Chaos ha rilasciato Veras 4.0, nuova versione dello strumento di ideazione e visualizzazione basato su intelligenza artificiale destinato ad architetti e designer. L’aggiornamento introduce un motore di rendering generativo fondato su Nano Banana Pro, il modello avanzato di generazione di immagini di Google, e ricalibra il rapporto tra prompt e output per contenere uno dei problemi più frequenti nell’uso dell’AI in fase di concept: lo scostamento dei render rispetto all’intento progettuale.
Lo strumento opera a partire dai modelli sviluppati in SketchUp, Revit e Rhino e si rivolge alla fase di esplorazione delle varianti e di comunicazione visiva del progetto, dove la rapidità di generazione e la coerenza con il modello di partenza incidono sulla qualità del confronto con committenti e collaboratori.
Render Engine 7 e motivi del cambio di motore
Il cuore della versione 4.0 è Render Engine 7, che si appoggia a Nano Banana Pro. Secondo Chaos, il nuovo motore garantisce una fedeltà visiva più alta, riduce gli errori visivi e restituisce output più affidabili sul piano progettuale, con un miglioramento significativo nel modo in cui il sistema interpreta geometria, illuminazione e materiali.
L’azienda attribuisce al nuovo motore anche workflow finora non possibili in Veras:
- la trasformazione di planimetrie 2D, disegni o schizzi a mano libera in scene 3D;
- la generazione di interni a partire da mood board;
- la produzione di prospettive da più angolazioni che mantengono la geometria corretta.
Sul piano dell’interazione, operazioni che prima richiedevano selezioni puntuali si riducono a un singolo prompt: è possibile aggiungere entourage o mobili, o intervenire sugli elementi esistenti con richieste come “cambia il colore della sedia”, senza selezionare gli oggetti singolarmente.
Prompt come istruzioni operative
Veras 4.0 modifica anche il trattamento dei prompt. Chaos spiega che il nuovo motore non li interpreta più come suggerimenti approssimativi, ma come istruzioni chiare, con risultati più aderenti allo stile richiesto, alle modifiche di materiale o alle regolazioni dell’ambiente. La scelta si collega, nella comunicazione del produttore, a un limite noto dei flussi generativi: quando i render si discostano dal progetto, il costo si paga in revisioni, tempo perso e spiegazioni difficili in fase di presentazione al cliente.
«Quando i render generati dall’AI si discostano dal progetto, generano lavoro da rifare, tempo perso e momenti imbarazzanti nelle revisioni con il cliente. Veras 4.0 affronta direttamente questo problema mantenendo l’AI allineata alla visione del progettista, invece di produrre una propria versione del progetto. Con un controllo maggiore, i designer possono fidarsi di Veras per riflettere il loro intento, esplorando i concept in modo rapido e sicuro».
È la posizione dichiarata di Bill Allan, direttore product management di Chaos.
Gestione delle varianti e riferimento immagine
La versione aggiunge due funzioni orientate al controllo dei risultati. “Image Reference as Input” consente di guidare i nuovi output a partire da un’immagine esistente, riproducendone stile, materiali e aspetto complessivo. “Gallery Mode” raccoglie tutti i render precedenti in una griglia di miniature, semplificando il confronto tra le varianti nel tempo.
Sul fronte dell’animazione arrivano dodici nuovi Video Preset, configurazioni pronte all’uso che, secondo l’azienda, permettono di ottenere movimenti fluidi e fotorealistici con illuminazione bilanciata e uno stile cinematografico coerente, riducendo i tempi di setup.
Piattaforme di origine e continuità con i motori precedenti
Veras è pensato per consentire ad architetti e interior designer di generare rapidamente visual coerenti con il progetto direttamente da SketchUp, Revit o Rhino, senza richiedere all’utente competenze da specialista di rendering. I motori di rendering precedenti, basati su Stable Diffusion, restano comunque disponibili: chi ha già consolidato procedure su quelle generazioni può proseguire a utilizzarli accanto al nuovo motore.
In sintesi, l’aggiornamento interviene su tre piani: la qualità e l’affidabilità del rendering generativo, come descritte dal produttore; il controllo del progettista sull’output; gli strumenti di confronto e gestione delle varianti. L’impostazione resta quella di uno strumento di supporto alla fase di ideazione e visualizzazione, operante negli ambienti di modellazione di uso corrente.