Categoria: Hardware

Workstation grafiche, GPU per calcolo strutturale e rendering, periferiche, scanner laser 3D e dispositivi hardware per studi tecnici.

  • Creative ITC launches high-performance cloud workstation

    Creative ITC ha lanciato Virtual Cloud Desktop Pod (VCDPod), una soluzione di desktop virtuale in cloud dedicata al settore AEC (architettura, ingegneria e costruzioni). L’obiettivo dichiarato dall’azienda è mettere a disposizione di architetti e professionisti, ovunque si trovino, la potenza di calcolo di una workstation high-end da ufficio, senza vincoli fisici alla postazione di lavoro.

    A cosa è destinato VCDPod

    Il servizio è pensato specificamente per le applicazioni di progettazione, visualizzazione, simulazione e modellazione che impongono un carico intensivo sul processore o sulla scheda grafica. Si tratta quindi di scenari tipici dello studio tecnico: modellazione BIM complessa, elaborazioni grafiche pesanti e simulazioni che su postazioni tradizionali portabili risultano limitate.

    Come funziona

    Il professionista accede a un desktop virtuale in cloud attraverso un laptop dedicato, un thin client o un iPad. La connessione garantisce un accesso di tipo “single tenant” alle risorse di calcolo di fascia alta: ogni utente lavora quindi su risorse dedicate, non condivise con altri clienti.

    Sul lato infrastrutturale, il servizio si basa su workstation Lenovo dedicate, equipaggiate con le ultime GPU Nvidia e CPU ad alte prestazioni. Creative ITC dichiara che VCDPod offre frequenze di clock più elevate anche per i workload più esigenti e supporta configurazioni multi-schermo senza degrado dell’immagine, un aspetto rilevante per chi lavora abitualmente con più monitor in ambiente CAD o di visualizzazione.

    Gestione, sicurezza e supporto

    Tra le caratteristiche indicate figurano:

    • storage locale sicuro, progettato per rispondere ai requisiti di compliance, sovranità dei dati e protezione delle informazioni;
    • gestione IT semplificata, tramite un servizio “fully managed” con supporto tecnico specializzato sul settore AEC attivo 24/7/365;
    • prezzi trasparenti e monitoraggio dell’utilizzo in tempo reale.

    Per uno studio professionale, la componente fully managed può incidere direttamente sull’organizzazione: la manutenzione dell’infrastruttura di calcolo è delegata al fornitore, con conseguente riduzione del carico amministrativo interno.

    Integrazione con l’offerta esistente

    VCDPod si affianca a VDIPod, la soluzione VDI (Virtual Desktop Infrastructure) completamente gestita già presente nel catalogo di Creative ITC. Le due soluzioni possono essere combinate, consentendo agli studi di architettura di costruire un ambiente ibrido su misura, con una scala di crescita pensata per evolvere insieme alle dimensioni della pratica.

    Il posizionamento sul mercato

    Creative ITC dichiara di collaborare con studi di primo piano del settore AEC, tra cui Atkins Realis, Foster + Partners e BAM. Le prestazioni indicate, come le frequenze di clock elevate e l’assenza di degrado grafico in multi-schermo, sono affermazioni del fornitore e vanno lette come tali, in attesa di verifiche dirette sui casi d’uso specifici di ciascuno studio.

  • NVIDIA unveils Blackwell GPUs for compact workstations

    Nvidia ha ampliato la gamma di GPU workstation basate sull’architettura Blackwell con due nuovi modelli low-profile: la RTX Pro 4000 Blackwell SFF Edition e la RTX Pro 2000 Blackwell, che vanno ad affiancare i board full-height presentati all’inizio dell’anno. Le schede sono destinate ad accelerare carichi di lavoro professionali come CAD, visualizzazione, simulazione e intelligenza artificiale. Entrambe sono attese entro la fine dell’anno su workstation small form factor e micro, tra cui HP Z2 Mini G1i e Lenovo ThinkStation P3 Ultra SFF.

    L’elemento distintivo è il formato: rispetto a una GPU tradizionale, le due schede occupano la metà dello spazio e assorbono meno potenza, una configurazione pensata per chassis compatti dove le schede full-height non trovano collocazione. Entrambe integrano RT Core di quarta generazione e Tensor Core di quinta generazione.

    Prestazioni dichiarate rispetto alla serie Ada

    I dati di incremento riportati di seguito sono dichiarazioni del produttore e non risultati di verifiche indipendenti.

