Convertire gli impatti ambientali generati durante la costruzione di un edificio prefabbricato in costi espressi in moneta: questo è l’obiettivo del framework presentato in uno studio pubblicato su CivilEng, Monetizing Environmental Impacts into Environmental Costs During Prefabricated Building Construction: A 5D BIM-Enabled Analysis (doi: 10.3390/civileng6030036). Gli autori sono Xian Gao, Xilong Chen, Kun Lu e Xueyuan Deng.
Il metodo si fonda sul 5D BIM e ne estende l’impiego: la quinta dimensione, che nel suo uso consolidato lega il modello ai costi, viene qui portata dai costi convenzionali ai costi ambientali. Il punto di partenza è una constatazione: gli edifici prefabbricati offrono vantaggi ambientali, ma il loro processo costruttivo genera comunque impatti. Secondo gli autori, la ricerca esistente su questi edifici si ferma al livello degli impatti ambientali e non dispone di strumenti capaci di analizzarne le dimensioni spaziali e temporali.
Le quattro fasi del framework
Il percorso proposto si articola in quattro passaggi:
- definizione dei confini e degli indicatori dell’analisi;
- ottenimento dell’inventario delle risorse tramite il sistema di codifica 5D BIM;
- calcolo dei risultati degli impatti ambientali;
- conversione degli impatti ambientali in costi ambientali.
Il sistema di codifica 5D BIM è l’elemento che collega il modello informativo alla valutazione ambientale: da esso discende l’inventario delle risorse impiegate in costruzione, base per il calcolo degli impatti e per la loro successiva traduzione in termini monetari.
Il caso studio: la sottostazione prefabbricata
La verifica è condotta su una sottostazione prefabbricata. I costi ambientali del processo costruttivo risultano pari a 172,81 CNY/m² (yuan cinesi per metro quadrato). La quota maggiore è attribuibile al cambiamento climatico, che pesa per il 91,2% sul totale.
Dal costo convenzionale al costo ambientale
Il contributo dello studio si misura su due piani. Il primo riguarda la forma dell’informazione: impatti ambientali di natura diversa vengono riportati in un’unica misura monetaria, cosicché gli stakeholder dispongono di indicatori di immediata lettura. Il secondo riguarda il processo: l’applicazione del 5D BIM si estende dai costi convenzionali ai costi ambientali, con la possibilità di visualizzare le variazioni spaziali e temporali di questi ultimi.
Per chi lavora con modelli 5D, l’impostazione aggiunge una classe di informazione all’assetto consolidato dei costi di cantiere: il costo ambientale affianca quello convenzionale e deriva dal medesimo sistema di codifica, che fornisce l’inventario delle risorse a valle del quale si calcolano gli impatti e se ne determina il valore in moneta.
La monetizzazione degli impatti propone così una lettura degli effetti ambientali di cantiere nella stessa unità con cui il settore misura e controlla i costi, affidando al 5D BIM la possibilità di rappresentarne l’andamento nello spazio e nel tempo.
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