Categoria: Software e tecnologie digitali

Programmi di calcolo FEM, software CAD/CAE, gestionali per studi professionali, utility di modellazione e piattaforme cloud.

  • Nemetschek e Takenaka siglano una partnership strategica nel settore delle costruzioni

    Nemetschek Group, sviluppatore di software per il settore AECO i cui marchi includono Graphisoft, Vectorworks, Allplan e Bluebeam, e Takenaka Corporation, una delle maggiori imprese di costruzioni giapponesi, hanno firmato un Memorandum of Understanding per promuovere la trasformazione digitale e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale nel settore delle costruzioni.

    Gli obiettivi dell’intesa

    Il MoU avvia una partnership strategica orientata allo sviluppo e alla sperimentazione, tramite progetti pilota, di piattaforme digitali aperte, cloud-based e assistite dall’AI. L’obiettivo dichiarato è snellire e potenziare i flussi di lavoro collaborativi lungo l’intero ciclo AECO: pianificazione, progettazione, costruzione ed esercizio dell’opera.

    Marc Nezet, chief strategy officer di Nemetschek Group, ha definito la collaborazione con Takenaka “un passo fondamentale”, evidenziando l’intento di unire il know-how operativo dell’impresa di costruzioni alle capacità digitali e AI del gruppo software, in vista di una filiera AECO più efficiente, sostenibile e data-driven. Nemetschek indica inoltre come riferimento la combinazione di innovazioni AI “human-centric” con la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio.

    Daniel Csillag, CEO di Graphisoft, ha sottolineato che la partnership con Takenaka intende porre le basi per flussi di lavoro collaborativi, aperti e basati sui dati, con benefici dichiarati per architetti, ingegneri e appaltatori. Csillag ha precisato che l’iniziativa si innesta su un Enterprise Licensing and Service Agreement già esistente tra Graphisoft e Takenaka Corporation.

    Le aree di collaborazione

    L’accordo delinea quattro ambiti principali di intervento:

    • Condivisione delle best practice: sessioni periodiche di scambio di conoscenze, metodologie ed esperienze operative tra le due organizzazioni.
    • Innovazione congiunta su AI e piattaforme digitali: attività condivise per identificare, prioritizzare e sviluppare soluzioni cloud e AI destinate al settore AECO.
    • Condivisione e validazione sicura dei dati: definizione di modelli di governance e di salvaguardie tecniche per abilitare la trasformazione basata sui dati.
    • Protezione dei dati e compliance: adesione agli standard su privacy, sicurezza e proprietà intellettuale, con riferimento alle best practice internazionali.

    Durata e natura del quadro contrattuale

    L’intesa ha effetto immediato e resta in vigore per cinque anni. Nemetschek precisa che il MoU non è un accordo operativo su prodotti specifici, ma costituisce una base e un quadro di riferimento per futuri accordi congiunti definiti progetto per progetto. In questa fase, quindi, non sono state annunciate funzionalità, strumenti o tempistiche di rilascio: le attività concrete dovranno essere declinate nei singoli accordi specifici che le due parti definiranno nel perimetro del memorandum.

    Per i professionisti del settore, l’elemento rilevante è la direzione indicata: lo sviluppo di piattaforme aperte e cloud-based con componenti AI assistiva, esteso a tutte le fasi del ciclo di vita dell’opera, con particolare attenzione, secondo quanto dichiarato dalle parti, alla governance dei dati, alla sicurezza e alla conformità normativa, aspetti che condizionano concretamente la condivisibilità delle informazioni di progetto tra studio tecnico, impresa e committente.

  • Vektor.io porterà visibilità al progetto ferroviario degli Stati Baltici

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    Piani 2D, modelli BIM, dati GIS e materiali di riferimento della linea Rail Baltica confluiranno in un unico ambiente di lavoro consultabile dal browser. La joint venture E.R.B. Rail JV PS, incaricata della costruzione della linea principale dell’infrastruttura in Lettonia, userà la piattaforma Vektor.io per gestire e visualizzare le informazioni di progetto di uno dei più grandi progetti infrastrutturali d’Europa.