    RTX Pro 4000 Blackwell SFF Edition

    Nvidia dichiara, rispetto al predecessore RTX 4000 SFF Ada:

    • prestazioni AI fino a 2,5 volte superiori;
    • prestazioni di ray tracing 1,7 volte più alte;
    • larghezza di banda 1,5 volte maggiore;
    • consumo massimo invariato a 70 W;
    • memoria video passata da 20 GB di GDDR6 a 24 GB di GDDR7.

    RTX Pro 2000 Blackwell

    Rispetto alla RTX 2000 Ada, il produttore indica:

    • modellazione 3D fino a 1,6 volte più rapida;
    • prestazioni CAD 1,4 volte superiori;
    • rendering fino a 1,6 volte più veloce;
    • generazione di immagini AI con un miglioramento di 1,4 volte;
    • generazione di testo AI con un incremento di 2,3 volte;
    • memoria video passata da 16 GB di GDDR6 a 20 GB di GDDR7.

    Prime applicazioni documentate

    Due studi hanno già messo alla prova la RTX Pro 2000 Blackwell su carichi di lavoro concreti, uno nel campo della progettazione generativa e uno nel calcolo strutturale.

    Progettazione urbana generativa

    Lo Studio Tim Fu (STF), con sede a Londra, utilizza la scheda nei propri flussi di progettazione basati su AI. La RTX Pro 2000 Blackwell alimenta UrbanGPT, applicazione di text-to-3D in tempo reale per la progettazione urbana, in grado di generare layout urbani dinamici, monitorare metriche essenziali come le superfici di programma e le superfici dei piani e produrre distribuzioni realistiche dei volumi in scenari urbani complessi.

    Dalle simulazioni di zonizzazione agli studi di massing su larga scala, questa tecnologia accelera il nostro motore di progettazione basato su AI con la stabilità e la reattività necessarie per una pianificazione alla scala della città.

    ha dichiarato Tim Fu, fondatore dello studio.

    Analisi strutturale

    Thornton Tomasetti, società di consulenza in ingegneria e progettazione con sede a New York, ha eseguito un benchmark della RTX Pro 2000 Blackwell su CORE.Matrix, solver proprietario di analisi agli elementi finiti basato su GPU. Il risultato dichiarato dall’azienda indica un’esecuzione quasi 3 volte più rapida rispetto alla RTX 2000 Ada e 27 volte più rapida rispetto a una CPU standard.

    Questo ci ha permesso di accelerare i flussi di lavoro di analisi strutturale, per un’ingegneria più iterativa e integrata con la progettazione.

    ha dichiarato Rob Otani, chief technology officer della società.

    Considerazioni operative

    Con queste due schede la famiglia Blackwell estende la propria copertura anche ai formati a profilo ridotto: maggiore memoria video e incrementi di prestazioni dichiarati rispetto ai modelli Ada, mantenendo l’ingombro tipico delle soluzioni SFF. I primi riscontri d’uso resi noti riguardano la generazione di contenuti urbani tramite AI e l’analisi strutturale agli elementi finiti, entrambi condotti sulla RTX Pro 2000 Blackwell. La disponibilità nelle workstation compatte è prevista nel corso dell’anno.

  • FARO lancia i nuovi laser scanner Focus i.1: caratteristiche e novità

    Faro Insight ha presentato due nuovi scanner laser terrestri, il Focus i.1 e il Focus i.1 X, accompagnati da un pacchetto di reality capture mobile denominato Rovi i.1, realizzato in collaborazione con Manifold Tech. La gamma si inserisce in un flusso di lavoro che attraversa la piattaforma cloud Sphere XG e il software di elaborazione Scene, e comprende anche Scene 2027, il nuovo aggiornamento del software desktop. Per studi di progettazione, studi di rilievo e professioni tecniche che lavorano con le nuvole di punti, gli annunci toccano sia la fase di acquisizione dei dati sia quella di elaborazione.

    Focus i.1 e Focus i.1 X: la linea scanner terrestre

    I due nuovi scanner, secondo quanto dichiarato da Faro, combinano hardware potenziato, prestazioni di misurazione migliorate, scansione a colori più rapida e tecnologie di posizionamento avanzate. L’accuratezza di scansione di oggetti dichiarata dal costruttore arriva fino a 0,9 mm.

    Il modello Focus i.1 X è quello calibrato sulle applicazioni outdoor e geospaziali. Integra un ricevitore GNSS/RTK montabile, che supporta la georeferenziazione dei dati acquisiti in campo, e una portata di scansione dichiarata di 400 metri. Le due dotazioni definiscono lo scenario d’uso della versione X, orientata ai rilievi che si svolgono all’aperto e richiedono riferimenti posizionali.

