Infrastrutture, Vol. 11, Pagine 188: Iperbole nei radargrammi GPR di pavimentazioni stradali fessurate: confronto numerico tra fessurazione dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto

Rilevazione di iperboli nei radargrammi GPR: un confronto numerico tra fessurazioni top-down e bottom-up nelle pavimentazioni stradali

Il ground-penetrating radar (GPR) rappresenta una metodologia consolidata per la valutazione non distruttiva delle pavimentazioni. Tuttavia, la presenza di molteplici firme iperboliche nei radargrammi di manti stradali fessurati non è ancora stata caratterizzata in modo sistematico, specialmente quando si distinguono le fessurazioni dall’alto verso il basso (top-down) da quelle dal basso verso l’alto (bottom-up). Una recente indagine numerica ha affrontato proprio questo nodo critico, proponendo un confronto controllato tra due modelli di cracking.

Impostazione dello studio: modelli A e B a confronto

La ricerca ha adottato una progettazione bidimensionale controllata per simulare due scenari distinti. Nel Modello A è stata riprodotta una fessurazione top-down, mentre nel Modello B è stata modellata una fessurazione bottom-up. Per ciascun modello sono state condotte quattro serie di analisi parametriche, variando:

  • larghezza della fessura
  • profondità della fessura
  • spessore dello strato bituminoso
  • spessore dello strato in granulare

Complessivamente sono state eseguite 32 simulazioni. Tutti i casi sono stati sviluppati in ambiente gprMax2D impostando una frequenza di 2300 MHz, e i dati grezzi sono stati successivamente elaborati in ambiente MATLAB. La procedura ha previsto il pre-processing dei radargrammi, l’individuazione di candidati A-scan centrali, il tracciamento laterale degli eventi iperbolici e una classificazione finale basata su traiettorie stabili e persistenti.

Risultati: predominanza di risposte 3H e 2H

Dall’analisi è emerso che il Modello A (top-down) è stato caratterizzato prevalentemente da risposte a tre iperboli (3H), mentre il Modello B (bottom-up) ha mostrato una netta prevalenza di risposte a due iperboli (2H). Nessun caso di tipo 3H è stato osservato per il Modello B. Questa differenza costituisce un primo elemento discriminatorio di rilievo.

Fattori che influenzano la morfologia della risposta

Nel Modello A l’incremento della larghezza della fessura ha prodotto la variazione più marcata nella tipologia di risposta. Per il Modello B, invece, l’aumento dello spessore dello strato bituminoso ha determinato una riduzione da risposta 2H a risposta a singola iperbole (1H). Un ulteriore elemento di differenziazione tra i due modelli è stato individuato nel tempo di primo arrivo al vertice dell’iperbole (first apex TWT, two-way travel time), che ha fornito un discrimine complementare rispetto alla sola classificazione per numero di iperboli.

Implicazioni pratiche per l’interpretazione dei radargrammi

I dati emersi forniscono un quadro di riferimento numerico controllato, utile per supportare l’interpretazione delle firme iperboliche nei radargrammi GPR nell’ambito della valutazione delle pavimentazioni stradali. Conoscere la tipologia di risposta attesa in funzione del tipo di fessurazione (top-down o bottom-up) e dei parametri geometrici del pacchetto stradale può migliorare l’affidabilità della diagnosi non distruttiva.

Per il tecnico che opera in fase di ispezione, la capacità di discriminare tra queste due famiglie di fessurazioni senza ricorrere a carotaggi distruttivi rappresenta un vantaggio operativo concreto, sia in termini di tempi di intervento sia di costi di indagine. I risultati numerici qui discussi offrono trend di riferimento che potranno essere confrontati con rilevazioni di campagna, contribuendo a raffinare i modelli interpretativi oggi disponibili.


Pubblicato

in

da

Tag:

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *