Senza dover dimostrare un’esperienza professionale triennale si potrà accedere all’albo degli esperti catastrofali: lo stabilisce il decreto Pa, il Dl 144 del 2026 approvato il 28 settembre alla Camera, che ora passa al Senato in vista della conversione fissata al 6 ottobre. Il provvedimento tocca anche i Campi Flegrei, con un’interpretazione autentica sullo stato legittimo dei condomìni danneggiati e con stanziamenti ampliati per le famiglie, e ridisegna alcuni meccanismi della ricostruzione post sisma 2016, compresi i poteri del commissario straordinario verso professionisti e imprese inadempienti.
È disponibile in PDF il testo approvato alla Camera.
Albo degli esperti catastrofali, accesso facilitato per i tecnici
L’albo, istituito presso Consap dal Dl 25 del 2026, serve alla valutazione dei danni agli immobili assicurati colpiti da eventi catastrofali: sismi, alluvioni, inondazioni ed esondazioni, frane, sprofondamenti, voragini, attività vulcaniche, maremoti, mareggiate, trombe d’aria e fenomeni climatici estremi. L’iscrizione diventerà obbligatoria dal 1° gennaio 2027, salvo anticipo disposto dal decreto del ministero dell’Economia che, in concerto con gli altri ministeri interessati, definirà le regole di funzionamento della lista.
Nella prima applicazione, e fino al 1° aprile 2028, potevano iscriversi i tecnici diplomati e laureati in possesso degli altri requisiti, di un’adeguata capacità professionale e di un’esperienza comprovata, di almeno tre anni, nell’accertamento e nella valutazione dei danni. Il Dl Pa conserva la finestra temporale ma elimina il requisito dell’esperienza per i professionisti iscritti negli albi degli ordini e collegi cui sono attribuite competenze tecniche nell’accertamento e nella stima dei danni ai beni immobili.
Campi Flegrei, stato legittimo nei condomìni e risorse ampliate
Sui condomìni danneggiati dai sismi flegrei interviene un’interpretazione autentica dello stato legittimo: per le parti comuni rileva la conformità dell’edificio d’insieme, mentre restano irrilevanti le difformità e i lievi abusi interni alle singole unità. Una precisazione che toglie a irregolarità marginali di singoli appartamenti il peso di condizionare gli interventi sulle parti comuni.
Sul versante economico, il contributo di autonoma sistemazione per i nuclei familiari la cui abitazione principale risulta inagibile o sgomberata per le verifiche di agibilità passa da 6 milioni e 375mila a 16 milioni e 610mila euro nel biennio 2026-2027. L’erogazione, riferita ai terremoti del 31 luglio e del 1° agosto, va da 400 a 900 euro secondo la numerosità del nucleo e cresce di 200 euro in presenza di persone oltre i 65 anni o con disabilità pari almeno al 67% di invalidità.
Per la riparazione dei danni e la riqualificazione sismica delle prime case sono stanziati 100 milioni di euro tra il 2026 e il 2027. Le modalità di presentazione delle domande saranno fissate con delibere di giunta dai comuni interessati entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto, ossia entro il 7 settembre 2026. Ai sismi compresi tra maggio e settembre 2025 e all’evento del 21 maggio 2026 vengono estesi i contributi per il ripristino e la riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio, mentre al 31 dicembre 2027 è prorogata l’erogazione dei contributi per l’autonoma sistemazione dei nuclei sgomberati per gli eventi sismici pregressi. A Bacoli e Pozzuoli arrivano 1 milione nel 2026 e 1,5 milioni nel 2027 per il ripristino dei servizi pubblici e la funzionalità delle infrastrutture strategiche.
Sae ai Comuni, le obiezioni di architetti, ingegneri e geometri
Il trasferimento a titolo gratuito ai Comuni delle Soluzioni abitative di emergenza e delle strutture temporanee nate dopo i terremoti del Centro Italia ha sollevato riserve da parte dei Consigli nazionali di architetti e ingegneri e del Collegio nazionale dei geometri, auditi presso le commissioni Bilancio e Ambiente della Camera. Nella memoria depositata in occasione dell’audizione i Consigli osservano:
«Molte delle Sae sorgono su terreni privati occupati in via d’urgenza nel 2016 per le quali verosimilmente ad oggi, non è stato concluso il formale decreto di esproprio. I tecnici incaricati non possono redigere tipi di frazionamento Pregeo o schede Docfa intestate all’Ente senza certezza dei confini e titolo di proprietà perfezionato o specifico mandato abilitativo della proprietà».