    Un solo ambiente web per piani 2D, modelli BIM e dati GIS

    Il punto di partenza è la frammentazione delle informazioni. Tavole in 2D, modelli BIM, dati GIS e altri materiali di riferimento si trovano dispersi su formati e sistemi differenti, e la piattaforma li riunisce in un unico ambiente, raggiungibile direttamente dal browser con lo stesso accesso dall’ufficio e dal cantiere.

    Il coordinatore BIM regionale di E.R.B. Rail JV PS, Agnis Mārtiņš Bērziņš, motiva la scelta con l’esigenza di un punto di accesso comune ai contenuti di progetto:

    “Vektor.io permette al team di accedere a tutte le informazioni di progetto in un’unica piattaforma, a prescindere dal formato dei file, e di visualizzare insieme i dati 2D, 3D e di rilievo.”

    Strumenti di misura, sezionamento e quantificazione

    L’uso previsto della piattaforma va oltre la semplice consultazione. Accanto ai progetti, alle nuvole di punti, agli ortofoto e alle mappe pubbliche con i dati di vario tipo in esse contenuti, il team disporrà di strumenti di misura, sezionamento, quantificazione e analisi. Secondo quanto riferito da Bērziņš, l’obiettivo è consentire a tutti i componenti della squadra di lavorare con maggiore efficienza e di arrivare a decisioni rapide e ben informate.

    Sullo stesso piano si colloca Teemu Nivell, Chief Commercial Officer di Vektor.io, che descrive l’impiego quotidiano della tecnologia nei team del consorzio: dalle revisioni di progetto fino alle misurazioni, con dati complessi tradotti in uno strumento pratico per tutti gli utenti.

    Il consorzio e il corridoio ad alta velocità

    Alle spalle della joint venture ci sono tre imprese europee: Eiffage Génie Civil SAS (Francia), Budimex S.A. (Polonia) e Rizzani de Eccher S.p.A. (Italia). Al consorzio è affidata la realizzazione di un corridoio ferroviario ad alta velocità destinato a collegare gli Stati baltici con la più ampia rete europea.

    Sul cantiere di Rail Baltica in Lettonia, la consultazione dei progetti, i rilievi e le analisi di misura passeranno quindi da un unico ambiente digitale, con lo stesso accesso per ufficio tecnico e campo.

  • Trimble ProjectSight 360 Capture migliora la visibilità del cantiere

    Trimble ha annunciato ProjectSight 360 Capture, uno strumento che applica l’intelligenza artificiale a immagini a 360 gradi acquisite percorrendo il cantiere, con l’obiettivo dichiarato di dare alle imprese una lettura più diretta dell’avanzamento dei lavori. La funzione è integrata nel software di project management ProjectSight e interessa un punto critico della gestione operativa: mettere in relazione le condizioni reali dell’opera con la documentazione di progetto e con i flussi di lavoro gestionali.

    Elaborazione automatica delle immagini

    Le acquisizioni vengono effettuate con telecamere a 360 gradi durante i passaggi in cantiere. Un algoritmo di intelligenza artificiale basato sul cloud elabora in modo automatico le immagini: individua le posizioni chiave e le collega ai disegni di progetto. Questo collegamento rende possibile il confronto delle condizioni as-built nel tempo e rispetto alla soluzione progettuale, con ricadute dirette sul controllo di avanzamento dei lavori.

    Un filtro di privacy basato sull’AI offusca in automatico i volti ripresi in cantiere, per proteggere la privacy delle persone presenti.

    Funzioni dichiarate per la gestione del cantiere

    Le capacità descritte per lo strumento sono le seguenti:

    • sopralluoghi virtuali del cantiere a partire dalle immagini a 360 gradi;
    • tracciamento dell’avanzamento dei lavori;
    • risoluzione collaborativa delle problematiche;
    • confronto delle condizioni as-built nel tempo e con il progetto;
    • offuscamento automatico dei volti;
    • inserimento delle acquisizioni all’interno di change order e RFI;
    • condivisione centralizzata della documentazione tramite l’ambiente dati comune di Trimble Connect.

