Il comportamento dei muri in terra cruda sottoposti a carichi laterali nel proprio piano dipende da molteplici variabili non sempre considerate nella pratica progettuale. Una recente campagna sperimentale ha analizzato tre fattori specifici: il contenuto di umidità all’interfaccia tra parete e fondazione, la tipologia di fibra vegetale impiegata nei mattoni e la presenza di aperture come finestre o porte. Lo studio ha interessato sette pareti in adobe non stabilizzato, realizzate in scala ridotta con malta di fango.
Umidità alla base: traiettoria delle fessure più rilevante del carico di picco
Il contenuto d’acqua gravimetrico all’interfaccia tra fondazione e parete è stato misurato per ogni provino, con valori compresi tra il 2,4% e il 4,9% in massa secca. I risultati mostrano che, all’aumentare dell’umidità, la fessurazione si concentra nei corsi inferiori e lungo la superficie di contatto. Tuttavia il carico di picco registrato, compreso tra 1928 N e 6517 N, non ha mostrato una correlazione diretta con il tenore d’acqua. La variabile determinante è risultata la traiettoria del crack: quando la fessura si propagava rapidamente lungo l’interfaccia tra fondazione e parete, la capacità portante si riduceva. Al contrario, se la fessura deviava all’interno della fondazione, il carico massimo aumentava.
Fibre di rinforzo: differenze tra paglia tritata e sisal
Due tipi di fibra sono stati confrontati nei mattoni in adobe. Le pareti realizzate con fibre di sisal hanno manifestato deformazioni verticali maggiori rispetto a quelle con paglia tritata. In alcuni casi, gli spostamenti nel piano sono risultati più elevati per il sisal. La scelta del materiale fibroso ha quindi influenzato il comportamento deformativo complessivo, pur non modificando sostanzialmente il meccanismo di rottura finale.
Aperture: concentrazione di sforzi e meccanismi segmentati
La presenza di aperture per porta o finestra ha alterato l’innesco e la propagazione delle fessure. Le cricche si sono originate in corrispondenza degli angoli delle aperture, generando meccanismi di collasso segmentati. In alcuni casi gli spostamenti nel piano sono aumentati rispetto alle pareti piene. Nonostante ciò, le pareti con aperture hanno sostenuto carichi di picco ancora relativamente elevati, indice di una ridistribuzione degli sforzi non trascurabile.
Riferimento: E. Dávila, B.D. Weldon, P. Bandini, M.J. McGinnis, B.K. Bullard, “Adobe Walls Subjected to Monotonic In-Plane Loading: Effect of Moisture, Fiber Type, and Openings”, Infrastructures, Vol. 11, Pages 156 (2025). DOI: 10.3390/infrastructures11050156.
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