La valutazione della corrosione sui ponti in acciaio si basa ancora in larga misura su ispezioni visive manuali, i cui esiti dipendono dall’operatore e sono quindi difficilmente ripetibili. Un gruppo di ricerca ha messo a punto un metodo che classifica la gravità della corrosione su cinque livelli e la visualizza direttamente sugli elementi di un modello BIM di un ponte pedonale, portando i risultati dell’ispezione dentro l’ambiente informativo del manufatto. Il lavoro, firmato da Mohammad Amin Oyarhossein, Gabriel Sugiyama, Fernanda Rodrigues e Hugo Rodrigues, è stato pubblicato sulla rivista CivilEng (DOI: 10.3390/civileng6040067).
Il limite delle ispezioni visive tradizionali
Nelle pratiche consolidate, il rilievo del degrado corrosivo è un’attività manuale e in parte soggettiva: l’esito della valutazione varia in funzione di chi la esegue, con effetti sull’affidabilità e sulla ripetibilità dei risultati. Anche la registrazione e il reporting delle osservazioni risultano penalizzati, poiché l’informazione resta legata a giudizi non strutturati e difficili da confrontare nel tempo.
Una scala di gravità in cinque livelli
Per rafforzare la registrazione e la comunicazione dei risultati d’ispezione, è stato sviluppato un sistema di grading della corrosione articolato su cinque livelli di gravità. L’assegnazione del grado si fonda su segni visibili: ruggine superficiale, danneggiamento del rivestimento protettivo e sfogliatura (flaking).
La scala è stata costruita a partire da dati fotografici abbinati provenienti da due campagne di ispezione condotte sulla stessa opera, a febbraio 2024 e aprile 2025. Il confronto tra le due serie fotografiche fornisce la base documentale per la classificazione e per il seguito dell’evoluzione del degrado nel tempo.
Da Dynamo a Revit: i gradi di corrosione sul modello
Il collegamento tra classificazione e modello informativo passa da uno script Dynamo, che associa ciascun livello di gravità agli elementi corrispondenti del modello Revit tramite la sovrascrittura dei colori (colour overrides). Il risultato è un modello BIM in cui lo stato di corrosione è leggibile elemento per elemento, con i dati integrati in modo chiaro e strutturato nell’ambiente informativo.
La rappresentazione grafica del degrado supporta tre attività indicate dal metodo: la valutazione delle condizioni della struttura, il monitoraggio dei cambiamenti nel tempo e la formulazione di decisioni di manutenzione su base documentale.
Il caso di studio: il ponte pedonale di Aveiro
Il workflow è stato applicato a un ponte pedonale in acciaio situato ad Aveiro, in Portogallo, in ambiente costiero. Lo script è stato eseguito su oltre 2600 elementi del modello, di cui 75 con degrado visivo identificati e classificati nei cinque livelli previsti. L’applicazione su questa scala dimostra la fattibilità del metodo per un tracciamento sistematico della corrosione su una struttura reale.
Asset management e prospettive digital twin
Oltre al caso specifico, l’approccio si colloca in una prospettiva di gestione del patrimonio: supporta lo sviluppo di strumenti di bridge asset management basati su BIM ed è adattabile a future applicazioni di digital twin, in cui i dati di stato rilevati trovano posto nella rappresentazione digitale dell’opera.
La validazione resta riferita a un ponte in acciaio in ambiente costiero: la generalizzazione indicata riguarda altre strutture con condizioni ambientali simili. La classificazione rimane inoltre fondata sull’osservazione visiva dei segni di degrado: il valore del metodo sta nell’aver reso l’esito dell’ispezione tracciabile nel modello, con ricadute su registrazione dei dati, confronto nel tempo e supporto alle decisioni di manutenzione.
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