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  • Egnyte lancia gli Agenti AI per l’AEC: innovazione per architettura, ingegneria e costruzioni

    Egnyte lancia gli Agenti AI per l’AEC: innovazione per architettura, ingegneria e costruzioni

    Egnyte ha integrato nella propria piattaforma i primi agenti AI “sicuri e specifici per dominio”, rivolti ad alcune delle fasi più onerose in tempi e costi del processo AEC, dalla presentazione dell’offerta fino alla consegna. I due agenti, Specifications Analyst e Building Code Analyst, sono concepiti per estrarre informazioni da file di capitolati di grandi dimensioni e fornire rapidamente indicazioni AI per la verifica di conformità al codice edilizio.

    Il problema dichiarato: errori nei capitolati e nei codici

    La società motiva lo sviluppo con la natura documentale del settore. “Il settore AEC fa forte affidamento su documenti complessi e ad alto contenuto informativo per prendere decisioni lungo l’intero ciclo di vita del progetto, e un singolo errore in un capitolato o un’errata interpretazione di un codice edilizio può portare a ritardi significativi del progetto e a sforamenti di costo”, ha dichiarato Amrit Jassal, cofondatore e CTO di Egnyte. Gli agenti, aggiunge, “riducono fondamentalmente il rischio di progetto e aiutano le imprese a conseguire risultati migliori e più redditizi”.

    Specifications Analyst: interrogare i capitolati

    Secondo quanto dichiarato da Egnyte, lo Specifications Analyst trasforma documenti di specifiche di qualsiasi dimensione, singoli o combinati tra loro, in una base di dati da cui ottenere risposte rapide e utili. Filtri intelligenti, che includono l’indice dei contenuti e i materiali, consentono di individuare rapidamente le sezioni chiave e di aggregare i dati estratti dalle specifiche attraverso le diverse divisioni dei capitolati.

    Building Code Analyst: codici unificati e conflitti segnalati

    Il Building Code Analyst è progettato per consolidare codici ediliari tra loro eterogenei, statali, di contea e municipali, in un’unica fonte di riferimento. L’agente permette di ricercare, confrontare e verificare i requisiti tra i codici pertinenti, producendo risposte coerenti supportate dall’AI.

    Lo strumento evidenzia immediatamente i passaggi chiave con link al testo di origine e segnala automaticamente le disposizioni sovrapposte o contraddittorie. È inoltre possibile includere chiarimenti precedentemente acquisiti, per accelerare la risoluzione di questi problemi.

    Accesso ai dati e governance

    Egnyte dichiara che tutti i suoi agenti AI accedono ai contenuti presenti nel repository della piattaforma preservandone sicurezza, compliance e governance dei dati. “Questi strumenti consentono ai clienti di sfruttare la potenza dell’AI senza dover spostare i propri dati ed esporli potenzialmente a rischi di sicurezza, compliance e governance”, ha affermato Jassal.

    Gli agenti hanno inoltre accesso a fonti sul web. Secondo la società, questo consente di mantenere gli output allineati agli ultimi aggiornamenti ed emendamenti dei codici edilizi e di altre informazioni pertinenti, senza compromettere i dati conservati nei repository Egnyte.

    Cosa non è noto

    Le funzionalità descritte, dall’estrazione dei dati dai capitolati al confronto tra codici e alla segnalazione delle contraddizioni, sono dichiarate dal fornitore e non sono accompagnate da benchmark indipendenti, casi d’uso documentati o dati quantitativi di prestazione. Il materiale non descrive inoltre i modelli o le tecniche sottostanti gli agenti, né riporta informazioni su disponibilità, costi o modalità di integrazione nei flussi di lavoro esistenti.

  • Pandemie e ambiente costruito: mappatura bibliometrica delle conoscenze attuali e future direzioni di ricerca nella progettazione ambientale

    Pandemie e ambiente costruito: mappatura bibliometrica delle conoscenze attuali e future direzioni di ricerca nella progettazione ambientale

    Un contributo pubblicato sulla rivista Buildings, nel volume 16, alle pagine 3943, affronta il rapporto tra pandemie e ambiente costruito attraverso una mappatura bibliometrica della letteratura esistente, con l’obiettivo di fotografare la conoscenza accumulata sul tema e di far discendere da essa le direzioni future della ricerca sul progetto ambientale. Il lavoro si intitola Pandemics and the Built Environment: A Bibliometric Mapping of Current Knowledge and Future Directions for Environmental Design Research.

