Il declino degli incidenti ai passaggi a livello della rete statunitense si è arrestato. Dal 2012 la serie storica risulta statisticamente stazionaria: è l’esito di un’analisi condotta su quasi cinquant’anni di registrazioni incidentali nazionali della Federal Railroad Administration (FRA), dal 1976 al 2025, firmata da Raj Bridgelall e pubblicata sulla rivista Infrastructures (vol. 11, p. 262, doi: 10.3390/infrastructures11080262).
Lo studio affronta due domande distinte: se il declino storico degli incidenti agli incroci a raso strada-ferrovia (highway-rail grade crossing, HRGC) sia transitato in un regime di sicurezza statisticamente distinto e se i fattori associati alla presenza di vittime siano cambiati dopo quella transizione.
Decenni di interventi, poi il rallentamento
I guadagni accumulati nel corso dei decenni passati si fondano su leve consolidate: adeguamenti ingegneristici, sistemi di allarme attivi, chiusura di attraversamenti, attività di enforcement ed educazione pubblica. I trend nazionali più recenti mostrano però un rallentamento dei benefici, e l’ipotesi che la sicurezza agli HRGC sia ormai vincolata a un plateau persistente ha cominciato a circolarsi con dati alla mano.
La diagnostica che fissa la svolta al 2012
L’impianto analitico combina tre componenti: analisi delle transizioni di regime, confronto delle vittime tra i due regimi e machine learning spiegabile (explainable machine learning). La datazione del cambio di regime poggia su una diagnosi multipla a verifica incrociata, costruita con analisi delle tendenze, test complementari di stazionarietà, diagnostica dei residui, criteri informativi e analisi di sensibilità. Ogni strumento giunge allo stesso esito: il 2012 segna l’inizio di un regime di sicurezza statisticamente stazionario.
Severità invariata dopo la transizione
Il confronto tra i due regimi non rileva variazioni significative né nella probabilità che un incidente generi vittime, né nella distribuzione degli esiti tra infortuni e decessi. Il problema attuale non riguarda quindi l’emergere di meccanismi di collisione nuovi: a sostenere il plateau è la persistenza di fattori di rischio operativi e comportamentali ampiamente consolidati.
Random forest spiegabili e predittori stabili
I modelli di random forest interpretabili applicati ai dati incidentali mostrano una notevole stabilità temporale dei fattori associati alla presenza di vittime. Attraverso entrambi i regimi restano dominanti la velocità del treno, l’occupazione del veicolo, la presenza del conducente e le azioni degli utenti della strada. Nel periodo di plateau, la presenza del conducente figura tra le variabili più influenti.
Le leve per riprendere la discesa
Ridurre ulteriormente le vittime agli HRGC richiederà, secondo le conclusioni, azioni puntate sui rischi residui che alimentano il regime stazionario:
- interventi ingegneristici mirati;
- tecnologie di allarme avanzate;
- sistemi di veicolo connesso e di comunicazione tra veicolo e infrastruttura;
- monitoraggio abilitato dall’intelligenza artificiale;
- educazione pubblica mirata.
Resta il punto centrale: il rischio che sostiene il regime stazionario è radicato in condizioni operative e comportamenti di lunga data. È su quel terreno, più che su dinamiche di collisione inedite, che si decideranno i prossimi guadagni di sicurezza ai passaggi a livello.
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