Effetti della preumidificazione dell’aggregato fine riciclato e del dosaggio di acqua aggiuntiva sugli indicatori di idratazione della malta e sulle caratteristiche interfasali

La quantità di acqua realmente disponibile per l’idratazione del cemento in una malta con aggregato fine riciclato dipende da come viene gestito l’assorbimento dell’inerte. Un contributo pubblicato sulla rivista Buildings (volume 16, articolo 3884) esamina le due leve operative che agiscono su questo equilibrio: il pre-umidificazione dell’aggregato fine riciclato e il dosaggio dell’acqua esterna aggiunta in impasto. Su entrambe il lavoro valuta gli effetti sugli indicatori di idratazione della malta e sulle caratteristiche dell’interfaccia tra aggregato e pasta.

Il bilancio idrico come variabile critica

La frazione fine riciclata trattiene una quota dell’acqua di impasto, riducendo quella utilizzabile nelle reazioni del cemento. Chi dosa la miscela può compensare il fenomeno lungo due direttrici: bagnare l’inerte prima del miscelamento oppure introdurre acqua esterna direttamente in fase di dosatura. Le due strade intervengono sullo stesso equilibrio ma attraverso percorsi differenti, e il mantenimento della loro separazione è il punto su cui si regge l’impostazione dello studio.

Pre-umidificazione e acqua esterna: due variabili distinte

Il pre-umidificazione agisce sullo stato di saturazione iniziale dell’aggregato, prima che questo entri in contatto con il cemento. L’acqua esterna, invece, aumenta il contenuto idrico complessivo della miscela. A parità di acqua totale cambia così la ripartizione tra liquido assorbito dall’inerte e liquido libero, e da questa ripartizione dipende la quota effettivamente coinvolta nell’idratazione.

Sul piano operativo le due scelte comportano gestionI differenti. Il pre-umidificazione richiede un intervento preventivo sull’umidità dell’inerte, mentre l’acqua esterna si immette in dosatura, con un controllo più diretto della quantità aggiunta. Per questo l’indagine assume i due parametri come variabili sperimentali autonome, evitando di ridurli a un unico aggiustamento del contenuto idrico.

Indicatori di idratazione e interfaccia aggregato-pasta

Le grandezze di riferimento sono da un lato gli indicatori di idratazione, ovvero le quantità con cui si descrive l’avanzamento delle reazioni del cemento, dall’altro le caratteristiche dell’interfaccia tra inerte e pasta. Nel caso degli aggregati riciclati la zona di contatto presenta una configurazione più articolata rispetto agli inerti naturali, poiché la nuova pasta si sviluppa su una superficie che conserva residui di malta preesistente.

La combinazione dei due piani di lettura, idratazione e interfaccia, permette di collegare la gestione dell’acqua sia all’avanzamento delle reazioni sia alle condizioni della zona di contatto tra i costituenti della malta.

Per chi opera su malte e calcestruzzi con inerti da riciclo il valore metodologico dell’impostazione sta nella separazione dei due contributi: pre-umidificazione e acqua esterna incidono ciascuna con un proprio ruolo sul bilancio idrico e sull’interfaccia aggregato-pasta, e la loro fusione in un unico parametro renderebbe più difficile attribuire gli effetti osservati. Il lavoro completo è pubblicato sulla rivista Buildings, volume 16, articolo 3884.

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