Scansioni 3D georeferenziate di trincee e modelli infrastrutturali, ottenute con l’app PIX4Dcatch su smartphone abbinata a un ricevitore RTK: sono il punto di partenza del workflow di mappatura terrestre che Esri ha messo a punto con Pix4D per la documentazione degli asset interrati, dal rilievo in cantiere alla gestione in ArcGIS.
PIX4Dcatch e RTK: il rilievo terrestre di trincee e infrastrutture
Il rilievo si esegue con PIX4Dcatch, applicazione per smartphone che, collegata a un ricevitore operante in modalità real-time kinematics (RTK), restituisce scansioni 3D georeferenziate con precisione elevata. Le geometrie documentate riguardano in primo luogo le trincee aperte in cantiere e i modelli delle infrastrutture coinvolte.
Le squadre operative acquisiscono così sul campo i dati degli asset e li processano in un secondo tempo all’interno di ArcGIS, la piattaforma geospaziale di Esri, dove l’informazione diventa parte del sistema di gestione dell’opera.
Verifica as-designed/as-built in realtà aumentata a scavo aperto
Il secondo elemento del workflow interviene sul controllo esecutivo. I dati già presenti possono essere visualizzati in realtà aumentata, sovrapposti a quanto realizzato nello scavo: il riscontro tra progetto e opera eseguita è immediato e arriva nel momento decisivo, quando la trincea non è ancora stata richiusa e un’eventuale discordanza si può ancora correggere a cielo aperto.
Scene Layer in ArcGIS Online e aggiornamento del geodatabase master
Le scansioni generate sul campo diventano consultabili in ArcGIS Online come Scene Layer, all’interno dell’ecosistema geospaziale di Esri. Da qui il collegamento con la banca dati geografica che costituisce il riferimento per la gestione delle reti.
Andrey Kleymenov, amministratore delegato di Pix4D, definisce in questi termini l’obiettivo dell’integrazione:
«Il nostro impegno è rivolto a convertire le infrastrutture invisibili in dati funzionali. Collegando PIX4Dcatch, con un ricevitore RTK compatibile, all’ecosistema Esri, mettiamo a disposizione dei team un flusso di scansione terrestre che consente di aggiornare un geodatabase master con accuratezza professionale».
Thomas Fair, direttore dell’Esri Partner Network, conferma la prospettiva dal lato Esri: l’accordo offre alle organizzazioni che gestiscono infrastrutture un percorso diretto dal campo al geodatabase, mentre l’integrazione con ArcGIS mette a disposizione degli utenti una documentazione ad alta fedeltà degli asset nel sottosuolo.
Per chi documenta reti interrate, la sequenza che ne risulta è lineare: scansione RTK in cantiere, scena 3D condivisa in ArcGIS Online, verifica in realtà aumentata prima della richiusura, aggiornamento del geodatabase master. Una catena che salda rilievo e gestione nella stessa banca dati geografica, riducendo i passaggi intermedi dove l’informazione rischia di perdersi.
Lascia un commento