Appare inoltre fuori portata, nei piccoli enti con organici ridottissimi, il termine di sei mesi assegnato ai Comuni per l’aggiornamento catastale e i rilievi plano-volumetrici dei complessi di prefabbricati. Sulla manutenzione la valutazione è severa: manufatti nati per fronteggiare l’emergenza non assicurano a lungo termine i requisiti prestazionali energetici e sismici richiesti a un insediamento stabile, e i Comuni non possono accollarsene da soli la gestione. La proposta congiunta è subordinare l’accatastamento a un provvedimento formale del Capo del dipartimento della Protezione civile, da adottare entro 60 giorni, che individui le strutture da cedere e autorizzi i Comuni a intervenire in surroga catastale anche sulle aree occupate non ancora liquidate.
Elenco speciale della ricostruzione, cancellazione per carenze professionali
Un nuovo comma aggiunto all’articolo 34 del Dl 189 del 2016 affida al commissario straordinario il potere di cancellare dall’elenco speciale i professionisti che nell’esecuzione di un precedente contratto di progettazione, di direzione dei lavori o di altre prestazioni tecniche abbiano dimostrato carenze significative o persistenti. La cancellazione diventa concreta quando le carenze emerse in un incarico abbiano causato la risoluzione del contratto per inadempimento, la violazione dei termini di inizio e fine lavori oppure una condanna al risarcimento del danno o sanzioni comparabili, riconducibili a inadempienze particolarmente gravi o reiterate al punto da indicare una persistente inadempienza professionale.
Sarà un’ordinanza del commissario a definire i criteri per individuare carenze e gravi inadempimenti. Un provvedimento analogo riguarda le imprese da depennare dall’Anagrafe in caso di gravi inadempienze nei lavori di riparazione o ricostruzione, pubblica o privata.
Ischia, sicurezza nei cantieri e monitoraggio della manodopera
Le possibilità del commissario straordinario di adottare misure per il controllo e la sicurezza nei cantieri valgono ora anche per la ricostruzione post terremoto 2017 e post alluvione 2022 ad Ischia. Tra gli strumenti previsti, il monitoraggio dei flussi della manodopera, anche tramite tecnologie innovative a carico delle imprese, oltre alla comunicazione e allo scambio di informazioni con autorità, enti pubblici, parti sociali e datori di lavoro.
Centro Italia, progettazione finanziata subito e gestione prorogata al 2029
Per assicurare la prosecuzione della ricostruzione privata nei territori colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016, gli stanziamenti crescono di 60 milioni annui dal 2027 al 2051. In deroga alle regole di programmazione dei lavori, cioè all’obbligo di predisporre il programma triennale e l’elenco annuale, il commissario straordinario può disporre l’immediato finanziamento delle sole attività di progettazione degli interventi individuati con criteri di urgenza, indifferibilità e priorità per il funzionamento delle infrastrutture e dei servizi pubblici. La stessa disposizione si applica alle operazioni di ricostruzione di Marche e Umbria dopo i sismi del 9 novembre 2022 e del 9 marzo 2023.
La gestione straordinaria è prorogata al 31 dicembre 2029, con 59 milioni annui dal 2027 al 2029, e il decreto disciplina il passaggio al commissario delle attività e funzioni di protezione civile non suscettibili di rientro in ordinario, in vista della scadenza dello stato di emergenza. È individuato il primo cratere degli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016 nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, in favore del quale sono previste la stabilizzazione del personale degli Uffici speciali per la ricostruzione e agevolazioni fiscali per gli anni d’imposta 2027 e 2028, nel limite di 2 milioni di euro per ciascuna annualità. Le strutture d’emergenza realizzate a seguito del sisma del 2016 passano infine in proprietà, a titolo gratuito, ai comuni nei cui territori sono ubicate.
Al Senato resta l’ultimo passaggio: entro il 6 ottobre il decreto dovrà essere convertito e, con ogni probabilità, giungerà all’approvazione finale senza modifiche rispetto alla versione uscita dalla Camera.
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