Analisi della dispersione delle onde ultrasoniche in presenza di attenuazione e di contributi di secondo gradiente

La velocità di fase con cui un’onda ultrasonica attraversa un materiale non resta costante quando la risposta del continuo incorpora gradienti di ordine superiore e meccanismi dissipativi: la velocità di propagazione e l’attenuazione diventano funzioni della frequenza. Su questo terreno si muove lo studio firmato da Nicola De Fazio, Luca Placidi, Francesco Fabbrocino e Raimondo Luciano, pubblicato su CivilEng (vol. 6, articolo 37, DOI 10.3390/civileng6030037).

L’inquadramento è quello della meccanica del continuo. L’obiettivo dei quattro ricercatori è costruire un modello capace di descrivere insieme la dispersione delle onde ultrasoniche generata dai contributi a secondo gradiente e l’attenuazione associata a un comportamento viscoelastico di tipo Rayleigh.

Due effetti da trattare simultaneamente

Nella legge costitutiva adottata, la rigidezza non si esaurisce nel termine standard del primo gradiente. Accanto a questo entrano i secondi gradienti, che arricchiscono la descrizione del materiale con contributi di ordine superiore. Sul versante dissipativo la risposta viene modellata con meccanismi viscoelastici di tipo Rayleigh, governati dalla viscosità.

La tesi di fondo anticipa l’esito dell’intero lavoro: una corretta caratterizzazione meccanica richiede che i parametri di secondo gradiente e quelli di viscosità vengano presi in considerazione insieme, non l’uno in alternativa all’altro.

Equazioni di propagazione dal principio esteso di Rayleigh-Hamilton

Per arrivare alle equazioni governanti il gruppo impiega il principio esteso di Rayleigh-Hamilton. La scelta non è accessoria: con questo formalismo i termini di secondo gradiente e i contributi viscoelastici confluiscono nella medesima derivazione, cosicché l’analisi può estendersi tanto al comportamento dispersivo quanto agli effetti di attenuazione.

Dalla soluzione in forma d’onda ai parametri costitutivi

Il passo successivo passa per una soluzione in forma d’onda, che mette in relazione la velocità di fase con i parametri del materiale:

  • la rigidezza di tipo standard, riconducibile al primo gradiente;
  • la rigidezza associata ai secondi gradienti;
  • la viscosità.

Questa dipendenza esplicita rende il modello adatto all’identificazione: dalla relazione tra velocità di fase e frequenza si risale alle proprietà costitutive del materiale.

Identificazione dei parametri sui dati di letteratura

La verifica si basa su dati disponibili in letteratura, dai quali vengono identificati tutti i parametri del materiale. Con i valori così ricavati, il modello approssima con buona fedeltà le tendenze misurate sperimentalmente della velocità di fase e dell’attenuazione al variare della frequenza. L’accordo riguarda entrambe le grandezze, quindi tanto il comportamento dispersivo quanto quello dissipativo.

Il messaggio per la caratterizzazione dei materiali

Il buon accordo contemporaneo su velocità di fase e attenuazione sorregge la conclusione degli autori: per una corretta caratterizzazione meccanica, parametri di secondo gradiente e di viscosità vanno considerati congiuntamente. La descrizione costitutiva che si arresta al primo gradiente non basterà a riprodurre, con lo stesso modello, quanto le prove registrano su entrambe le curve.

Resta il contributo tecnico più direttamente riutilizzabile: il percorso che dal principio esteso di Rayleigh-Hamilton conduce alla relazione tra velocità di fase e parametri costitutivi costituisce un canale diretto tra la forma della legge costitutiva e le grandezze che le misure ultrasoniche effettivamente restituiscono.

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