    Sphere XG e distribuzione a abbonamento

    Per la collaborazione basata su cloud, entrambi gli scanner si collegano a Faro Sphere XG, la piattaforma di digital reality dell’azienda. L’elaborazione dei dati e la pulizia assistita dall’intelligenza artificiale passano invece dal software Scene, che viene proposto con un nuovo modello a abbonamento: una scelta che determina anche le condizioni di accesso alle funzioni di processing della gamma.

    Rovi i.1: il reality capture mobile

    Il Rovi i.1 è uno scanner laser mobile proposto in un pacchetto unico che comprende il dispositivo di acquisizione e l’abbonamento al software. L’obiettivo dichiarato è portare il digital reality a un pubblico più ampio, con una formula che Faro descrive come di semplice utilizzo e accessibile in termini di costi. L’abbinamento tra strumento e software in un’unica soluzione è pensato per facilitare l’approccio alla tecnologia di acquisizione mobile. Con questa offerta, la copertura del produttore si estende dal rilievo terrestre all’acquisizione in movimento.

    Il flusso di lavoro previsto collega tre passaggi: l’acquisizione dei dati con lo scanner mobile Rovi i.1, l’elaborazione nella piattaforma Sphere XG e l’analisi dei progetti con Scene.

    Scene 2027: tempi di elaborazione e filtro AI

    In parallelo ai nuovi scanner, Faro ha rilasciato Scene 2027, un aggiornamento importante del software di elaborazione desktop. La società dichiara che, sui progetti di grandi dimensioni, i tempi di generazione delle nuvole di punti di progetto passano da ore a minuti. La nuova versione introduce inoltre un filtro basato sull’intelligenza artificiale progettato per rimuovere dai dati i riflessi generati da superfici vetrate e specchianti.

    L’annuncio non riporta indicazioni su prezzi, disponibilità e date di commercializzazione dei nuovi prodotti.

  • XGrids presenta Lixel L3, il nuovo scanner spaziale 3D per la mappatura digitale in tempo reale

    XGrids ha presentato il Lixel L3, uno scanner spaziale portatile che integra in un unico sistema LiDAR, imaging a vero colore, posizionamento RTK (Real-Time Kinematic) e un display incorporato. Secondo il produttore, il dispositivo acquisisce in un solo flusso di lavoro nuvole di punti a vero colore, mesh dettagliate e modelli fotorealistici basati su 3D Gaussian Splatting (3DGS): tre tipologie di output che trovano collocazione diretta nei flussi professionali di rilievo e modellazione, dove il formato proprietario LCC2 generato dallo scanner è ormai importabile in Revit e SketchUp.

    Accuratezza e copertura dichiarate

    Le prestazioni metriche indicate da XGrids per il L3 riguardano due livelli distinti:

    • accuratezza relativa pari a 5 mm, che l’azienda dichiara come validata;
    • accuratezza assoluta in tempo reale pari a 2,5 cm.

    Sul piano della produttività, l’azienda stima una copertura di circa 100 metri quadrati in 10 minuti quando l’acquisizione comprende congiuntamente i dati ad alta accuratezza e i modelli fotorealistici 3D. Si tratta di valori dichiarati dal produttore, riferiti allo scenario operativo descritto dalla stessa azienda.

    Stabilità della scansione e imaging

    La localizzazione durante l’acquisizione si basa su un sistema SLAM integrato, affiancato dalla localizzazione assistita dalla visione e da un’ottimizzazione del livellamento. L’insieme è dichiarato finalizzato a mantenere la stabilità della scansione e a limitare il drift accumulato nelle sessioni di scansione più lunghe.

    L’imaging a vero colore è affidato a un sensore CMOS da 1/1,3 pollici con acquisizione 4K HDR, progettato per restituire colore, gamma dinamica e dettaglio delle superfici.

    Operatività in campo

    Il display integrato da 4,3 pollici mostra durante il lavoro lo stato della scansione, la traiettoria seguita e la copertura effettuata. La funzione di map fusion consente di allineare tra loro più scansioni senza punti di controllo preimpostati.

    In fase di esportazione sono disponibili strumenti dedicati alla privacy, che applicano una sfocatura automatica ai volti e alle targhe dei veicoli presenti nei dati.

    Integrazione con Revit, SketchUp e 3ds Max

    XGrids colloca il L3 nel contesto della crescente adozione dei gaussian splats nei flussi di lavoro professionali: Autodesk ha introdotto funzionalità 3DGS in 3ds Max e Trimble ha fatto lo stesso in SketchUp. L’azienda dichiara inoltre che il proprio formato proprietario LCC2 può ora essere importato in Revit e SketchUp, creando un collegamento diretto tra l’acquisizione in campo e i modelli sviluppati su queste piattaforme.

