno studio pubblicato su Buildings (vol. 16, pagine 3885), che sviluppa una valutazione del rischio per il disallineamento dei giunti nel pipe jacking, identifica i fattori dominanti e attribuisce i pesi mediante una combinazione fondata sulla teoria dei giochi.

    Il giunto disallineato come oggetto di valutazione del rischio

    Il disallineamento dei giunti si traduce in uno scostamento relativo tra elementi consecutivi della condotta. Trattarlo in termini di rischio significa compiere tre passaggi: costruire un insieme di fattori che concorrono al fenomeno, attribuire a ciascuno un peso e aggregare i contributi in una misura sintetica della criticità. Il lavoro pubblicato su Buildings percorre questa strada e ne estrae due esiti distinti, una valutazione strutturata del rischio e l’individuazione dei fattori che lo governano in misura prevalente. La seconda parte è quella con conseguenze più dirette sul piano operativo, perché da una gerarchia di pesi discende una gerarchia di attenzioni.

    Pesi soggettivi e pesi oggettivi, il dilemma della ponderazione

    Ogni valutazione del rischio basata su più fattori si regge sulla bontà dei pesi. I metodi soggettivi traducono il giudizio di esperti e restano sensibili all’esperienza di chi li esprime. Quelli oggettivi ricavano la gerarchia dai dati disponibili, ma possono prescindere dal peso tecnico che il progettista riconosce ai singoli elementi. Usati singolarmente, i due approcci conducono a ordinamenti diversi, e la scelta iniziale finisce per condizionare l’esito della valutazione stessa. Il problema non è secondario: la stessa situazione di scavo può risultare più o meno critica a seconda del solo criterio di ponderazione adottato.

    La teoria dei giochi come arbitratore tra i metodi di peso

    La procedura adottata nello studio supera l’alternativa trattando gli insiemi di pesi come giocatori di un gioco cooperativo. Si ricerca una combinazione lineare i cui coefficienti minimizzino le deviazioni tra il vettore combinato e ciascun vettore di partenza. La soluzione ottima, raggiunta in condizioni di equilibrio, definisce i pesi combinati che entrano nella valutazione del rischio. Il vantaggio logico è evidente: il risultato non privilegia alcun metodo singolo e riduce l’influenza della scelta iniziale sul giudizio finale. La ponderazione diventa un compromesso argomentabile, non un atto di fiducia verso un unico criterio.

    Fattori dominanti e gerarchia del rischio

    Con i pesi consolidati, la valutazione aggrega i contributi dei fattori e restituisce un quadro ordinato della criticità. Gli elementi che ricevono peso maggiore vengono segnalati come dominanti, ossia come i driver del disallineamento nel contesto analizzato. Questa gerarchia ha un valore pratico immediato: indica dove conviene concentrare osservazioni e controlli durante la spinta, e consente di dare priorità alle misure di contenimento senza disperdere risorse su tutti i fronti contemporaneamente.

    Ricadute operative per chi progetta e dirige lo scavo

    Per progettisti e direzione lavori il contributo sta nell’ordine delle priorità più che nel valore numerico dei singoli pesi. Una ponderazione combinata, documentabile e ripetibile, riduce l’arbitrarietà che spesso accompagna le analisi di rischio condotte con metodi soggettivi isolati. Diventa inoltre una base condivisa per la documentazione tecnica, dove la scelta dei pesi deve essere giustificata e non semplicemente dichiarata.

    La robustezza di una valutazione del rischio dipende in larga parte dalla trasparenza con cui i pesi vengono attribuiti. La combinazione secondo la teoria dei giochi offre una via motivata per giustificare quell’attribuzione e, nel caso del disallineamento dei giunti nel pipe jacking, fornisce una base ordinata per decidere dove puntare i controlli.