    Integrazione nei flussi di project management

    I project manager possono agganciare le immagini direttamente ai flussi di lavoro, come gli ordini di variazione (change order) e le richieste di informazioni (RFI), incorporando le acquisizioni nelle relative richieste. Tramite l’ambiente dati comune di Trimble Connect, tutta la documentazione fotografica risulta condivisa e accessibile da un’unica posizione centralizzata, con il collegamento esplicito tra stato reale del cantiere e comunicazioni gestionali di progetto.

    Le dichiarazioni di Trimble

    La società motiva lo strumento con i limiti dei metodi tradizionali di rilevamento dello stato dei lavori. Lawrence Smith, vicepresidente e general manager della divisione construction management solutions di Trimble, dichiara:

    «I metodi tradizionali di acquisizione e comunicazione dello stato del progetto sono tipicamente dispendiosi in termini di tempo, complessi e incompleti, e rendono difficile per le imprese collaborare, correggere rapidamente i problemi e mantenere i progetti nel rispetto di budget e tempi. Abbinare direttamente le attività critiche di project management alle acquisizioni di immagini a 360 gradi offre agli utenti un quadro chiaro delle condizioni reali e dello stato dei cantieri, aiutando a trasformare i dati in decisioni efficaci.»

    Sempre secondo Smith, ProjectSight 360 Capture renderebbe i dati del mondo reale facili da acquisire e utilizzare, fornendo ai project manager indicazioni attraverso visualizzazione e navigazione intuitive, snellendo la documentazione, tracciando le modifiche nel tempo e semplificando la gestione delle problematiche all’interno dell’ecosistema Trimble. Ne risulterebbe una visione affidabile e in tempo reale delle condizioni del cantiere, indipendentemente dalla posizione di chi le consulta.

    Natura delle informazioni disponibili

    Le capacità descritte vanno lette come dichiarazioni del produttore: l’annuncio non riporta dati quantitativi sulle prestazioni dell’elaborazione automatica, sulla precisione del riconoscimento delle posizioni o sui tempi di elaborazione, né casi applicativi documentati. L’effettiva affidabilità del collegamento automatico tra immagini e disegni di progetto e l’impatto sui flussi gestionali esistenti restano quindi da accertare in sede applicativa.

    Sul piano operativo, lo strumento si colloca nella fase di costruzione e di gestione contrattuale dei lavori: automatizza l’elaborazione e la collocazione delle immagini a 360 gradi rispetto ai disegni, e le inserisce nelle comunicazioni gestionali come change order e RFI, senza che sia documentata alcuna forma di decisione autonoma del sistema, che resta uno strumento a supporto delle valutazioni del project manager.

  • Chaos potenzia Corona Renderer 14 con l’intelligenza artificiale

    Chaos ha rilasciato Corona 14, la nuova versione del proprio motore di rendering fotorealistico orientato all’architettura, disponibile per 3ds Max e Cinema 4D. La versione introduce il supporto ai Gaussian Splats, un set di strumenti di creazione assistiti dall’intelligenza artificiale, la generazione procedurale di materiali e nuovi effetti ambientali. Per chi si occupa di visualizzazione architettonica, le novità interessano diverse fasi del flusso di lavoro: la ricostruzione del contesto reale, la creazione dei materiali, la gestione dell’illuminazione e la post-produzione delle immagini.

    Gaussian Splats: il contesto reale nelle scene 3D

    La funzione più rilevante riguarda i Gaussian Splats, una tecnica basata sull’AI che genera una scena 3D ricca a partire da una serie di foto o video. In Corona 14, secondo Chaos, questo permette di creare rapidamente scene in cui un edificio viene collocato nel suo contesto reale, rendendo ambienti complessi con riflessioni e rifrazioni accurate.

    L’azienda dichiara inoltre che i Gaussian Splats producono superfici più lisce, un dettaglio volumetrico più ricco e una percezione della profondità più naturale, con particolare riferimento ai casi in cui occorre introdurre nel progetto ambienti e oggetti reali.

