Rischio gru a torre: un modello di screening a due stadi per la diagnosi delle criticità in cantiere
La sicurezza delle gru a torre non può essere ricondotta a un singolo fattore causale. L’esperienza operativa e la letteratura tecnica convergono su un punto: il manifestarsi di un incidente coinvolge quasi sempre una combinazione di condizioni meccaniche, ambientali, operative e gestionali. Un recente studio pubblicato su Buildings (Vol. 16, articolo 2760) ha affrontato il problema con un approccio ibrido, combinando un metodo di screening statistico a due stadi con l’analisi qualitativa comparativa di insiemi fuzzy (fsQCA), per identificare le configurazioni critiche di rischio.
Struttura del sistema di fattori: nove dimensioni e quarantacinque variabili
I ricercatori hanno costruito un sistema di valutazione articolato su quarantacinque fattori, raggruppati in nove aree tematiche omogenee. Il vento e le condizioni meteorologiche operative rappresentano il primo asse, seguito dal carico sollevato e dalle modalità di esercizio, dall’ambiente circostante il cantiere, dalle fondazioni e dagli ancoraggi, dalle connessioni strutturali, dai meccanismi e componenti chiave, dal controllo elettrico, dai dispositivi di protezione e monitoraggio, e infine dalla capacità di gestione e risposta alle emergenze. Ogni dimensione è stata popolata con indicatori specifici, selezionati sulla base di incidenti documentati e norme tecniche vigenti.
Il metodo di screening a due stadi: riduzione delle variabili senza perdita di copertura dimensionale
La fase centrale dello studio ha riguardato lo sviluppo di una procedura di screening capace di ridurre il numero di indicatori, eliminando le ridondanze locali e globali, senza sacrificare la rappresentatività di ciascuna dimensione. Il primo stadio ha combinato il coefficiente di correlazione di Pearson con il coefficiente di variazione: quando due fattori mostravano una correlazione elevata e una variabilità simile, uno dei due veniva eliminato. Il secondo stadio ha introdotto un indice di contributo alla ridondanza informativa, valutando l’effetto sistemico della cancellazione di ciascun fattore residuo.
La validazione è stata condotta su 178 questionari compilati da professionisti del settore. I dati hanno mostrato una consistenza interna molto elevata (alpha di Cronbach pari a 0,961), una struttura fattoriale adeguata (KMO = 0,898) e una significatività del test di Bartlett inferiore a 0,001. Con una soglia finale fissata a p = 0,55, il metodo ha selezionato sedici fattori dai quarantacinque iniziali, preservando l’intera copertura delle nove dimensioni. Un’analisi di sensibilità ha confermato che la selezione rimane stabile al variare della soglia tra 0,50 e 0,60.
Confronto con metodi alternativi e robustezza del modello
I risultati sono stati confrontati con due algoritmi di clustering classici, K-medoids e K-means, utilizzati come baseline. Il metodo proposto ha mostrato una capacità di spiegazione informativa superiore e una maggiore tracciabilità ingegneristica, ovvero la possibilità di ricondurre ogni fattore selezionato a una condizione fisica o operativa di cantiere. Questo aspetto risulta particolarmente rilevante per i tecnici chiamati a redigere piani di sicurezza o a condurre ispezioni in fase di montaggio e utilizzo della gru.
Percorsi causali del rischio: nessuna condizione singola sufficiente, ma configurazioni ricorrenti
L’analisi fsQCA ha escluso che esista una condizione singola necessaria per il manifestarsi di un livello di rischio elevato. Al contrario, sono emerse sei configurazioni causali (truth table configurations) che, combinate in tre termini di soluzione intermedia, descrivono i percorsi tipici di sviluppo del rischio. La consistenza complessiva della soluzione è risultata pari a 0,999, con una copertura di 0,490.
In tutti i percorsi identificati, alcune condizioni appaiono con regolarità come elementi centrali: le condizioni meteorologiche avverse, la domanda di sollevamento, l’esposizione all’ambiente circostante, la debolezza delle fondazioni o degli ancoraggi e le criticità nelle connessioni strutturali. A queste si aggiungono due percorsi alternativi a valle: il guasto dei meccanismi di protezione e il cedimento del sistema elettrico e gestionale. La combinazione di questi fattori, piuttosto che la loro presenza isolata, determina il profilo di rischio effettivo.
Implicazioni operative per la progettazione della sicurezza e le ispezioni
Per i direttori dei lavori e i coordinatori della sicurezza, lo studio fornisce una base metodologica per passare da un approccio basato su liste di controllo generiche a un sistema di screening orientato ai percorsi causali. La possibilità di ridurre da quarantacinque a sedici indicatori, mantenendo la copertura dimensionale, semplifica le attività di ispezione senza trascurare ambiti critici. L’attenzione si concentra sulle configurazioni ricorrenti, dove l’interazione tra condizioni ambientali, stato delle fondazioni e degli ancoraggi, e integrità delle connessioni strutturali rappresenta il punto di partenza per una verifica mirata. I percorsi alternativi, legati ai dispositivi di protezione e al sistema elettrico, suggeriscono la necessità di controlli specifici su queste componenti, in particolare quando le condizioni primarie sono già presenti nel cantiere.

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