Ristrutturazione importante di primo livello, ristrutturazione importante di secondo livello, riqualificazione energetica, intervento sull’impianto termico. Quattro strade, quattro perimetri di verifica differenti. Collocare il progetto nella categoria giusta non è un adempimento formale: è ciò che determina gli obblighi da presidiare.
Eppure la richiesta che arriva più spesso in fase di progettazione suona ancora così: “quale verifica devo inserire nella Legge 10?”. È una domanda posta nell’ordine sbagliato. Prima occorre rispondere a un’altra: che cosa si sta effettivamente progettando, e quali verifiche ne discendono.
Il quadro normativo che cambia dal 3 giugno 2026
Il DM 28 ottobre 2025, applicabile dal 3 giugno 2026, aggiorna i requisiti minimi di prestazione energetica a livello nazionale. Sulla stessa linea intervengono le modifiche alla disciplina delle fonti rinnovabili introdotte dal D.Lgs. 5/2026. Due provvedimenti che toccano nuove costruzioni e ristrutturazioni, e che rendono decisivo partire dalla categoria dell’intervento per risalire alle prescrizioni applicabili.
Trasmittanza rispettata non equivale a involucro ben progettato
“Quanti centimetri di isolante devo mettere?” resta una delle domande più ricorrenti, e una delle più fuorvianti. Una parete, infatti, non è una sezione a sé: incontra solai, serramenti, pilastri, balconi e coperture, e sono proprio quegli innesti a generare i ponti termici. Un valore di trasmittanza conforme, preso isolatamente, non racconta il comportamento complessivo dell’involucro.
Nei nodi più significativi il calcolo FEM consente di ricostruire il comportamento reale del giunto e di confrontare soluzioni alternative prima della posa. La gerarchia che ne deriva è netta: un dettaglio vale quanto un materiale, e la posa è parte del progetto.
Prima il calcolo dell’edificio, poi il dimensionamento dell’impianto
Isolare significa ridurre le dispersioni, e dispersioni ridotte significano una potenza diversa da fornire per climatizzare l’edificio. Da qui una regola di sequenza: si studiano prima involucro, fabbisogni e carichi; solo dopo si scelgono generatore, distribuzione, terminali e regolazione. Dimensionare il generatore prima di aver chiuso l’involucro, infatti, espone a tarare la macchina su dispersioni destinate a cambiare. Prima si calcola l’edificio. Poi si dimensiona l’impianto.
Fonti rinnovabili: gli obblighi si accertano all’avvio
Anche i vincoli sulle fonti energetiche rinnovabili entrano nel progetto dalla prima riga. È la categoria dell’intervento a stabilire quali prescrizioni trovano applicazione, con ricadute che non si fermano alla relazione tecnica: incidono sulle scelte impiantistiche, sugli spazi tecnici da riservare e sull’integrazione tra produzione e consumi.
Vale in modo particolare per il fotovoltaico. Chiedersi quanto fotovoltaico installare prima di aver stabilito quale intervento si sta realizzando, e quali obblighi ne derivano, significa rispondere a una domanda arrivata troppo presto. L’ordine non ammette inversioni: prima l’inquadramento dell’intervento, poi la verifica degli obblighi, infine la progettazione della soluzione.
Un flusso di lavoro in nove passaggi
Soluzioni identiche per edifici diversi non esistono. Esiste però un percorso riconoscibile, che parte dallo studio dell’involucro, attraversa i ponti termici e la scelta dei materiali da costruzione, rimodula l’impianto più idoneo e ritorna al concetto di comfort. In sintesi operativa:
- definire la categoria dell’intervento;
- costruire il modello energetico;
- studiare involucro e stratigrafie;
- verificare comportamento termoigrometrico e ponti termici;
- determinare fabbisogni e carichi;
- dimensionare gli impianti;
- verificare le fonti rinnovabili;
- sviluppare i dettagli esecutivi;
- redigere la relazione tecnica.
Rispetto a un progetto pensato al contrario, cioè attorno alla pratica da far tornare, la differenza è sostanziale.
Non si progetta per far tornare una verifica, ma per garantire comfort a chi abiterà gli spazi futuri.
La Legge 10 come documento di sintesi
Impostato così, il progetto energetico è un sistema complesso e coordinato: involucro, impianti, qualità dell’aria e salubrità non sono capitoli separati, ma parti dello stesso disegno, da leggere insieme perché è l’edificio nel suo complesso a dover funzionare. In questo quadro la Legge 10 resta uno dei tasselli: raccoglie e documenta scelte già compiute attraverso calcoli, analisi e verifiche.
Ne discende anche la risposta da dare a chi chiede quanto costa una Legge 10. Il termine di confronto utile è un altro: quanto vale progettare correttamente l’intero sistema edificio-impianto.
Per chi sta costruendo o ristrutturando e vuole impostare il progetto secondo questo metodo, è possibile richiedere una consulenza tecnica online.
L’impostazione descritta rispecchia la pratica dell’ing. Ester Riva, ingegnere civile e ambientale, consulente energetico CasaClima®, esperta in edilizia sostenibile certificata UNI CEI EN ISO/IEC 17024, tecnico ufficiale Biosafe®, partner specializzato Minergie e operatore termografico di 2° livello UNI EN ISO 9712:2012, attiva in progettazione energetica e impiantistica, diagnosi energetiche e definizione di dettagli costruttivi ad alte prestazioni.
Lascia un commento