Nel sottosuolo un enorme serbatoio: sorgenti, pozzi e fontanili forniscono l’84% dell’acqua che beviamo ogni giorno.

A rivelare l’oro blu nascosto sottoterra, la nuova Carta Idrogeologica d’Italia alla scala 1:500.000, presentata il 10 luglio a Roma e realizzata da ISPRA – Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia assieme al Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università degli Studi di Milano, ed in collaborazione con ISTAT e CMCC, con la partecipazione del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, delle Regioni, delle Autorità di bacino distrettuale e di tutta la comunità scientifica di settore. Uno strumento a disposizione di tutti che mappa per la prima volta, in modo totalmente omogeneo e fruibile su scala nazionale, le zone con la maggiore presenza di acque sotterranee, mettendone a nudo i reali “serbatoi naturali”, ovvero gli “acquiferi”. 

La nuova mappatura include anche la ricognizione capillare dei fontanili della Pianura Padano-veneta, ovvero le sorgenti collocate tra l’alta e la bassa pianura, a conferma di come il sottosuolo italiano sia ricchissimo di acqua quasi ovunque, con una disponibilità diffusa e un patrimonio immenso di risorse idriche sotterranee. 

A corredo della Carta anche una banca dati online, accessibile a tutti e in costante aggiornamento, che rappresenta il primo passo verso una conoscenza sempre più approfondita: in programma la realizzazione della Banca Dati Nazionale delle Sorgenti e una Carta di maggiore propensione alla ricarica delle falde, pensata per individuare dove sfruttare i serbatoi sotterranei naturali esistenti per stoccare acqua nei periodi di maggiore abbondanza, limitando così la necessità di costruire invasi artificiali in superficie. 

Alessandra Gallone, Presidente ISPRA: “La nuova carta idrogeologica d’Italia rappresenta uno strumento scientifico di fondamentale importanza, considerando che le acque sotterranee sono molto più resistenti agli effetti del cambiamento climatico rispetto a quelle superficiali, come fiumi, laghi e invasi artificiali. Conoscerne esattamente l’ubicazione, capire dove si infiltrano e come scorrono significa mettere le Istituzioni nelle condizioni di gestire meglio la risorsa, pianificare in modo più efficace e aumentare la consapevolezza del valore strategico dell’acqua sotterranea per il Paese.”

Comunicato stampa

 


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