Nel sistema costruttivo ibrido Ekoru la parete arriva in cantiere come elemento già assemblato: telaio portante in legno lamellare, strato ammortizzante e muratura in calcestruzzo aerato autoclavato Gasbeton compongono un unico componente pre-finito, dimensionato su misura in stabilimento, con predisposizioni impiantistiche e strutture per i serramenti incluse. Completata la platea, l’involucro si monta a secco mediante collegamenti meccanici, senza intonaci né lavorazioni gravose in opera. Capire come si arriva a questo risultato significa guardare a due livelli: la divisione dei compiti tra i due materiali e l’organizzazione del processo produttivo che li riunisce.
Divisione dei compiti tra telaio in legno e muratura minerale
La resistenza strutturale spetta al legno lamellare, leggero, resistente e lavorabile con elevata precisione, dall’impronta ambientale favorevole. Resta però un materiale organico: la sua durabilità dipende da un’idonea protezione.
Sul versante opposto si colloca il calcestruzzo aerato autoclavato, materiale minerale incombustibile, isolante e traspirante, la cui struttura cellulare ricca di piccole bolle d’aria è all’origine delle doti termiche. Anche questo materiale è leggero, durevole e sostenibile, ma non è adatto a sviluppare funzioni portanti.
Messi a sistema, i due si compensano: al telaio compete la resistenza, alla muratura minerale la protezione, l’isolamento e la regolazione dell’umidità interna.
Dal modello digitale alla produzione in stabilimento
Il processo parte dal progetto del committente, digitalizzato e scomposto in elementi con tecnologie come il BIM, che integra progettazione architettonica, strutturale e impiantistica. In ambiente controllato, precisione robotica e sapere artigianale assemblano, grazie a tecnologie brevettate, componenti pre-finiti: ogni parete incorpora telaio portante, strato ammortizzante e muratura collaborante, e può essere consegnata con le predisposizioni impiantistiche già realizzate. In cantiere arrivano componenti pronti per il montaggio.
Prestazioni del sistema: sismica, fuoco, involucro e bilancio ambientale
Sul piano sismico concorrono la massa ridotta dell’insieme, la duttilità del telaio in legno e lo strato ammortizzante che lo separa dalla parete minerale, tanto che i componenti lavorano in modo collaborante. Il sistema è stato testato presso l’Università Federico II di Napoli: sottoposto a forze notevoli, ha assorbito e dissipato l’energia in modo uniforme, mantenendo integrità, simmetria e stabilità.
Per quanto riguarda l’involucro, la struttura alveolare della muratura si traduce in bassa conduttività termica, mentre inerzia e sfasamento sostengono il comportamento in ogni stagione e clima. Il telaio in legno limita i ponti termici e le pareti monolitiche non richiedono isolamento aggiuntivo. In caso d’incendio conta la classe A1, la migliore di reazione al fuoco: Gasbeton è totalmente incombustibile e lo stesso materiale serve a realizzare muri tagliafuoco, un aspetto dal peso particolare negli edifici con struttura in legno, dove il materiale minerario affianca alla leggerezza del telaio una protezione passiva affidabile.
Le pareti assorbono e smaltiscono gli eccessi di umidità interna, riducendo condense e muffe; la salubrità dei materiali è stata verificata con test presso laboratori indipendenti. La massa e la struttura cellulare contribuiscono inoltre ad abbattere il rumore, a vantaggio del comfort acustico.
Sul fronte ambientale, legno e Gasbeton assorbono CO2 in modo permanente sottraendola dall’atmosfera: il primo durante la fase di accrescimento, il secondo nel corso della vita utile per effetto della carbonatazione. Entrambi sono riciclabili e provvisti di LCA ed EPD emesse da enti riconosciuti a livello europeo.
Cantiere ridotto al montaggio: tempi, qualità e sicurezza
Spostare in stabilimento le lavorazioni più delicate sposta il baricentro del cantiere, che diventa sempre meno luogo di produzione e sempre più luogo di assemblaggio. Mentre fondazioni e opere preliminari procedono in opera, la fabbricazione degli elementi corre in parallelo in fabbrica. Le pareti arrivano pre-finite, quindi la sequenza residua si riduce a finiture e completamento impianti. Le procedure standardizzate in ambiente protetto limitano errori, sfridi e ritocchi; calano anche le attività complesse, le movimentazioni e i rifiuti, e in stabilimento gli scarti vengono riprocessati e reimmessi nel ciclo produttivo.
Sulla certezza di tempi e costi serve però lucidità. Ciò che risulta definito in fase progettuale non subisce variazioni legate all’imprevedibilità del cantiere, e i costi finali restano fedeli al preventivo quando il progetto è consolidato prima dell’avvio della produzione: le predisposizioni riducono gli interventi successivi sulle pareti solo se definite e approvate a monte. Il beneficio concreto va quindi quantificato caso per caso tramite cronoprogramma, ore di montaggio e lavorazioni residue, senza dare per scontati tempi e costi invariati.
Norme di prodotto e perimetro delle verifiche
I riferimenti normativi riguardano i componenti: la UNI EN 14080:2013 disciplina i prodotti di legno lamellare incollato e legno massiccio incollato, la UNI EN 771-4:2015 gli elementi per muratura in calcestruzzo aerato autoclavato. Si tratta di riferimenti per i componenti, che da soli non dimostrano le prestazioni dell’assemblaggio ibrido: queste vanno documentate a livello di sistema, distinguendo le proprietà dei materiali dalle prestazioni dell’intero complesso.
L’ambito di applicazione segue la stessa logica: il sistema Ekoru entra in gioco nei progetti in cui geometrie, aperture e predisposizioni degli elementi prefabbricati possono essere definite in anticipo, con il coordinamento tra struttura, pareti e impianti risolto a monte. La fattibilità richiede inoltre una valutazione di accessi, trasporto, sollevamento e sequenza di assemblaggio.
Giunti, tolleranze e logistica: le scelte da consolidare prima della produzione
Prima di avviare la fabbricazione occorre coordinare appoggi, ancoraggi, giunti tra elementi, aperture e attraversamenti impiantistici. Vanno precisate anche le tolleranze, le protezioni durante trasporto e montaggio, la continuità dell’involucro e il trattamento dei nodi. Sono le decisioni che, una volta bloccate, permettono alla fabbrica di consegnare elementi coerenti con quanto previsto in cantiere.
Industrializzare, d’altra parte, non significa standardizzare: ogni elemento resta dimensionato su misura e la libertà progettuale non viene compressa. Per progettisti e imprese il punto si gioca tutto qui: un involucro definito a monte si traduce in un cantiere più breve, controllato e prevedibile, con l’edificio consegnato nei tempi annunciati.
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