Prestazioni sismiche e ottimizzazione dei parametri di strutture tradizionali in legno cinesi rinforzate con smorzatori a attrito

Un aumento del picco di accelerazione fino al 77% è l’effetto collaterale che emerge quando smorzatori a attrito vengono installati su una struttura lignea tradizionale cinese: la rigidità iniziale introdotta dai dispositivi irrigidisce il telaio di colonne e amplifica la risposta dinamica. Il fenomeno è quantificato nello studio firmato da Meng Xiang, Yanping Niu, Leilei Liu, Xicheng Zhang, Maozhe Nie e Yao Cui, pubblicato su CivilEng, Vol. 7, pagine 17 (doi: 10.3390/civileng7010017), che accompagna la proposta di rinforzo con un modello analitico, una validazione sperimentale e una procedura di ottimizzazione dei parametri del dispositivo.

La logica del rinforzo con smorzatori a attrito

L’obiettivo della ricerca è accrescere in modo efficace le prestazioni sismiche delle strutture tradizionali cinesi in legno. Lo strumento scelto è lo smorzatore a attrito, un dispositivo che dissipa energia sismica attraverso l’attrito tra superfici in contatto e che, una volta inserito nello schema strutturale, accresce la capacità di dissipazione energetica della struttura antica. Il beneficio principale riguarda gli spostamenti, che le analisi confermano ridotti in modo sostanziale rispetto al picco della risposta. Il costo sta nella rigidezza laterale aggiuntiva che i dispositivi immettono nel telaio di colonne.

Un modello a elementi discreti esteso, validato su tavola vibrante

La base analitica del lavoro è la teoria degli elementi discreti estesa, a partire dalla quale viene costruito un modello delle strutture lignee equipaggiate con gli smorzatori. La validazione si articola attraverso prove su tavola vibrante: il confronto con l’esperienza sperimentale conferma che il modello riproduce efficacemente le caratteristiche dinamiche della struttura. Su questo strumento di calcolo poggiano le analisi dinamiche successive, dedicate a valutare in modo sistematico quanto il rinforzo accresca la capacità di dissipazione energetica delle strutture antiche in legno.

Coefficiente di attrito, pretensione dei bulloni e distanza di azione

Tre grandezze descrivono il dispositivo nella modellazione, individuate a partire dal meccanismo di funzionamento dello smorzatore a attrito: il coefficiente di attrito ( \mu ), che caratterizza l’interfaccia scorrevole; la deformazione di pretensione dei bulloni ( \varepsilon ), che esprime la forzatura di montaggio; la distanza di azione ( l ), parametro geometrico. È su questa terna che viene costruita la ricerca della configurazione più adatta alle condizioni specifiche esaminate.

Ottimizzazione multiobiettivo con somma pesata

Per individuare la combinazione ottimale dei tre parametri, la ricerca costruisce una funzione di ottimizzazione multiobiettivo mediante il metodo della somma pesata, con coefficienti di ponderazione ( \lambda_a = \lambda_b = 0{,}5 ). L’analisi restituisce la configurazione riassunta di seguito.

Parametro Valore ottimale
Coefficiente di attrito, μ 0,36
Deformazione di pretensione dei bulloni, ε 102 με
Distanza di azione, l 268 mm

Spostamenti in calo, accelerazioni in crescita

Il quadro che emerge dalle analisi dinamiche ha un doppio segno. Da un lato, l’installazione degli smorzatori accresce sensibilmente la capacità di dissipazione energetica della struttura e riduce in modo netto lo spostamento di punta. Dall’altro, la rigidità iniziale introdotta dai dispositivi fa crescere marcatamente la rigidezza laterale del telaio di colonne: la risposta in accelerazione ne risulta amplificata, fino a un incremento massimo del picco pari al 77%.

La configurazione ottimale sposta questo bilancio in modo quantificato: con i parametri riportati nella tabella, la risposta in spostamento della struttura diminuisce del 38,5%, mentre quella in accelerazione cresce del 93,7%.

Ambito di validità dei risultati

Le soluzioni di progetto ottime derivate dall’ottimizzazione valgono per la tipologia strutturale specifica analizzata e per i moti sismici considerati.

Un perimetro che chi intende trasferire i risultati ad altri casi deve tenere in debita considerazione, poiché la combinazione ottimale non dispone di carattere generale.

Per chi opera sul consolidamento sismico di strutture lignee storiche, il lavoro lascia un metodo ripercorribile: modello analitico validato in laboratorio, parametri di progetto espliciti e ottimizzazione multiobiettivo. Il punto fermo resta il bilancio tra dissipazione e irrigidimento, da valutare caso per caso sulla tipologia strutturale e sugli input sismici di riferimento.

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