    Per gli studi tecnici che combinano rilievo e modellazione, il dispositivo si presenta quindi come uno strumento di acquisizione multiplo: dalla stessa sessione di scansione derivano la nuvola di punti a vero colore, la mesh e il modello 3DGS, con un percorso di importazione dichiarato verso i due ambienti BIM e di modellazione più diffusi tra quelli citati.

    Le prestazioni indicate e la compatibilità del formato LCC2 restano affermazioni del produttore e non verifiche indipendenti.

  • Panasonic lancia lo scanner Lidar da 12.600 dollari

    Panasonic ha presentato @mapper, uno scanner laser portatile per la mappatura di ambienti interni concepito per ridurre tempi e costi nella creazione di modelli 3D di edifici esistenti. Il sistema si basa su un sensore di tipo Lidar con portata indicata fino a 60 metri, abbinato a un tablet per la visualizzazione dei dati acquisiti: l’operatore raccoglie la geometria degli spazi percorrendoli a piedi, senza i montaggi statici ripetuti tipici degli scanner terrestri su treppiede. La commercializzazione è prevista per fine gennaio 2026, al prezzo indicativo di 2 milioni di yen per unità, equivalente a circa 12.600 dollari.

    Acquisizione continua in movimento

    Il principio operativo si discosta da quello dei rilievi convenzionali: mentre l’operatore si sposta all’interno dell’edificio, lo scanner registra in continuo la geometria spaziale e compone progressivamente una mappa tridimensionale dell’ambiente. Panasonic dichiara che una superficie di circa 5.000 metri quadrati può essere mappata in circa un’ora di camminata, contro la mezza giornata o più tipicamente necessaria con i flussi di lavoro tradizionali, che impongono di fermarsi e riposizionare l’apparecchiatura ogni 10-20 metri.

    Posizionamento di prezzo

    Panasonic presenta il listino previsto come pari a circa un quisto del costo delle apparecchiature professionali di scansione standard. Un termine di paragone più calibrato è tuttavia quello con il Leica BLK360 e con alcuni scanner SLAM, che si collocano intorno ai 20.000 dollari: una fascia di mercato con cui @mapper si trova a competere più direttamente che con i sistemi terrestri di fascia alta.

    Il problema della documentazione as-built

    Il target indicato sono in primo luogo i proprietari e i gestori di strutture industriali. In fabbriche datate, ospedali e immobili commerciali, le condizioni reali divergono spesso in modo sostanziale dagli elaborati originali, quando questi esistono. La costruzione di un modello digitale utilizzabile è in genere un prerequisito per interventi di ristrutturazione, retrofit o riorganizzazione degli spazi, ma viene frequentemente rimandata o omessa a causa dei costi e delle interferenze operative associate ai rilievi completi con scansione laser.

    Riducendo la barriera all’acquisizione degli interni, il dispositivo punta implicitamente a quel divario documentale: rilievi rapidi e più economici rendono più sostenibile mantenere aggiornati i modelli digitali delle strutture e generare le basi per progetti di adeguamento e riuso. Panasonic segnala anche possibili applicazioni nel campo della tutela e della conservazione, dove una documentazione rapida e non invasiva può supportare gli interventi di preservazione.

    Specifiche e interoperabilità non ancora definite

    Al momento mancano specifiche tecniche dettagliate su accuratezza, risoluzione, andamento della deriva e formati di output, e non è stato chiarito come i dati prodotti da @mapper potranno essere esportati verso ambienti CAD o BIM. Per i professionisti del settore AEC, questi elementi saranno determinanti per stabilire se il dispositivo è adatto a una documentazione di livello progettuale o se va interpretato come strumento di acquisizione rapida per visualizzazione, pianificazione e inventario patrimoniale.

    Prospettive

    Oltre all’impiego come strumento di documentazione degli edifici, la tecnologia di base ha implicazioni più ampie: i sensori lidar a basso costo sono componenti centrali nella robotica mobile e nei sistemi autonomi, e i miglioramenti nel rapporto prezzo-prestazioni dei lidar compatti potranno produrre ricadute al di fuori della mappatura di edifici.

    La domanda chiave resta se le dichiarazioni di Panasonic su velocità, costo e copertura si tradurranno in una qualità dei dati adeguata ai flussi di lavoro reali di progettazione e retrofit. In caso positivo, @mapper potrebbe occupare uno spazio intermedio emergente tra le telecamere a profondità di fascia consumer e gli scanner terrestri laser professionali di fascia alta.

