Termografia a infrarossi per la valutazione dei ponti termici e delle prestazioni termiche in situ in edifici residenziali abitati in cemento armato prefabbricato

Nei palazzi con struttura in cemento armato e negli edifici assemblati con pannelli prefabbricati, i ponti termici si concentrano dove la continuità dell’involucro si interrompe. La loro diagnosi in opera può affidarsi alla termografia a infrarossi, che osserva le superfici senza smontare stratigrafie e senza interrompere l’uso degli alloggi. Su questo ambito interviene uno studio pubblicato sulla rivista Buildings (volume 16, articolo 3896), dedicato alla valutazione termografica dei ponti termici e delle prestazioni termiche in situ in edifici residenziali prefabbricati e in cemento armato rilevati mentre sono abitati.

Dove si annidano i ponti termici in queste tipologie

Nelle strutture in cemento armato gettato in opera, cordoli, travi di bordo e pilastri perimetrali attraversano di regola lo strato coibente e offrono al flusso termico percorsi preferenziali. Negli edifici a pannelli prefabbricati la criticità ricorre nelle giunzioni tra pannelli e nei nodi di contatto con solai e tramezzature. Le conseguenze sono note a chiunque abbia esaminato una mappa termografica di un alloggio riscaldato: temperature superficiali interne abbassate in corrispondenza delle discontinuità, dispersioni localizzate e maggiore esposizione a condensa superficiale.

Edifici abitati, rilievo in condizioni di esercizio

L’aspetto distintivo dell’impostazione sta nell’ambito scelto: edifici occupati. Il rilievo si svolge così in condizioni di esercizio reale, con regimi di riscaldamento, arredi e consuetudini di aerazione che riflettono la vita quotidiana anziché scenari idealizzati. Per il tecnico abituato a confrontare prestazioni misurate e prestazioni calcolate, questo sposta il baricentro della diagnosi sul comportamento effettivo dell’involucro. C’è però una contropartita da gestire: l’occupazione introduce variabilità, perché ogni alloggio viene utilizzato in modo diverso e la lettura dei risultati deve tenerne conto.

Dalle anomalie superficiali alle prestazioni in situ

La termografia a infrarossi rileva la radiazione emessa dalle superfici e restituisce la distribuzione delle temperature superficiali, nella quale i ponti termici si evidenziano come anomalie rispetto al campo circostante. Nell’uso qualitativo lo strumento localizza difetti e discontinuità. La valutazione impostata dalla ricerca va oltre la localizzazione, perché comprende anche le prestazioni termiche in situ dell’edificio: l’osservazione si estende dal difetto puntuale al comportamento termico complessivo in esercizio.

Ricadute operative per la diagnosi sull’esistente

Per chi lavora su questo patrimonio edilizio, una mappatura termografica acquisita a edificio abitato offre una base concreta per impostare la riqualificazione: dove coibentare, dove intervenire sui ponti termici, dove approfondire con verifiche mirate prima di impostare il progetto. Il carattere non invasivo del rilievo, inoltre, rende la procedura compatibile con gli alloggi in uso, un requisito che nelle diagnosi energetiche residenziali conta quanto la qualità dei dati stessi.

Misurare l’edificio mentre è abitato avvicina la diagnosi all’edificio reale, quello sul quale le scelte di intervento dovranno poi fondarsi.

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