Ventinove volumi cubici trasparenti, intelaiati in legno, compongono il prospetto del Bloomberg Student Center, il nuovo ingresso al Homewood Campus della Johns Hopkins University. Su circa 13.300 m², il progetto di Bjarke Ingels Group (BIG), immaginato come una grande “sala comune” collettiva per gli studenti, distribuisce food hall, teatro da 200 posti, sale polifunzionali e spazi di aggregazione informale lungo una sequenza di tetti a gradone e scalinate monumentali che traduce in architettura la pendenza naturale del sito, ricucendo il legame tra campus e quartiere di Charles Village.
Sotto i volumi lignei, una sottostruttura in cemento armato accoglie teatro e servizi. Per lo studio strutturale knippershelbig i nodi più delicati sono stati due: il sistema di contrasto delle azioni orizzontali, ripartito tra elementi a rigidezza molto differente, e la convivenza tra le deformazioni della struttura lignea, ritiro e fluage compresi, e l’involucro vetrato continuo.
Sistema laterale: la calibrazione delle pareti CLT nel modello
Il sistema di contrasto unisce tre nuclei in cemento armato, otto pareti di taglio in legno lamellare incrociato (CLT) e più controventi in acciaio ad X, realizzati con gruppi di tiranti. Le travi glulam di copertura collaborano al quadro: oltre a sostenere il pacchetto di copertura, lavorano come collettori orizzontali, trasferendo vento e azioni sismiche tramite sforzi assiali verso nuclei, pareti CLT e controventi.
La forte disparità di rigidezza tra i tre tipi di elemento imponeva una stima credibile del contributo di ciascuno: sovrastimare la rigidezza delle pareti CLT nel modello numerico avrebbe sottovalutato la domanda di forza sui controventi in acciaio. Prima tappa, la verifica delle configurazioni adottate rispetto alle Special Design Provisions for Wind and Seismic (SDPWS-21), con i limiti ai rapporti d’aspetto delle pareti di taglio composte da più pannelli e le regole costruttive su numero, disposizione e dimensionamento dei connettori meccanici.
Un tool di calcolo in Excel ha quindi riprodotto la metodologia dell’esempio progettuale diffuso congiuntamente da FEMA e American Wood Council (AWC), quantificando i contributi di deformazione che compongono lo spostamento totale di ogni parete:
- flessione e taglio nel piano del pannello;
- scorrimento tra i singoli pannelli;
- rotazione dei singoli pannelli;
- rotazione corpo rigido dell’assieme della parete.
Da questi meccanismi discende analiticamente lo spostamento laterale di ciascuna parete sotto un carico orizzontale unitario. Le rigidezze da inserire nel modello FEM sono state calibrate iterativamente, finché gli spostamenti numerici non hanno coinciso con quelli analitici. La procedura ha restituito intervalli superiori e inferiori attendibili della ripartizione delle forze tra pareti CLT e controventi, affinando la previsione della distribuzione delle azioni laterali.
Una griglia regolare di glulam sotto il tetto a gradoni
La geometria a cascata della copertura poggia su un sistema trave-pilastro in legno lamellare incollato a passo uniforme e con sezioni standardizzate, una razionalizzazione che tiene insieme la forma architettonica complessa e l’economia produttiva. I membri sono in SPF (abete rosso, pino, abete), classe meccanica nordamericana 20F-1.5E, con fornitura in aspetto architettonico. Le altezze vanno da circa 305 a 1220 mm; le luci massime superano i 21 m.
Tra i piani di tetto disallineati in quota corrono chiaristorie vetrate continue: bande ripetute che portano luce diurna in profondità negli interni, riducono il ricorso all’illuminazione artificiale e tengono unita la lettura visiva della copertura.
Orizzontamento in DLT: diaframma, impianti e acustica
Sui lamellari insiste un orizzontamento in pannelli dowel-laminated timber (DLT), con campate da 4,26 m e schema prevalente continuo su più appoggi. La griglia regolare mantiene lo spessore tipico a 140 mm; dove le richieste strutturali crescono, si sale localmente a 283 mm.
Diversi piani sbordano fino a 4,6 m oltre gli appoggi per ombreggiatura solare passiva, in particolare lungo la facciata sud, con effetto diretto sui guadagni termici estivi. Poiché i pannelli DLT lavorano in una sola direzione, gli sbordi perpendicolari alla campata sono stati ottenuti inserendo profili cavi rettangolari in acciaio (HSS) nel pacchetto di copertura.