    Che una sintesi di questo tipo sia stata prodotta dice qualcosa anche sulla maturazione del campo: il volume di studi sviluppati attorno all’interazione tra spazi costruiti e crisi sanitarie ha raggiunto una consistenza tale da rendere utile un’operazione di riordino quantitativo.

    Il perimetro di ricerca: come il costruito entra in relazione con le pandemie

    Il campo si colloca all’incrocio tra le discipline che progettano e gestiscono lo spazio costruito e quelle che studiano le dinamiche delle crisi epidemiche. Al centro stanno le domande sul modo in cui le caratteristiche degli edifici e degli spazi, dalla loro configurazione alla qualità ambientale, interagiscono con gli eventi pandemici e con le condizioni di salute delle persone che li fruiscono.

    È un territorio ampio, nel quale convergono temi di progettazione tecnica e architettonica, gestione degli edifici e sanità pubblica. Proprio questa interdisciplinarity spiega la dispersione dei contributi su riviste e comunità scientifiche diverse, e quindi l’utilità di un quadro d’insieme.

    La mappatura bibliometrica in pratica

    Le analisi bibliometriche trattano la produzione scientifica come un insieme di dati: pubblicazioni, citazioni, termini chiave, relazioni tra autori e tra documenti. Attraverso l’aggregazione di questi elementi si costruiscono mappe che mostrano come la letteratura si organizza in nuclei tematici, come i filoni si siano sviluppati nel tempo e quali punti di contatto legano comunità di ricerca differenti.

    Per chi consulta una mappa di questo tipo i benefici sono essenzialmente tre:

    • riconoscere i temi attorno ai quali la ricerca si è concentrata;
    • seguire l’evoluzione degli interessi scientifici nel tempo;
    • collocare un singolo contributo nel quadro complessivo del settore.

    Il risultato è una rappresentazione quantitativa dello stato dell’arte, alternativa alla semplice raccolta narrativa di studi e capace di dare ordine a un corpus altrimenti frammentato.

    Dalla fotografia dello stato dell’arte all’agenda di ricerca

    La seconda parte del titolo sposta l’attenzione sul futuro: il lavoro non si ferma al quadro retrospettivo, ma lo impiega come base per definire le direzioni di sviluppo della ricerca sull’environmental design. È il passaggio che conferisce valore operativo a una mappatura bibliometrica, perché la lettura dei cluster e della loro evoluzione consente di capire dove la conoscenza è densa e dove invece permangono aree da esplorare.

    L’environmental design, in questo contesto, riguarda le condizioni ambientali degli spazi costruiti, la loro configurazione e le relazioni che tali caratteristiche intrattencono con il benessere e la salute degli occupanti. Le indicazioni che emergono da una sintesi bibliometrica servono proprio a orientare l’attività di studio su questi aspetti, segnalando i filoni verso cui conviene convogliare sforzi e risorse.

    L’interesse per progettisti e consulenti tecnici

    Per chi opera nel settore costruzioni, un riferimento di questo tipo funziona come punto di accesso alla letteratura: permette di orientarsi tra i filoni di studio senza dover ricostruire da zero il panorama, e offre una base documentata su cui impostare approfondimenti mirati. In un ambito interdisciplinare, dove i risultati sono distribuiti su riviste e comunità differenti, disporre di una sintesi ordinata riduce il rischio di muoversi per frammenti e di tralasciare parti rilevanti del dibattito.

    Per il lettore tecnico la pubblicazione resta soprattutto uno strumento di orientamento: un quadro ordinato della letteratura sul rapporto tra pandemie e ambiente costruito, dal quale far discendere letture e confronti più puntuali sul progetto ambientale degli spazi in cui si vive e si lavora.

  • Robot stampante per l’edilizia collegato ad AutoCAD

    Robot stampante per l’edilizia collegato ad AutoCAD

    Dusty Robotics ha rilasciato un plug-in per AutoCAD destinato alla preparazione dei dati di layout che alimentano i robot dell’azienda, impiegati nei cantieri per tracciare in autonomia i disegni sul pavimento. Lo strumento opera in collegamento con la FieldPrint Platform della società e interessa il passaggio che unisce l’ambiente di progettazione CAD all’esecuzione del layout in cantiere.

    Per i tecnici che gestiscono disegni coordinati tra più lavorazioni, il rilascio tocca un anello concreto della filiera digitale del cantiere: la conversione del disegno tecnico nei dati che pilotano la tracciatura robotizzata a pavimento, un’attività che coinvolge sia i team di progettazione sia le maestranze operative.