  • Emeset lancia lo scanner SLAM ad alta precisione: novità per la mappatura 3D professionale

    Emesent lancia il GX1: SLAM, RTK e imagery 360 gradi in un unico scanner mobile

    Emesent ha presentato il GX1, uno scanner mobile che integra in un’unica unità portatile o da zaino la navigazione SLAM, il georeferenziamento RTK e l’acquisizione di immagini a 360 gradi. L’azienda dichiara una accuratezza di 5-10 millimetri e posiziona il prodotto come il primo scanner mobile basato su SLAM a offrire, secondo la sua definizione, una precisione da rilievo topografico mantenendo le velocità tipiche della scansione mobile.

    Il tema è rilevante per i tecnici del settore costruzioni perché, se confermato in campo, sposta lo scanner mobile SLAM dal perimetro della documentazione di asset e ispezione visiva a quello del rilievo topografico di precisione, storicamente dominato da stazioni totali e scanner terrestri statici.

    Architettura del sistema

    Il GX1 incorpora l’algoritmo SLAM proprietario di Emesent, sviluppato originariamente per lo scanner drone Hovermap e collaudato in ambienti sotterranei privi di segnale GPS. A questo si aggiungono il georeferenziamento RTK integrato e il monitoraggio della qualità in tempo reale.

    Il dispositivo supporta quattro modalità di schieramento: zaino, astina di rilievo, montaggio su veicolo e uso a mano. Quattro fotocamere da venti megapixel acquisiscono imagery panoramico, mentre le batterie integrate eliminano la gestione dei cavi in campo.

    Georeferenziamento flessibile

    Il georeferenziamento dei dati può avvenire con RTK direttamente sul campo oppure applicando punti di controllo a terra in post-processing. Secondo l’azienda, questa doppia via offre flessibilità quando le condizioni RTK in campo si rivelano inaffidabili.

    Applicazioni previste

    Emesent posiziona il GX1 per rilievi topografici, rilievi stradali, applicazioni scan-to-BIM e monitoraggio dell’avanzamento dei cantieri. L’azienda sostiene che il sistema sia abbastanza semplice da poter essere messo in opera da geometri junior nell’arco di pochi giorni, in risposta alla carenza di professionisti del rilievo che essa stesso individua nel settore.

    Il software di processing Aura genera, secondo quanto dichiarato, rapidi report di validazione dell’accuratezza, che consentono di verificare i risultati senza tornare in cantiere.

    Posizionamento di mercato e verifiche da completare

    Sul piano competitivo, il GX1 si colloca verosimilmente a fronte degli scanner SLAM portatili di fascia alta, come il BLK2GO di Leica e la serie ZEB di GeoSLAM, ma i valori di accuratezza dichiarati avvicinerebbero il prodotto alle tolleranze tipiche della scansione terrestre statica. L’azienda afferma che l’accuratezza sia stata validata in modo indipendente, senza però specificare da chi né in quali condizioni.

    “Con l’introduzione del GX1 abbiamo risposto alla richiesta che sentiamo echeggiare nel settore del rilievo: porre fine al tiro alla fune tra velocità e accuratezza”, ha dichiarato Stefan Hrabar, chief strategy officer e cofondatore di Emesent. “Mettendo la potenza dello SLAM nelle mani del geometra quotidiano, il GX1 alza l’asticella dell’accuratezza della scansione mobile e tiene in orizzonte i progetti critici.”

    Il passaggio degli sistemi SLAM a tolleranze da rilievo di precisione costituirebbe un cambio significativo di posizionamento di mercato. Restano però da dimostrare, in fase di impiego operativo, la consistenza delle tolleranze dichiarate su condizioni di cantiere variabili e la loro idoneità ai requisiti di validazione degli enti regolatori del rilievo.

    Il prezzo del GX1 non è stato comunicato. I sistemi SLAM portatili concorrenti si collocano tipicamente in un intervallo tra 15.000 e 40.000 sterline, a seconda della configurazione e delle licenze software.

  • Topcon CR-S1: lanciato il nuovo scanner manuale portatile

    Topcon Positioning Systems ha presentato il CR-S1, un sistema di scansione portatile che combina in un unico dispositivo un sensore LiDAR, fotocamere panoramiche, telecamere per SLAM visivo e un’antenna GNSS. Lo strumento è destinato in via prioritaria al rilievo e al settore delle costruzioni e opera all’interno di un workflow connesso che ha nel software Collage, l’ecosistema Topcon per la gestione di grandi volumi di dati, il proprio hub centrale.

    Architettura multisensore ed evoluzione della gamma

    L’architettura dello strumento integra LiDAR, fotocamere panoramiche, telecamere per SLAM visivo e antenna GNSS: i dati prodotti dai diversi sensori confluiscono nell’ecosistema Collage, che ne costituisce l’hub di gestione.

