Programma Nazionale Prevenzione Sismica: 285 Milioni per Verifiche e Interventi su Edifici Pubblici

Con il Decreto Ministeriale del 31 luglio 2026, è stato formalmente approvato il programma nazionale per la prevenzione sismica degli edifici pubblici. Questa iniziativa, configurata in conformità con l’articolo 1, commi 400-402, della legge 213/2023, mette a disposizione un finanziamento complessivo di 285 milioni di euro, ripartiti strategicamente nell’arco del quinquennio 2024-2028. L’obiettivo primario è tradurre la previsione di un fondo in un percorso operativo concreto, scandito da fasi di censimento, verifica, selezione degli interventi, finanziamento, monitoraggio e, se necessario, revoca delle somme.

Strategia e Finanziamento per la Sicurezza Sismica

Il programma si articola in tre linee d’azione distinte, ciascuna con una specifica dotazione finanziaria e finalità:

  • Linea 1: Verifiche di Vulnerabilità Sismica. Con una disponibilità di 35 milioni di euro, questa linea è dedicata al finanziamento delle valutazioni della sicurezza sismica sugli immobili pubblici.
  • Linea 2: Interventi di Riduzione del Rischio Sismico. La quota più significativa, pari a 221,5 milioni di euro, è destinata al finanziamento degli interventi strutturali volti a migliorare o adeguare sismicamente gli edifici.
  • Linea 3: Potenziamento della Prevenzione Strutturale. Un contributo di 28,5 milioni di euro incrementa le attività di prevenzione strutturale già finanziate dall’articolo 11 del Decreto Legge n.39 del 28 aprile 2009, convertito con modificazioni dalla legge n. 77 del 24 giugno 2009.

Le Amministrazioni centrali, rappresentate nella Cabina di coordinamento, sono i primi attori chiamati a redigere graduatorie ed elenchi degli immobili di propria competenza, per poi procedere all’individuazione dei soggetti attuatori.

Priorità degli Edifici nel Programma di Prevenzione

Il Programma definisce una gerarchia di priorità per gli interventi, basata sulla funzione critica svolta dall’immobile. È fondamentale sottolineare che tutte le linee di azione si applicano esclusivamente agli edifici di proprietà pubblica.

  • Priorità 1 – Edifici Strategici: Includono ospedali, centri di coordinamento dell’emergenza, caserme dei Vigili del fuoco, sedi istituzionali e altre strutture la cui operatività deve essere garantita anche a seguito di un evento sismico.
  • Priorità 2 – Edifici Rilevanti: Comprendono scuole, stadi, luoghi di pubblico affollamento, musei, chiese, biblioteche, archivi ed edifici monumentali, dove un eventuale collasso comporterebbe gravi conseguenze per le persone o per il patrimonio culturale.
  • Priorità 3 – Altri Edifici Pubblici: Si riferiscono a immobili che erogano servizi di pubblica utilità, ammessi a finanziamento solo in presenza di documentate condizioni di grave vulnerabilità o di rischio imminente.

Linea 1: Verifiche di Vulnerabilità Sismica e Tempi di Realizzazione

La prima linea di finanziamento, con una dotazione di 35 milioni di euro, è dedicata alle verifiche tecniche necessarie per la valutazione della sicurezza sismica, in conformità con il capitolo 8 delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) e la circolare C.S.LL.PP. n. 7/2019. L’obiettivo principale è completare le verifiche per gli edifici strategici e rilevanti, per i quali tali accertamenti sono già obbligatori secondo l’O.P.C.M. 3274/2003, supportando le amministrazioni che non vi abbiano ancora provveduto o abbiano eseguito solo verifiche parziali.

Per assicurare la confrontabilità dei risultati, è richiesta la compilazione della scheda di sintesi aggiornata alle NTC 2018, allegata all’O.C.D.P.C. 978/2023, includendo gli indicatori di rischio per i diversi stati limite. Nelle graduatorie, le amministrazioni devono privilegiare gli immobili con un indice di rischio più elevato, determinato da pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, e quelli per cui siano già disponibili rilievi e indagini. Le verifiche dovranno essere completate entro il 31 dicembre 2028. Il finanziamento associato, che include le indagini, verrà determinato attraverso costi parametrici per metro cubo e/o metro quadrato, basandosi sui parametri dell’O.P.C.M. 3362/2004, opportunamente attualizzati e modulati in funzione del livello di conoscenza previsto dalle NTC 2018.

Verifiche Sismiche per Edifici Scolastici: Un Bando Specifico

Un’iniziativa specifica nell’ambito della Linea 1 riguarda le verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici, con una dotazione di 11.545.920 euro. Gli enti locali hanno tempo fino alle ore 14:00 del 14 ottobre 2026 per presentare le proprie candidature, come stabilito dall’avviso del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 79378 del 6 ottobre 2026, che disciplina la formazione della graduatoria nazionale degli immobili da sottoporre a valutazione della sicurezza.