    Elaborazione del dato di layout

    Il plug-in estrae le informazioni di layout direttamente dai disegni CAD coordinati multi-trade. In termini di flusso dei dati, l’ingresso è rappresentato dai disegni coordinati delle diverse lavorazioni e l’uscita è il set di informazioni destinato alla stampa robotizzata del layout, gestita attraverso la FieldPrint Platform.

    Secondo quanto dichiarato da Dusty Robotics, lo strumento incorpora buone pratiche maturate su migliaia di progetti edili e organizza in automatico gli elementi del disegno per ottimizzare l’efficienza di stampa di tutte le lavorazioni interne.

    Stampa simultanea delle lavorazioni

    Le squadre di cantiere possono stampare contemporaneamente i layout di più lavorazioni. Le modalità incluse comprendono la stampa dei bordi (edge printing), la stampa in ombra dietro gli ostacoli (shadow printing behind obstacles) e la stampa delle curve (curve printing).

    Integrazioni e disponibilità

    L’integrazione con AutoCAD amplia la compatibilità di Dusty Robotics con gli strumenti di progettazione, che comprende già un’integrazione con Autodesk Revit e il Dusty Portal, ambiente cloud dedicato alla collaborazione tra le diverse lavorazioni.

    Il plug-in è disponibile su Autodesk App Store e si integra con la FieldPrint Platform, incluso il robot FieldPrinter 2.

    Le dichiarazioni delle aziende

    Tessa Lau, amministratrice delegata e cofondatrice di Dusty Robotics, ha definito l’integrazione con il software di progettazione parte della visione dell’azienda di portare la cosiddetta “field intelligence” alle squadre edili: il plug-in, secondo Lau, elimina l’attrito tra team di progettazione e team di cantiere traducendo il progetto digitale direttamente nelle informazioni che le maestranze vedono sul pavimento del cantiere.

    Nella stessa dichiarazione, Lau ha aggiunto:

    Questa integrazione è una parte centrale del nostro piano di orchestrazione del lavoro svolto nei cantieri, con l’obiettivo di ottenere risultati perfetti dirigendo il lavoro di ogni persona, macchina e robot presenti in cantiere.

    James Cook, direttore per le partnership di settore e tecnologiche di Autodesk, ha invece messo in relazione lo strumento con la carenza di manodopera qualificata che i progetti di costruzione continuano a registrare, sottolineando il valore degli strumenti in grado di migliorare la produttività del lavoro sul campo. Cook ha descritto l’integrazione tra AutoCAD e Dusty Robotics come un flusso di lavoro “elegante” che connette progettazione e costruzione e che automatizza un processo, fino a oggi, tedioso e soggetto a errori.

    La disponibilità del plug-in su Autodesk App Store consente ai team che operano in AutoCAD di portare la preparazione del dato per la stampa robotizzata all’interno dell’ambiente di disegno, affiancando Revit e il Dusty Portal nell’elenco degli strumenti di progetto collegati alla FieldPrint Platform e al robot FieldPrinter 2.

  • Pandemie e ambiente costruito: mappatura bibliometrica delle conoscenze attuali e future direzioni di ricerca nella progettazione ambientale

    Pandemie e ambiente costruito: mappatura bibliometrica delle conoscenze attuali e future direzioni di ricerca nella progettazione ambientale

    Un contributo pubblicato sulla rivista Buildings, nel volume 16, alle pagine 3943, affronta il rapporto tra pandemie e ambiente costruito attraverso una mappatura bibliometrica della letteratura esistente, con l’obiettivo di fotografare la conoscenza accumulata sul tema e di far discendere da essa le direzioni future della ricerca sul progetto ambientale. Il lavoro si intitola Pandemics and the Built Environment: A Bibliometric Mapping of Current Knowledge and Future Directions for Environmental Design Research.

    Che una sintesi di questo tipo sia stata prodotta dice qualcosa anche sulla maturazione del campo: il volume di studi sviluppati attorno all’interazione tra spazi costruiti e crisi sanitarie ha raggiunto una consistenza tale da rendere utile un’operazione di riordino quantitativo.

    Il perimetro di ricerca: come il costruito entra in relazione con le pandemie

    Il campo si colloca all’incrocio tra le discipline che progettano e gestiscono lo spazio costruito e quelle che studiano le dinamiche delle crisi epidemiche. Al centro stanno le domande sul modo in cui le caratteristiche degli edifici e degli spazi, dalla loro configurazione alla qualità ambientale, interagiscono con gli eventi pandemici e con le condizioni di salute delle persone che li fruiscono.