    Rispetto al CR-S2, il modello precedente della gamma, il CR-S1 offre nuvole di punti più dense, una portata di scansione più estesa e un imaging panoramico migliorato.

    La catena software: da Magnet Flow a Collage Web

    Il supporto software si articola su tre componenti:

    • Magnet Flow, per dispositivi Android e iOS;
    • Magnet Bridge, per l’elaborazione desktop dei dati SLAM;
    • Collage Web, piattaforma cloud per la visualizzazione, l’esplorazione e la condivisione di nuvole di punti 3D direttamente nel browser.

    Tramite l’applicazione desktop Collage Cloud Connector i progetti possono essere sincronizzati con Collage Web: Topcon descrive questo passaggio come un’integrazione fluida con i software Autodesk e ClearEdge3D.

    Per aumentare l’accuratezza del posizionamento, il CR-S1 può inoltre collegarsi a Topnet Live, il servizio di correzioni RTK GNSS dell’azienda.

    Sul ruolo dell’ecosistema dati, Ron Oberlander, responsabile della Topcon Geomatics Platform, ha dichiarato:

    “Con Collage che funge da hub centrale dei dati, supportando input provenienti da sensori differenti, gli utenti possono ottenere informazioni accurate e dettagliate per il processo decisionale.”

    Modalità operative e campi applicativi

    Le opzioni di montaggio coprono differenti scenari di acquisizione: configurazioni a zaino e a zaino frontale per lavorare a mani libere con il carico supportato durante la marcia, impiego su asta da rover e, tramite un apposito adattatore, montaggio su veicolo per il mobile mapping.

    Il sistema è pensato principalmente per il rilievo e le costruzioni; Topcon lo indica inoltre come adatto a rilievi del territorio, rilievo e modellazione di gallerie, analisi forestale, operazioni minerarie, mappatura delle reti di servizio e ispezione di linee elettriche.

    In merito all’orientamento della gamma, Oberlander ha aggiunto:

    “I clienti cercano flessibilità e flussi di lavoro efficienti, e il nostro portafoglio di scanner e il software sono progettati per rispondere a queste esigenze attraverso processi semplificati, integrazioni aperte e compatibilità con flotte miste.”

    In sintesi, il CR-S1 estende la gamma di scanner portatili di Topcon con un’architettura multisensore in unico dispositivo e una catena software che va dall’app in campo all’elaborazione desktop, fino alla visualizzazione e condivisione cloud delle nuvole di punti tramite Collage Web.

  • AuraGO di Q3D Sensing: la nuova soluzione presentata da AEC Magazine

    Q3D Sensing prepara il lancio di AuraGO, un sensore add-on dotato di tecnologia LiDAR che si aggancia direttamente a smartphone e tablet e li trasforma in uno strumento di reality capture. Il rilascio è previsto per il secondo trimestre. Il dispositivo si inserisce nei processi di digitalizzazione del costruito: consente di acquisire dati di scansione tridimensionale direttamente in campo, con un’estensione di copertura che il produttore dichiara pari a cento volte quella ottenibile con il LiDAR integrato nei dispositivi mobili.

    Dimensioni e caratteristiche operative

    AuraGO misura 71 × 71 × 49 mm e pesa 250 g. Il campo di lavoro dichiarato va da 0,5 a 30 m, con un campo visivo di 70° × 45°. L’alimentazione è fornita dallo smartphone al quale il sensore è collegato oppure, in alternativa, da una batteria esterna.

    Caratteristica Valore
    Dimensioni 71 × 71 × 49 mm
    Peso 250 g
    Campo di lavoro da 0,5 a 30 m
    Campo visivo 70° × 45°
    Alimentazione smartphone o batteria esterna

    Accuratezza dichiarata e scenari di acquisizione

    Q3D Sensing dichiara per AuraGO accuratezza e precisione a livello centimetrico, oltre a una copertura d’area a lungo raggio cento volte superiore a quella del LiDAR incorporato negli smartphone. Si tratta di specifiche dichiarate dal produttore e non di misure verificate indipendentemente.

    Tra gli impieghi indicati rientrano l’acquisizione di interi piani, di corridoi lunghi, di scene di incidenti e di strutture all’aperto, con la possibilità di ricondurre più ambienti in un’unica scena coordinata. Questo aspetto è rilevante per chi deve documentare stati di fatto su superfici estese senza frazionare l’acquisizione in scene separate da ricomporre successivamente.

    Software di acquisizione e formati di scambio

    Il sensore opera con l’app Q3D Scan, sviluppata in collaborazione con DotProduct, azienda autrice di Dot3D, software maturo per il reality capture 3D. L’app copre l’intera sequenza operativa: acquisizione dei dati, elaborazione ed esportazione.