Linea 2: Interventi di Miglioramento e Adeguamento Sismico

La seconda linea di finanziamento, con un ammontare di 221,5 milioni di euro, è destinata a sostenere interventi di miglioramento e adeguamento sismico, come definiti al paragrafo 8.4 delle NTC 2018. Sono esclusi gli interventi locali, a meno di una motivazione esplicita supportata da valutazioni costi-benefici, così come le riparazioni di danni causati da calamità già coperte da altre risorse.

Per gli interventi di miglioramento su edifici strategici e rilevanti, è richiesto il raggiungimento di almeno il 60% del livello di sicurezza previsto per le nuove costruzioni, fatte salve le specificità normative per gli immobili tutelati dal Codice dei beni culturali. Per gli altri edifici pubblici, è necessario attestare un incremento minimo del 20% della sicurezza. Il parametro di riferimento per entrambi i casi è il rapporto ζE delle NTC 2018, calcolato prima e dopo l’esecuzione dei lavori. Qualora l’adeguamento sismico dell’edificio esistente si riveli tecnicamente ed economicamente svantaggioso, è possibile finanziare interventi di demolizione e ricostruzione, anche con delocalizzazione. Se il nuovo edificio presenta una volumetria maggiore per rispettare requisiti inderogabili, il contributo viene rimodulato in rapporto al volume preesistente, con una maggiorazione massima del 10%.

Requisiti e Criteri di Selezione degli Interventi

Per accedere ai finanziamenti della Linea 2, gli interventi devono soddisfare specifici requisiti:

  • L’edificio deve essere situato in zona sismica 1 o 2.
  • Deve essere disponibile una valutazione della sicurezza conforme alle NTC 2018, con un rapporto ζE minimo inferiore a 0,8.
  • È richiesto un progetto almeno a livello di fattibilità tecnico-economica, ai sensi del D.Lgs. 36/2023, oppure un progetto definitivo approvato dall’ente proprietario, secondo il D.Lgs. 50/2016.
  • Deve essere presentato un cronoprogramma che preveda l’ultimazione dei lavori entro il 31 dicembre 2028.

Ogni Amministrazione centrale può presentare un massimo di 20 proposte di intervento. La selezione avverrà tramite un sistema di punteggio fino a 100, che prioritariamente premierà la maggiore vulnerabilità sismica, seguita dalle criticità dovute ad azioni non sismiche, dalla classe d’uso, dal livello di progettazione, dall’integrazione con interventi di efficientamento energetico e dall’ubicazione in zona sismica 1. In caso di parità di punteggio, si darà precedenza all’edificio con il maggiore indice di affollamento e, successivamente, a quello con la maggiore pericolosità sismica del sito, misurata tramite ag con un periodo di ritorno di 475 anni.

Spese Ammissibili e Gestione Finanziaria

Le spese riconoscibili, sostenute a partire dal 1° gennaio 2024, includono:

  • Opere strutturali, oneri per la sicurezza e opere edili strettamente connesse.
  • Spese tecniche per progettazione, direzione lavori, rilievi e indagini, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, e collaudo.
  • L’IVA effettivamente sostenuta e non recuperabile.
  • Costi di demolizione, qualora l’intervento ammesso consista in demolizione e ricostruzione.

Eventuali opere non strettamente connesse, spese non ammesse e aumenti del costo complessivo resteranno a carico dell’amministrazione beneficiaria, che dovrà garantire la copertura necessaria per consegnare un’opera pienamente agibile, funzionale e fruibile. Sono finanziabili esclusivamente le spese sostenute entro il 31 dicembre 2028.

Linea 3: Consolidamento del Fondo Nazionale per la Prevenzione del Rischio Sismico

La terza linea d’azione prevede un incremento di 28,5 milioni di euro destinati al Fondo istituito dall’articolo 11 del Decreto Legge 39/2009. Queste somme si aggiungono alle risorse già previste per le diverse annualità, mantenendo invariate le regole di gestione attuali del Fondo. Criteri e tempistiche di utilizzo saranno definiti attraverso successivi provvedimenti.

Attualmente, il Piano ex articolo 11 finanzia prevalentemente studi di microzonazione sismica e analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE), oltre a interventi di riqualificazione sismica sul patrimonio pubblico strategico o rilevante. La platea territoriale beneficiaria segue le disposizioni del Fondo, concentrandosi sui Comuni con una pericolosità sismica maggiore, dove ag è almeno pari a 0,125 g.

Questo programma nazionale rappresenta un passo fondamentale per la sicurezza del patrimonio edilizio pubblico italiano, offrendo strumenti e risorse concreti per la valutazione e la mitigazione del rischio sismico. Per i professionisti del settore, la conoscenza approfondita dei criteri di ammissibilità, delle priorità e delle procedure operative diventa essenziale per supportare le amministrazioni nella pianificazione e nell’esecuzione di interventi volti a rendere i nostri edifici più resilienti. La capacità di eseguire calcoli strutturali e analisi sismiche rigorose, valutando indicatori di rischio e confrontando scenari ante e post-intervento secondo le NTC 2018, si conferma un elemento chiave per la riuscita di queste iniziative.

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