    È un territorio ampio, nel quale convergono temi di progettazione tecnica e architettonica, gestione degli edifici e sanità pubblica. Proprio questa interdisciplinarity spiega la dispersione dei contributi su riviste e comunità scientifiche diverse, e quindi l’utilità di un quadro d’insieme.

    La mappatura bibliometrica in pratica

    Le analisi bibliometriche trattano la produzione scientifica come un insieme di dati: pubblicazioni, citazioni, termini chiave, relazioni tra autori e tra documenti. Attraverso l’aggregazione di questi elementi si costruiscono mappe che mostrano come la letteratura si organizza in nuclei tematici, come i filoni si siano sviluppati nel tempo e quali punti di contatto legano comunità di ricerca differenti.

    Per chi consulta una mappa di questo tipo i benefici sono essenzialmente tre:

    • riconoscere i temi attorno ai quali la ricerca si è concentrata;
    • seguire l’evoluzione degli interessi scientifici nel tempo;
    • collocare un singolo contributo nel quadro complessivo del settore.

    Il risultato è una rappresentazione quantitativa dello stato dell’arte, alternativa alla semplice raccolta narrativa di studi e capace di dare ordine a un corpus altrimenti frammentato.

    Dalla fotografia dello stato dell’arte all’agenda di ricerca

    La seconda parte del titolo sposta l’attenzione sul futuro: il lavoro non si ferma al quadro retrospettivo, ma lo impiega come base per definire le direzioni di sviluppo della ricerca sull’environmental design. È il passaggio che conferisce valore operativo a una mappatura bibliometrica, perché la lettura dei cluster e della loro evoluzione consente di capire dove la conoscenza è densa e dove invece permangono aree da esplorare.

    L’environmental design, in questo contesto, riguarda le condizioni ambientali degli spazi costruiti, la loro configurazione e le relazioni che tali caratteristiche intrattencono con il benessere e la salute degli occupanti. Le indicazioni che emergono da una sintesi bibliometrica servono proprio a orientare l’attività di studio su questi aspetti, segnalando i filoni verso cui conviene convogliare sforzi e risorse.

    L’interesse per progettisti e consulenti tecnici

    Per chi opera nel settore costruzioni, un riferimento di questo tipo funziona come punto di accesso alla letteratura: permette di orientarsi tra i filoni di studio senza dover ricostruire da zero il panorama, e offre una base documentata su cui impostare approfondimenti mirati. In un ambito interdisciplinare, dove i risultati sono distribuiti su riviste e comunità differenti, disporre di una sintesi ordinata riduce il rischio di muoversi per frammenti e di tralasciare parti rilevanti del dibattito.

    Per il lettore tecnico la pubblicazione resta soprattutto uno strumento di orientamento: un quadro ordinato della letteratura sul rapporto tra pandemie e ambiente costruito, dal quale far discendere letture e confronti più puntuali sul progetto ambientale degli spazi in cui si vive e si lavora.

  • Chaos lancia il generatore AI image-to-video: trasforma le immagini in video

    Chaos lancia il generatore AI image-to-video: trasforma le immagini in video

    Chaos, l’azienda sviluppatrice di V-Ray e Enscape, ha rilasciato Veras 3.0, l’ultima versione del software di visualizzazione basato su AI, una delle diverse novità AI presentate dal gruppo. La funzione centrale della nuova release è la generazione da immagine a video, pensata per trasformare rendering statici in “animazioni dinamiche” partendo da prompt semplici.

    Dall’immagine ferma al video

    La nuova capacità si innesta sulle funzioni originali di Veras, che permettono ai professionisti AEC di partire da modelli 3D, disegni 2D e immagini per generare rapidamente idee di progetto e varianti di stile con rendering AI.

    Con la generazione image-to-video, i progettisti possono muovere le camere in pan e zoom, animare le condizioni meteorologiche e modificare l’ora del giorno con pochi clic. Una volta definito l’aspetto della scena, il movimento può essere arricchito con veicoli e persone digitali, trasformando le immagini statiche in quello che l’azienda definisce “storie immersive e in movimento”.

    Uno strumento nato per l’AEC

    Veras è stato tra i primi strumenti di visualizzazione basati su AI concepiti specificamente per il settore AEC e si integra nativamente con Revit, Rhino, SketchUp e altri software di modellazione. Sviluppato in origine da EvolveLabs, è passato a Chaos con l’acquisizione del 2024.