L’intradosso a vista fa anche acustica: strisce di schiuma fonosorbente nascoste tra le lamelle portano il Noise Reduction Coefficient (NRC) fino a 0,70, cosicché la copertura lignea funge da finitura architettonica e da superficie assorbente insieme.
Per l’azione da diaframma, l’estradosso riceve un tabellato in compensato da 19 mm. Le corsie impiantistiche nascono distanziando di proposito i pannelli contigui, generando passacavi continui chiusi sopra dal tabellato del diaframma e sotto da strette coperture in DLT: comportamento da diaframma e soffitto ligneo ininterrotto si preservano nello stesso tempo.
Facciata vetrata e compatibilità con gli spostamenti del legno
L’involucro trasparente poggia su un curtain wall in acciaio disegnato su misura, con montanti profilati saldati al laser e vetro isolante a controllo solare. I montanti coprono luci verticali fino a 9 m mantenendo fili di vista molto sottili. Le profondità degli sbordi sono state tarate con analisi dettagliate di radiazione solare, per bilanciare disponibilità di luce e prestazione termica lungo l’anno.
Dove le coperture DLT attraversano la linea di involucro, un dettaglio dedicato assicura la continuità della tenuta all’aria e al vapore attraverso il pannello, con profili di guarnizione prefabbricati interposti tra le lamelle. Sull’intera facciata è adottato vetro bird-friendly, che riduce il rischio di collisioni senza sacrificare la trasparenza.
Il cuore della coordinazione con il telaio ligneo sta nelle chiaristorie. Il legno è igroscopico: manifesta variazioni dimensionali legate all’umidità e scorrimento viscoso sotto carichi di lungo periodo. Per compensare frecce differite fino a 25 mm, le travi glulam sono state fabbricate con precambero intenzionale; giunti del curtain wall e tolleranze dei vetri accolgono ritiri del legno fino a 19 mm, oltre alle frecce elastiche a breve termine e al fluage della struttura d’appoggio.
Studi di movimento dedicati hanno governato il sistema vetrato delle chiaristorie, capace di assorbire le frecce differenziali tra livelli di tetto adiacenti mantenendo larghezze di giunto contenute e un disegno pulito dell’involucro.
Connessioni occultate, fuoco e design for disassembly
La struttura glulam è dettagliata con connessioni a scomparsa: nascondere l’hardware rafforza l’espressione del legno a vista e migliora la prestazione al fuoco dei componenti metallici. Dove i connettori in acciaio erano necessari, piastre di copertura lignee ne assicurano la protezione portando la resistenza al fuoco a 60 minuti, con faccia a vista sgombra.
I collegamenti bullonati sono dimensionati per spingere sulla prefabbricazione: montaggio rapido in cantiere e accuratezza dimensionale elevata. La stessa logica apre al futuro smontaggio, con i componenti principali in legno rimovibili per riutilizzo o riciclo a fine vita. La scelta del DLT al posto del CLT rinsalda la filosofia di design for disassembly (DfD): i pannelli si reggono esclusivamente su tasselli in legno duro, senza adesivi né connettori metallici, e si smontano più facilmente, sostenendo un approccio circolare alla costruzione.
Sottostruttura, fondazioni e prestazioni ambientali
Sotto la soprastruttura in mass timber, una sottostruttura in cemento armato incassata nella pendenza dolce del sito ospita teatro, aree di servizio e infrastrutture, fungendo da base per la struttura lignea. Le fondazioni comprendono plinti isolati che poggiano direttamente sulla roccia, integrati da fondazioni a piastra in cemento armato sotto i nuclei di contrasto laterale.
Selezione dei materiali, produzione da fonti rinnovabili e strategie passive concorrono alla certificazione LEED Platinum. Gli sbordi profondi di copertura tagliano i guadagni solari estivi e riducono i carichi di raffrescamento; gli array fotovoltaici in tetto generano circa il 40% della domanda energetica annua. Il mass timber abbassa inoltre il carbonio incorporato, immobilizzando CO2 atmosferica nei prodotti lignei per tutta la vita dell’edificio. Il calcestruzzo armato integra la tecnologia CarbonCure, che mineralizza in modo permanente CO2 catturata in fase di produzione; nella pratica del progetto, la specifica più sostenibile non ha avuto effetti riscontrabili sulla qualità del calcestruzzo né sulle resistenze verificate.
Aperto a ottobre 2025 in occasione dell’avvio del semestre autunnale, il Bloomberg Student Center è ormai il fulcro della vita studentesca e un nuovo riferimento architettonico per il Homewood Campus, oltre a documentare la maturità della costruzione contemporanea in legno per edifici istituzionali di grande scala.