Infrastructures | Vol. 11, Pag. 238 | Integrazione dei costi incrementali per l’utenza stradale nella modellizzazione della gestione delle pavimentazioni: caso studio su strade rurali a due corsie

Pavimentazioni stradali e costi per l’utenza: un modello di gestione per strade rurali a due corsie

La pianificazione della manutenzione delle pavimentazioni stradali non può limitarsi ai soli costi di intervento sostenuti dall’ente gestore. Uno studio pubblicato su Infrastructures (Vol. 11, pag. 238) dimostra come l’inclusione dei costi aggiuntivi sostenuti dagli utenti della strada possa modificare radicalmente le strategie di riabilitazione, con ricadute significative sulla distribuzione delle risorse e sul livello di servizio complessivo della rete.

La ricerca, condotta da Khaled A. Abaza e Mohamed S. Yamany, si concentra sulle strade rurali a due corsie, una tipologia diffusa in molte aree extraurbane. L’elemento chiave è la quantificazione dei maggiori costi di esercizio del veicolo (Vehicle Operating Costs, VOC) che si generano in due situazioni tipiche: le chiusure di corsia per lavori in cantiere e la circolazione su pavimentazioni in condizioni di degrado severo.

Un modello per stimare i costi veicolari in zona cantiere

Per le chiusure di corsia dovute ai cantieri, gli autori propongono una procedura di calcolo che considera le fasi di arresto e di attesa (idling) dei veicoli. Su una strada a due corsie, la riduzione della capacità comporta code e rallentamenti; il modello messo a punto consente di stimare l’incremento di VOC in funzione del tempo di fermo e delle caratteristiche del traffico. Si tratta di uno strumento operativo che i direttori dei lavori e i tecnici comunali possono utilizzare per valutare l’impatto economico complessivo di un intervento di manutenzione, al di là del solo costo d’appalto.

Pavimentazioni degradate e incremento dei costi di esercizio

Il secondo aspetto riguarda la circolazione su tratti di strada con pavimentazioni in cattivo stato. Lo studio introduce un fattore di proporzionalità che lega l’aumento del VOC al tasso di degrado della superficie stradale. L’idea è che una pavimentazione dissestata determini maggiori consumi di carburante, usura degli pneumatici e vibrazioni, traducibili in costi aggiuntivi per l’utente. Il modello fornisce una stima di tali costi in funzione dello stato del manto, consentendo di confrontare diverse opzioni di riabilitazione non solo in base alla spesa diretta, ma anche al beneficio indiretto per la collettività.

Risultati applicativi su una rete campione

Per verificare l’efficacia del modello, gli autori lo hanno applicato a una rete di pavimentazioni rurali composta da 54,2 chilometri di corsia. I piani di riabilitazione ottimali sono stati calcolati in due scenari: ignorando i costi aggiuntivi dell’utenza e includendoli.

Nel primo scenario (senza VOC aggiuntivi), il piano risultante comporta costi veicolari elevati a causa della circolazione su pavimentazioni molto degradate. Quando invece si includono i maggiori VOC, la strategia di manutenzione cambia: si ottiene una rete in migliori condizioni senza aumentare la spesa a carico dell’ente gestore. Il budget annuo necessario per eliminare i costi dovuti alle pavimentazioni danneggiate passa da 2,5 milioni di dollari (scenario senza VOC) a 1,5 milioni di dollari (scenario con VOC). Questo significa che, internalizzando i costi dell’utenza, le risorse vengono spostate verso i tratti di strada in condizioni peggiori, con un effetto positivo sulla qualità complessiva della rete.

Il piano di riabilitazione ottimale individuato nello studio prevede un budget annuo di 1,0 milione di dollari, generando un risparmio massimo per gli utenti della strada pari a 0,411 milioni di dollari. Il dato evidenzia come una programmazione degli interventi che tenga conto dei VOC possa produrre vantaggi economici misurabili per la collettività, pur mantenendo invariato l’impegno finanziario dell’amministrazione.

Per i professionisti del settore, il messaggio è chiaro: nelle analisi costi-benefici per la manutenzione stradale, i costi sostenuti dagli utenti non dovrebbero essere trascurati. L’integrazione di modelli come quelli proposti nelle procedure di valutazione dei piani di riabilitazione può portare a scelte più efficienti e a una migliore allocazione delle risorse pubbliche.


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