    Sul fronte dell’interoperabilità, Q3D Scan esporta nei formati standard di settore DP, E57, LAS, LAZ, PTS, PLY, PTX e PTG. L’app si integra inoltre, secondo quanto dichiarato, pienamente con l’ecosistema Dot3D. La disponibilità di formati di scambio consolidati rende i dati acquisiti utilizzabili anche al di fuori dell’ambiente di elaborazione proprietario.

    Compatibilità, disponibilità e prezzo

    Il sensore è attualmente compatibile con iPhone Pro e iPad Pro basati su iOS. Il supporto ai dispositivi Android e Windows è previsto per una fase successiva. AuraGO è già disponibile in preordine al prezzo di 3.990 dollari.

    Per i tecnici del settore, gli elementi distintivi del prodotto sono la combinazione tra ingombro contenuto, alimentazione dal dispositivo mobile ed esportazione in formati standard. Le prestazioni indicate, trattandosi di valori comunicati dal produttore, dovranno essere confermate dall’uso operativo nelle condizioni reali di rilievo.

  • Intel punta a costruire la fiducia nelle GPU professionali

    Intel ha ampliato in modo significativo il proprio programma di certificazione ISV per la grafica professionale, estendendolo fino alle GPU integrate dei propri processori. Un passo che tocca da vicino chi lavora con CAD, BIM e software di simulazione su workstation mobili, dove la scelta tra grafica integrata e GPU dedicata è sempre stata dominata dalla copertura delle certificazioni software.

    Il perimetro delle certificazioni ISV

    Il programma copre le principali applicazioni professionali del settore: Autodesk (AutoCAD, Inventor, Fusion e 3ds Max), Ansys (Discovery, Fluent, Mechanical e molte altre), Bentley Systems (MicroStation, LumenRT e iTwin Capture Modeler), Dassault Systèmes (Solidworks), Nemetschek (Vectorworks), PTC (Creo) e Siemens (NX e Solid Edge).

    Per le applicazioni prive di una certificazione ISV ufficiale, Intel ha introdotto un proprio programma di validazione, che comprende software come Chaos Enscape, Chaos Vantage, D5 Render, Autodesk Revit, Blender, Unreal Engine e Twinmotion, oltre ad altri.

    Il contesto: la svolta di Dell con la Pro Precision 5S

    Lo scorso mese Dell ha lanciato il Dell Pro Precision 5S, la prima workstation mobile di un grande OEM che si basa esclusivamente sulla grafica integrata Intel, senza la possibilità di configurare una GPU dedicata Nvidia. Una scelta che presuppone una fiducia maturata nella qualità dei driver professionali e nelle certificazioni ottenute.

    Perché la certificazione ISV resta decisiva

    La certificazione ISV continua a essere un elemento centrale per la grafica professionale. Per molti clienti, in particolare le aziende di progettazione e ingegneria di grandi dimensioni, offre la garanzia che il software funzioni in modo affidabile e sia pienamente supportato nei flussi di lavoro di produzione.

    Storicamente, il programma ISV di Intel per la grafica era relativamente limitato. Per questo motivo, gli utenti seri di software CAD, BIM e di simulazione tendevano a specificare workstation mobili con GPU dedicate Nvidia, che offrono una copertura di certificazione molto più ampia.

    L’arrivo delle GPU desktop discrete Intel Arc Pro nel 2022 ha segnato un punto di svolta, spingendo Intel a investire in modo molto più consistente nella validazione dei driver professionali e nelle relazioni con gli ISV. Ciò che resulta interessante ora è come questo investimento stia scendendo fino alla grafica integrata: con Dell diventata il primo grande OEM a offrire una workstation mobile basata su Intel configurata solo con grafica integrata, si registra un cambiamento di fiducia significativo. Non si tratta solo di prestazioni grezze migliorate delle GPU integrate Intel, ma della loro capacità di soddisfare i requisiti di certificazione ISV e di garantire prestazioni affidabili nei flussi di lavoro CAD e BIM mainstream.

    Il confronto con la strada tracciata da AMD

    AMD ha già collezionato considerevoli successi in questo ambito. Tutti i principali OEM di workstation offrono oggi workstation mobili basate su AMD in cui la grafica integrata Radeon è l’unica opzione. Dalle prove condotte su workstation mobili basate su AMD, come l’HP ZBook Ultra G1a o il Lenovo ThinkPad P14s, la grafica integrata AMD offre potenza di elaborazione più che sufficiente per le attività CAD e BIM quotidiane.