    Tre nuovi strumenti in anteprima

    Accanto al rilascio, Chaos ha anticipato tre nuovi strumenti basati su AI.

    AI Mood Match

    Abbina automaticamente impostazioni complesse di illuminazione e ambiente a un’immagine di riferimento, eliminando la regolazione manuale di cielo e sole.

    AI Upscaler

    Sfrutta l’AI per ingrandire gli output di rendering fino a quattro volte, preservando – secondo Chaos – la qualità “photoreal”.

    Cylindo Quickshot

    Strumento dedicato al settore del mobile, permette ai team di prodotto e marketing di convertire immagini standard di prodotto in scene lifestyle fotorealistiche con pochi clic. Secondo Chaos, il tool mantiene dettaglio e accuratezza di scala, offre controllo su illuminazione, oggetti di scena e sfondi, e risponde ad alcune debolezze comuni degli strumenti AI: prodotti distorti, dettagli incoerenti e risultati fuori brand.

    Aggiornamenti a AI Enhancer e AI Material Generator

    Chaos ha annunciato inoltre miglioramenti a due strumenti esistenti. AI Enhancer trasforma automaticamente rendering piatti di persone e vegetazione in elementi fotorealistici. Introdotto per la prima volta in Enscape nel 2024, ora è disponibile in Corona e V-Ray 7 per 3ds Max, con il supporto per altre integrazioni V-Ray in arrivo.

    AI Material Generator, attualmente disponibile per V-Ray per 3ds Max, sarà esteso ad altre integrazioni V-Ray e ad altri prodotti Chaos. Il software trasforma foto reali in materiali physically-based riutilizzabili, che possono essere archiviati in Chaos Cosmos.

    “L’AI Enhancer mi fa risparmiare tempo rifinendo le immagini all’istante, riducendo la necessità di post-produzione aggiuntiva”, ha dichiarato Agnieszka Klich, co-fondatrice di archvizartist.com. “Quando non ho texture disponibili online, il Material Generator mi permette di creare rapidamente un materiale senza interrompere il flusso di lavoro. Entrambi gli strumenti rendono il processo più veloce e più creativo, che è esattamente ciò che apprezzo in Corona”.

    “Mentre l’AI continua a trasformare l’industria AEC, Chaos sta aprendo la strada con strumenti AI responsabili, progettati come compagni creativi per architetti, designer e artisti della visualizzazione, garantendo al contempo che mantengano controllo e proprietà del proprio lavoro”, ha dichiarato Iveta Cabajova, da poco nominata CEO di Chaos.

    Con Veras 3.0 e le anteprime annunciate, la gamma AI di Chaos copre ora diverse fasi della filiera della visualizzazione: dalla generazione di varianti di stile alla post-produzione, fino all’animazione.

  • Intelligenza artificiale per la progettazione civile: l’agente AI si espande in Nord America

    Intelligenza artificiale per la progettazione civile: l’agente AI si espande in Nord America

    Allsite.ai, piattaforma di progettazione basata su intelligenza artificiale per l’ingegneria civile, ha annunciato la propria espansione nel mercato nordamericano. Il sistema automatizza le fasi di progettazione di sistemazione dei terreni (grading), viabilità, drenaggio e reti di servizi, producendo superfici finali direttamente utilizzabili in AutoCAD Civil 3D.

    Come funziona la piattaforma

    Il funzionamento si basa su AI Agents che gestiscono in modo automatizzato le attività di grading, tracciamento viabilità, drenaggio e progettazione delle utilities. I progetti generati rispettano gli standard locali e possono essere ottimizzati secondo due criteri: il costo e la resilienza ambientale.

    Dal punto di vista computazionale, la piattaforma opera su cluster GPU, eseguendo miliardi di operazioni per ottimizzare il sito. Le attività di calcolo includono il bilanciamento degli sbilanci tra scavo e riporto (cut and fill), la verifica che i piazzali restino edificabili e il posizionamento dei muri di sostegno dove necessario. I risultati generati dal sistema vengono caricati direttamente in Civil 3D, senza passaggi intermedi di ricostruzione del modello.

    Un caso applicativo in California

    La piattaforma è stata testata su progetti di rilievo all’estero. In uno sviluppo di 400 acri in California, Allsite.ai ha contribuito a ottimizzare 11 miglia di strade, 23 bacini di ritenzione e 1.500 lotti, bilanciando 650.000 iarda cubiche di movimenti terra. Secondo l’azienda, progetti che richiedevano tipicamente settimane sono stati completati in giorni.

