McKinsey e Alice Technologies annunciano un’alleanza strategica nel settore delle costruzioni

McKinsey e Alice Technologies hanno formalizzato un’alleanza commerciale dedicata alla pianificazione generativa (generative scheduling) di grandi progetti di capitale. La collaborazione, presentata come scheduling abilitato da AI e analisi avanzate applicato alla consegna dei progetti, si fonda su circa cinque anni di lavori congiunti presso clienti nei settori infrastrutture, data center, energia, mining e manifattura.

Risultati dichiarati

L’approccio è stato finora applicato presso più di 35 clienti. McKinsey indica riduzioni dei tempi di programma fino al 20 percento. In un caso documentato, relativo a un operatore globale di data center, la riduzione è stata di circa il 40 percento rispetto al programma di costruzione di base, ottenuta semplificando la logica del programma e ottimizzando sequenziamento e allocazione delle risorse su più di 13 inefficienze identificate.

Come funziona la piattaforma

Il fondamento tecnico della piattaforma di Alice Technologies è un modello di esecuzione parametrico che acquisisce dati BIM e programmazioni Primavera P6 per simulare milioni di combinazioni di sequenziamento e caricamento delle risorse. Manodopera, attrezzature, materiali, vincoli spaziali e sequenza sono trattati come variabili regolabili: i planner possono così valutare i trade-off tra costo, durata e rischio senza vinolarsi a un unico programma deterministico.

L’approccio si distingue dallo scheduling a percorso critico convenzionale perché genera e ordina le alternative, invece di richiedere ai pianificatori di costruire gli scenari manualmente.

Il ruolo di McKinsey

Il contributo della società di consulenza riguarda l’inserimento dello strumento in un sistema più ampio di project controls e nelle modifiche al modello operativo, una distinzione che la stessa McKinsey sottolinea per circoscrivere il perimetro delle affermazioni di performance. Mark Pitcher, partner della Capital Excellence Practice di McKinsey, ha osservato che “costruire programmi più robusti, guidati dall’analisi, è un’opportunità critica per il settore”. Il commento pubblicato dalla società avverte tuttavia che un miglioramento duraturo richiede lo sviluppo di capacità interne e l’integrazione con i processi di pianificazione esistenti, non il solo deploy del software.

Contesto e limiti

L’alleanza si inserisce in un andamento più generale della consulenza sui progetti di capitale, in cui le società di consulenza affiancano alle offerte metodologiche tradizionali partnership tecnologiche strutturate. Il settore delle costruzioni storicamente resta indietro rispetto ad altre industrie nel miglioramento della produttività e gli sforamenti di tempi e costi sui grandi programmi costituiscono un problema persistente: è questo il contesto del crescente interesse per gli strumenti di pianificazione basati su simulazione.

I vincoli pratici della pianificazione generativa su larga scala – qualità dei dati richiesti, fedeltà del modello, cambiamento organizzativo necessario per agire sugli output – implicano che i risultati possano variare sensibilmente in base al tipo di progetto e alla maturità del committente. McKinsey tiene conto di questi fattori inquadrando l’alleanza come proposta congiunta di tecnologia e modello operativo, non come offerta solo software. La misura in cui gli esiti documentati presso i clienti saranno replicabili su un portafoglio più ampio resta da accertare man mano che il deployment si estende.

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