    Restano però sfide diverse per i due produttori. Per AMD, la difficoltà riguarda principalmente la comunicazione ai clienti del fatto che molti flussi di lavoro mainstream non richiedono più una GPU dedicata. Intel affronta invece un ostacolo diverso: la fiducia. A differenza di Nvidia e AMD, Intel non dispone di un pedigree di lunga data nella grafica professionale per workstation, quindi deve fare più che informare il mercato: deve dimostrare la propria credibilità nei flussi di lavoro di produzione reali.

  • Rilievi GNSS senza confini: Analist Group amplia le possibilità di misura con TruePoint.CM

    Due centimetri RMS in orizzontale e tre in verticale: con questi valori TruePoint.CM eroga le correzioni RTK destinate al posizionamento GNSS ad alta precisione. Il servizio, distribuito da Analist Group in qualità di rivenditore ufficiale, resta attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e dichiara una disponibilità superiore al 99,9%. Numeri che delimitano il profilo tecnico dell’offerta: correzioni centimetriche in tempo reale, erogate in continuità e pensate per affiancare le reti GNSS già compatibili con lo strumento in uso, a cominciare dal ricevitore ProTRACK.

    ProTRACK e TruePoint.CM: correzioni RTK senza cambiare metodo

    Chi lavora con ProTRACK parte da una condizione favorevole. Il ricevitore GNSS RTK di Analist Group è già predisposto per la connessione NTRIP, il protocollo con cui i dati di correzione vengono trasportati via internet fino allo strumento. TruePoint.CM supporta NTRIP 1.0 e NTRIP 2.0 e si appoggia a un Network RTK di tipo VRS, cioè a un’architettura basata su stazioni di riferimento virtuali.

    La combinazione non introduce un nuovo modo di operare. Il flusso resta quello consolidato: ProTRACK continua a essere lo strumento con cui si misura sul campo, mentre TruePoint.CM rappresenta la fonte da cui arrivano le correzioni necessarie al posizionamento di precisione. Sul piano architetturale i ruoli restano distinti, e questo consente di aggiungere un servizio di correzione senza rinegoziare l’intera metodologia di lavoro.

    Continuità di servizio con disponibilità oltre il 99,9%

    Il secondo parametro che qualifica il servizio è la continuità. Le correzioni vengono erogate 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con una disponibilità dichiarata superiore al 99,9%. Per chi pianifica campagne di misura il dato non è marginale: la finestra operativa coincide con l’intero arco della giornata e la probabilità di trovare il servizio attivo resta elevata anche su orizzonti lunghi. Una caratteristica che pesa quando le sessioni di rilievo sono già programmate e non possono dipendere da finestre di manutenzione prevedibili.

    Dalla topografia ai droni: gli ambiti d’uso

    TruePoint.CM nasce come servizio di posizionamento ad alta precisione con un orizzonte applicativo ampio. Il surveying resta l’ambito principale, ma tra gli impieghi previsti compaiono anche i droni, l’agricoltura di precisione, la robotica e i sistemi di posizionamento avanzato. Per gli utilizzatori di ProTRACK la traduzione pratica è diretta: le correzioni RTK vengono recepite direttamente sul campo, dove la misura viene condotta, restando a disposizione del professionista in tutti i contesti elencati.

    Copertura estesa oltre il territorio nazionale

    Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda: sono i territori coperti dal servizio. Un’estensione che supera la scala locale o regionale e che assume rilievo quando il lavoro non coincide con una sola area operativa. Chi si trova a svolgere attività in zone diverse, anche fuori dall’Italia, conserva lo stesso ricevitore e fa riferimento a un servizio di correzione attivo su un perimetro geografico molto ampio. Il vantaggio è di natura organizzativa: nessuna modifica alla dotazione strumentale quando cambia il contesto di lavoro.

    Licenza mensile o annuale secondo l’intensità d’uso

    L’acquisto segue la logica dell’impiego. La licenza mensile è pensata per chi utilizza ProTRACK su lavori circoscritti o in specifici periodi dell’anno, attivando il servizio solo quando serve. La licenza annuale si adatta a un uso continuativo lungo l’intero anno. Due formule che permettono di calibrare la sottoscrizione sulle esigenze reali del professionista, senza vincoli rigidi legati a un’unica modalità di fruizione.

    Con l’ingresso di TruePoint.CM nel catalogo, Analist Group estende la propria offerta dedicata al rilievo GNSS professionale. Ricevitore e servizio di correzione passano dallo stesso interlocutore: un assetto che semplifica la gestione dei riferimenti e lascia al professionista la scelta del servizio più adatto al contesto in cui lavora.