Comportamento idromeccanico e prestazioni del rinforzo di argini ferroviari sottoposti a inondazioni stagionali: indagine sperimentale di laboratorio e modellazione numerica

Un fattore di sicurezza che passa da circa 1,32 a valori inferiori a 1,10 e spostamenti laterali, diretti verso il lago, fino a 0,21 m: è questa la fotografia di un argine ferroviario lacustre quando la risalita stagionale della falda lo porta a saturazione completa. A quantificare il fenomeno con prove di laboratorio e modelli numerici idromeccanici, e a verificare la risposta dell’opera a un sistema di stabilizzazione a basso costo, è uno studio pubblicato su Geotechnics (Vol. 6, pagine 10, doi: 10.3390/geotechnics6010010) da Baitak Apshikur, Temyrbay Chigambayev, Alizhan Almas, Murat Alimkulov, Bisenbay Makhanov e Yerbulan Abaikhan.

Falda in risalita e saturazione del versante a lago

Il punto di partenza è un dato di campo: sotto l’argine la falda registra innalzamenti stagionali compresi tra 2,5 e 3,0 m. In queste condizioni il versante prospiciente il lago raggiunge la saturazione completa e la resistenza degli strati di limo argilloso-sabbioso si riduce in modo significativo. È proprio questo degrado a essere messo in numeri, prima in laboratorio e poi nei modelli.

Prove di taglio: quanto pesa la saturazione

Le prove di taglio definiscono l’entità della perdita. In condizioni non sature l’angolo di attrito interno si colloca tra 24° e 26°; a saturazione completa scende a 16°-19°. La coesione efficace, inizialmente compresa tra 12 e 18 kPa, crolla a valori tra 0 e 3 kPa. La riduzione interessa quindi sia la componente attritiva sia quella coesiva della resistenza al taglio. Su questa base, l’intervallo di profondità tra 3 e 6 m viene identificato come la zona debole critica dell’argine.

Tre scenari di analisi in PLAXIS 2D e 3D

I parametri degradati alimentano modelli idromeccanici sviluppati in PLAXIS, in ambiente sia 2D sia 3D. La campagna di analisi copre tre scenari: condizioni naturali, livello idrico alto e configurazione rinforzata. Il confronto tra i tre casi consente di isolare l’effetto della saturazione e di valutare l’efficacia dell’intervento sulla medesima base numerica.

Falda alta: spostamenti in crescita e stabilità in calo

Con il livello idrico elevato gli spostamenti laterali dell’argine, orientati verso il lago, raggiungono 0,16-0,21 m. Nello stesso tempo la zona di deformazione plastica si estende di un fattore 2,4 e il fattore di sicurezza scende sotto 1,10, contro il valore di circa 1,32 delle condizioni naturali. Cinematica e stabilità descrivono lo stesso quadro: un’opera il cui margine si assottiglia fino a valori prossimi all’unità.

La stabilizzazione: sostituzione, geotessile e barriera bituminosa

L’intervento proposto agisce su tre fronti: sostituzione dello strato debole per uno spessore di 1,5 m, installazione di un rinforzo in geotessile e realizzazione di uno strato impermeabilizzante bituminoso. Nel modello la configurazione rinforzata riporta lo spostamento laterale massimo a 0,12 m, con una riduzione di circa il 43% rispetto allo scenario a falda alta, e il fattore di sicurezza nell’intervallo 1,25-1,40.

Scenario Fattore di sicurezza Spostamento laterale massimo
Condizioni naturali ≈ 1,32 n.d.
Livello idrico alto < 1,10 0,16-0,21 m
Configurazione rinforzata 1,25-1,40 0,12 m

Le barriere geosintetiche a basso costo si confermano, nel complesso dell’indagine, una soluzione efficace e di concreta applicabilità per preservare la stabilità a lungo termine di argini ferroviari esposti a inondazioni stagionali.

Per chi progetta o verifica argini soggetti a oscillazioni idriche stagionali, il valore metodologico del lavoro sta nella sequenza: caratterizzare in laboratorio i parametri degradati, alimentarne i modelli idromeccanici e quantificare, scenario per scenario, sia il degrado atteso sia il recupero di stabilità ottenibile con l’intervento.

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