    Le motivazioni dichiarate

    “Le imprese di ingegneria civile sono sotto pressione per fare di più con meno”, ha dichiarato Sam Blackbourn, cofondatore di Allsite.ai, società con sede a Auckland, in Nuova Zelanda. “Abbiamo costruito Allsite.ai per gestire la complessità della progettazione di grandi siti, offrendo alle imprese la possibilità di risparmiare milioni e liberando gli ingegneri per concentrarsi su attività ad alto valore.”

    Sono affermazioni dell’azienda, non valutazioni indipendenti: i risparmi economici e i tempi ridotti citati vanno considerati dati dichiarati dal produttore, che potranno essere verificati solo attraverso l’effettivo impiego della piattaforma nei workflow di studio e progettazione.

    Rilevanza per il tecnico

    Per gli studi di ingegneria civile che operano su grandi lottizzazioni, l’elemento di interesse è l’integrazione diretta con Civil 3D: il fatto che le superfici generate siano “surface-ready” elimina potenzialmente una parte del lavoro manuale di ricostruzione e messa a punto dei modelli. Restano comunque da definire, caso per caso, i margini di controllo e di supervisione che l’ingegnere deve mantenere sui risultati dell’ottimizzazione, aspetto non dettagliato dalle informazioni disponibili.

  • Agente AI per la progettazione civile: espansione nel mercato nordamericano

    Agente AI per la progettazione civile: espansione nel mercato nordamericano

    Allsite.ai, piattaforma di progettazione per l’ingegneria civile basata su agenti AI, ha esteso la propria operatività al mercato nordamericano. Sviluppata da una società con sede ad Auckland, in Nuova Zelanda, la piattaforma genera progetti “surface-ready” direttamente compatibili con AutoCAD Civil 3D e automatizza le attività di movimentazione terre (grading), viabilità, drenaggio e progettazione delle reti utilities.

    Come funziona la piattaforma

    Il cuore del sistema sono agenti AI incaricati di gestire in modo automatico le fasi tipiche della progettazione di sito: grading, strade, drenaggio e utilities. Gli output finali sono descritti come modelli “surface-ready”, ossia pronti come superfici nell’ambiente Civil 3D, e dichiarati conformi agli standard locali. I progetti possono essere ottimizzati sia sul piano dei costi sia su quello della resilienza ambientale.

    Piano di sito AI Civil 3D

    L’ambito d’interesse dichiarato è la progettazione di grandi siti. Sul piano computazionale la piattaforma opera su cluster GPU, eseguendo miliardi di operazioni per l’ottimizzazione del sito. Le operazioni previste comprendono:

    • il bilanciamento di sbanci e riporti (cut and fill);
    • il mantenimento dell’edificabilità dei piazzali (building pads);
    • il posizionamento dei muri di sostegno dove necessario.

    I risultati generati vengono caricati direttamente in Civil 3D, un aspetto che integra lo strumento nel flusso di lavoro basato sul software Autodesk già utilizzato dai team di progettazione.

    Un progetto da 400 acri in California

    La piattaforma è già stata testata su progetti di grandi dimensioni all’estero. In uno sviluppo di 400 acri (circa 162 ettari) in California, Allsite.ai ha contribuito a ottimizzare:

    • 11 miglia (circa 17,7 km) di strade;
    • 23 bacini di laminazione (detention ponds);
    • 1.500 lotti;
    • 650.000 iarde cubiche (circa 497.000 metri cubi) di movimentazione terre bilanciate.

    Secondo quanto dichiarato dalla società, progetti che in genere richiedevano settimane sono stati completati in giorni.

    Il posizionamento dichiarato

    “Le aziende di ingegneria civile sono sotto pressione per fare di più con meno”, ha dichiarato Sam Blackbourn, cofondatore di Allsite.ai. “Abbiamo costruito Allsite.ai per gestire la complessità della progettazione di grandi siti, offrendo alle imprese la possibilità di risparmiare milioni e liberando gli ingegneri per concentrarsi sul lavoro ad alto valore.”

    Risultati dichiarati e limiti

    I dati quantitativi finora resi noti provengono dall’azienda e si riferiscono al singolo progetto citato in California. Anche l’indicazione sui tempi, da settimane a giorni, è una dichiarazione della società, diffusa senza dettagli sul metodo di confronto adottato né sui flussi di lavoro presi come riferimento. La compatibilità degli output con gli standard locali è inoltre una caratteristica dichiarata dal produttore, da verificare nelle diverse giurisdizioni di impiego.

