Vescicazione dei rivestimenti in resina reattiva sul calcestruzzo: nuove conoscenze sulle cause del difetto

La formazione di vesciche tra calcestruzzo e rivestimenti in resina reattiva è un fenomeno noto da tempo, ma la sua previsione resta incerta quando si verificano dopo la completa reticolazione del film. Il problema è stato oggetto di uno studio condotto da Franziska Vogt e Andrea Osburg, pubblicato su Construction Materials (Vol. 6, Pages 30, doi: 10.3390/constrmater6030030), che affronta il degrado dell’interfaccia tra supporto cementizio e sistemi epossidici alla luce del trasporto di umidità e della composizione dei materiali.

Il sistema supporto-rivestimento come unità insediamentale

Il punto di partenza della ricerca è un’ipotesi precisa: calcestruzzo e resina reattiva sovrastante non si comportano come materiali separati, bensì come un sistema composito che, in presenza di determinate condizioni al contorno legate alla composizione, all’umidità e al trasporto di massa, può sviluppare danno localizzato. Le vesciche più critiche sono quelle che compaiono a reticolazione avvenuta, quando il rivestimento ha già assunto le sue proprietà finali e il danno diventa esteso e difficile da rimediare.

L’indagine si concentra quindi sull’interfaccia tra sostrato cementizio e primer epossidico, dove la pressione e il flusso di acqua generano il rigonfiamento del rivestimento.

Programma sperimentale: substrati differenziati e sistemi EP

La base sperimentale è un ampio programma di prove sistematiche. I mortari di supporto sono stati scelti in modo da variare tre parametri: il tipo di cemento, il rapporto acqua/cemento e la natura dell’inerte. Questa articolazione del supporto permette di isolare il contributo di ciascuna variabile alla suscettibilità del sistema.

Sul lato del rivestimento, il confronto è avvenuto tra due primer epossidici differenti, completati da uno strato superiore EP trasparente. I provini compositi sono stati sottoposti a prove di lunga durata, conservandoli in diverse condizioni di stoccaggio rilevanti per la pratica, sia prima sia dopo l’applicazione del rivestimento. La verifica è stata condotta sulla potenziale comparsa di vesciche in funzione di tali esposizioni.

Risultati principali

Dai risultati emergono tre indicazioni operative rilevanti per chi applica rivestimenti epossidici su calcestruzzo:

  • Contenuto di umidità del sostrato. Un tenore di umidità più elevato del calcestruzzo riduce la formazione di vesciche nel sistema EP, un esito che contraddice l’intuizione di chi assocerebbe automaticamente il problema a supporti umidi.
  • Benzilico nelle resine. I sistemi epossidici contenenti alcol benzilico non mostrano automaticamente tendenza alla vescicazione, smentendo un’associazione generalizzata tra questo componente e il difetto.
  • Condensa nel substrato. La condensa all’interno del supporto fornisce acqua in quantità sufficiente a innescare la vescicazione. Inoltre, la reazione alcali-aggregato (ASR) può contribuire alla formazione delle vesciche, introducendo un fattore di degrado interno al calcestruzzo che interagisce con il rivestimento.

Rilevanza per la pratica applicativa

Le implicazioni riguardano direttamente la fase di definizione del sistema di protezione. La scelta del tipo di cemento e del rapporto acqua/cemento del supporto, insieme alla verifica dello stato igrometrico del sostrato e al riconoscimento di una possibile ASR, costituiscono elementi di valutazione che il programma sperimentale dimostra determinanti. Anche la composizione del primer, in particolare la presenza di alcol benzilico, non è di per sé un indicatore affidabile del rischio.

Per i consulenti tecnici e i progettisti incaricati di verificare causali di danno su rivestimenti applicati a calcestruzzo, il quadro offerto dallo studio di Vogt e Osburg fornisce un riferimento basato su prove sistematiche a lungo termine: la diagnosi della vescicazione richiede l’analisi dell’intero sistema, con attenzione al trasporto di umidità e alla microstruttura del supporto, prima di imputare il difetto al solo prodotto applicato.

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