  • Caratterizzazione multistadio alla fatica delle miscele bituminose mediante prove a controllo di sforzo e di spostamento

    Caratterizzazione multistadio alla fatica delle miscele bituminose mediante prove a controllo di sforzo e di spostamento

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  • Autodesk Forma Building Design: la nuova piattaforma per la progettazione BIM

    Autodesk Forma Building Design: la nuova piattaforma per la progettazione BIM

    Autodesk ha annunciato a Autodesk University una riorganizzazione del proprio portafoglio software per il settore AEC, costruita attorno alla suite Forma e a una connessione più stretta tra i prodotti desktop, come Revit, e la industry cloud Forma. L’annuncio comprende un nuovo prodotto, Forma Building Design, il cambio di denominazione di Autodesk Forma in Forma Site Design e l’arrivo di Autodesk Assistant su Revit, AutoCAD e Civil 3D.

    La suite Forma si amplia

    Forma Building Design sarà lanciata in beta nei prossimi mesi. Autodesk la presenta come una soluzione di progettazione dettagliata degli edifici di facile utilizzo, con un livello di dettaglio che l’azienda definisce “BIM-level”, corrispondente a LOD 200/300, strumenti di progettazione automatizzati “basati su AI” e capacità di analisi integrate.

    Modello architettonico BIM con analisi AI

    Nicolas Mangon, vicepresidente per la strategia del settore AEC di Autodesk, ha spiegato che con Forma Building Design gli utenti potranno verificare le facciate, esplorare i layout interni e ottimizzare le prestazioni attraverso metriche sul carbonio e sulla luce naturale.

    Mangon ha inoltre dichiarato:

    Forma Building Design è solo la prima di molte nuove soluzioni Forma che supporteranno una gamma più ampia di settori e fasi di progetto, tutte basate sull’AI.

    L’annuncio riguarda anche Autodesk Forma, lo strumento oggi dedicato alla pianificazione nelle fasi preliminari, che assumerà la denominazione Forma Site Design.

    Sulla strategia AEC di Autodesk, su Forma Building Design e su Revit Connected Client è disponibile l’approfondimento di AEC Magazine.

    Revit primo Forma Connected Client

    Autodesk dichiara di voler colmare il divario tra i flussi di lavoro desktop e quelli nativi cloud, proseguendo allo stesso tempo lo sviluppo degli strumenti desktop. Revit sarà il primo Forma Connected Client ufficiale, una denominazione che l’azienda riserva ai prodotti desktop profondamente integrati con la industry cloud Forma.

    Gli utenti Revit potranno utilizzare dati condivisi a livello granulare e le capacità cloud di Forma, come le analisi ambientali, direttamente all’interno dello strumento BIM desktop, senza esportazioni, importazioni o rilavorazioni. Autodesk prevede di inserire nell’ecosistema Forma Connected Client anche altre soluzioni desktop, i cui nomi non sono stati comunicati.

    Autodesk Assistant su Revit, AutoCAD e Civil 3D

    Autodesk Assistant, basato su AI, verrà distribuito su Revit, AutoCAD e Civil 3D per automatizzare attività e far emergere informazioni di interesse tramite prompt in linguaggio naturale. In AutoCAD, secondo quanto illustrato dall’azienda, gli utenti potranno verificare i progetti rispetto agli standard di disegno, con l’Assistant che segnala immediatamente le violazioni.

    Neural CAD: modelli generativi 3D per Forma e Fusion

    Fra gli annunci correlati, Autodesk ha presentato neural CAD, una nuova categoria di modelli fondativi di AI generativa 3D destinati ad arrivare su Forma e su Autodesk Fusion, il software di progettazione prodotto. Secondo l’azienda, questi modelli permetteranno di “reinventare completamente i tradizionali motori software che generano la geometria CAD” e di “automatizzare l’80-90% di ciò che i progettisti fanno tipicamente”.

  • Autodesk punta al BIM con Forma Building Design: la nuova piattaforma per la progettazione edilizia

    Autodesk punta al BIM con Forma Building Design: la nuova piattaforma per la progettazione edilizia

    Autodesk ha annunciato ad Autodesk University una riorganizzazione del proprio portafoglio di software per il settore AEC, centrata sull’ampliamento della famiglia di soluzioni Forma e su un collegamento più stretto tra i prodotti desktop, come Revit, e la relativa industry cloud. Il pacchetto di annunci tocca fasi diverse del processo di progettazione: dalla pianificazione iniziale del sito alla progettazione dettagliata dell’edificio, fino all’automazione di attività ricorrenti negli strumenti desktop. Per chi opera in ambiente BIM, i punti di interesse stanno nell’integrazione tra workflow desktop e cloud, nell’accesso diretto alle analisi ambientali e nell’introduzione di assistenti AI nei programmi di uso quotidiano.

    • Forma Building Design, nuovo prodotto per la progettazione dettagliata degli edifici, atteso in beta nei prossimi mesi;
    • ridenominazione di Autodesk Forma in Forma Site Design;
    • Revit designato primo Forma Connected Client ufficiale;
    • distribuzione di Autodesk Assistant su Revit, AutoCAD e Civil 3D;
    • presentazione di neural CAD, una nuova categoria di modelli di AI generativa 3D destinati a Forma e Autodesk Fusion.

    Forma Building Design: progettazione dettagliata a confronto con LOD 200/300

    Forma Building Design sarà lanciato in beta nei prossimi mesi. Autodesk lo presenta come una soluzione di progettazione dettagliata degli edifici orientata alla semplicità d’uso, con un livello di dettaglio dichiarato di tipo BIM, corrispondente a LOD 200/300, strumenti di progettazione automatizzata che l’azienda descrive come basati su AI e capacità di analisi integrate.

    Edificio progettato con BIM ad alto dettaglio

    Nicolas Mangon, vicepresidente per la strategia di settore AEC di Autodesk, ha indicato che con il nuovo prodotto gli utenti potranno verificare le facciate, esplorare i layout degli interni e ottimizzare le prestazioni attraverso metriche relative al carbonio e alla luce naturale.

    Mangon ha inoltre inquadrato il prodotto come il primo passo di una linea più ampia:

    “Forma Building Design è solo la prima di molte nuove soluzioni Forma che supporteranno una gamma più ampia di settori e fasi di progetto, tutte basate sull’AI.”

    Autodesk Forma diventa Forma Site Design

    Il nuovo prodotto si affianca allo strumento esistente per la pianificazione nelle fasi iniziali, finora noto come Autodesk Forma, che assumerà la denominazione Forma Site Design. La ridenominazione separa formalmente la soluzione dedicata alle fasi preliminari della pianificazione da quella orientata alla progettazione dettagliata dell’edificio.

    Revit primo Forma Connected Client

    Autodesk dichiara di continuare a sviluppare i propri strumenti desktop lavorando al contempo al collegamento tra ambienti desktop e workflow cloud-native. In questo quadro, Revit sarà il primo Forma Connected Client ufficiale, una denominazione riservata ai prodotti desktop integrati in profondità con la industry cloud Forma.

    Sul piano operativo, gli utenti Revit potranno utilizzare dati condivisi a livello granulare e le capacità cloud di Forma, tra cui le analisi ambientali, direttamente all’interno dello strumento BIM desktop, senza esportazioni, importazioni o rilavorazioni dei dati. Autodesk ha inoltre dichiarato l’intenzione di estendere l’ecosistema Forma Connected Client ad altre soluzioni desktop, senza per il momento indicare quali.

    Autodesk Assistant su Revit, AutoCAD e Civil 3D

    Autodesk Assistant, l’assistente basato su AI dell’azienda, è in fase di distribuzione su Revit, AutoCAD e Civil 3D. Secondo quanto dichiarato, lo strumento consente di automatizzare attività e far emergere informazioni attraverso prompt in linguaggio naturale. In AutoCAD, ad esempio, gli utenti potranno verificare i progetti rispetto agli standard di disegno, con l’assistente che segnala immediatamente le violazioni riscontrate.

    Neural CAD: le dichiarazioni sui modelli generativi

    Completa il quadro l’annuncio di neural CAD, definita da Autodesk una nuova categoria di foundation model di AI generativa 3D in arrivo su Forma e su Autodesk Fusion, software di progettazione prodotto. L’azienda afferma che questi modelli “reinventeranno completamente i motori software tradizionali che creano la geometria CAD” e permetteranno di automatizzare dall’80 al 90% delle attività che i progettisti svolgono abitualmente. Le prestazioni indicate restano affermazioni del produttore.

    Forma Building Design è atteso in beta nei prossimi mesi. Le altre iniziative annunciate, dalla designazione di Revit come Forma Connected Client alla distribuzione di Autodesk Assistant, delinea il quadro dichiarato dall’azienda: lo sviluppo parallelo degli strumenti desktop e il loro collegamento progressivo con i workflow cloud-native della piattaforma Forma.