    Strumenti AI attivabili e disattivabili

    Corona 14 espone una serie di strumenti AI che possono essere abilitati o disabilitati. L’aspetto non è secondario per gli studi e le imprese che adottano politiche interne rigorose sull’uso dell’intelligenza artificiale o che devono rispettare requisiti specifici dei committenti: la decisione su quando applicare questi strumenti resta in mano ai professionisti.

    AI Material Generator

    Lo strumento consente di caricare la fotografia di una superficie reale e ottenere, in pochi clic, un materiale PBR ripetibile (tileable) pronto per il rendering, completo di tutte le mappe necessarie. Secondo Chaos, si tratta di una soluzione indicata per i materiali secondari che non richiedono art direction, senza per questo perdere realismo.

    AI Image Enhancer

    Lo strumento è pensato per elevare realismo, texture e dettaglio degli elementi di supporto alla scena, come vegetazione, persone o terreno, senza alterare il progetto principale. Controlli avanzati permettono di regolare l’aspetto degli asset di persone e di raffinare la vegetazione in un’ottica di precisione e coerenza.

    Corona 14 consente inoltre di inviare i risultati di LightMix direttamente all’AI Image Enhancer, per esplorare più scenari di illuminazione o calibrare l’atmosfera dell’immagine.

    AI Upscaler

    L’AI Upscaler trasforma bozze o render a bassa risoluzione in immagini di qualità presentabile. Secondo l’azienda, il ricorso a questo strumento può far risparmiare ore di rendering e restituire comunque risultati nitidi e fotorealistici.

    Night Sky per le scene notturne

    La nuova funzione Night Sky permette di aggiungere alle scene una luce lunare realistica, le stelle e il fondale galattico della Via Lattea, senza dover dipendere dagli HDRI.

    Fabric Material per la trama dei tessuti

    Il nuovo tipo di materiale Fabric genera tessuti con un dettaglio dell’intreccio dichiarato “fedele alla realtà”, offrendo pieno controllo sulla trama o sui fili, inclusi opacità, bump, displacement e altri parametri.

    Nel complesso, il rilascio combina strumenti AI opzionali, con possibilità di disattivazione per conformarsi alle policy aziendali, e funzionalità più tradizionali come Night Sky e Fabric Material. Le prestazioni indicate restano dichiarazioni del produttore, da contestualizzare nell’uso concreto dei singoli flussi di lavoro.

  • Autodesk Estimate si lancia per gli appaltatori: il nuovo software di stima per le imprese edili

    Autodesk ha ufficialmente lanciato questa settimana Estimate, una soluzione di preventivazione basata su cloud che collega i takeoff 2D e 3D, cioè l’estrazione delle quantità da documenti bidimensionali e modelli tridimensionali, ai costi, ai materiali e ai calcoli della manodopera. Il prodotto fa parte di Autodesk Construction Cloud ed è destinato a imprese general contractor e subappaltatori, con l’obiettivo dichiarato di produrre stime e proposte più accurate. Per la fase di precostruzione il tema è concreto: mantenere allineati, in un unico ambiente, la quantificazione delle opere e la struttura dei costi che ne deriva.

    Takeoff e stima nello stesso sistema

    Secondo Autodesk, Estimate elimina la necessità di operazioni manuali di merge, la gestione parallela di fogli di calcolo e il passaggio continuo tra strumenti non integrati. I team mantengono i takeoff all’interno dello stesso sistema in cui costruiscono la stima: questa continuità può contribuire a ridurre errori, inserimenti manuali e lavoro duplicato. Il flusso che l’azienda descrive come frammentato tra fogli di calcolo e strumenti scollegati viene quindi ricondotto a un ambiente unico.

    Strutture di organizzazione dei dati

    La soluzione supporta diverse strutture di organizzazione dei dati, tra cui sistemi di classificazione come Uniformat e MasterFormat, oltre a formati personalizzati. Un aspetto rilevante per chi lavora con schemi di costo già codificati e deve garantire che le voci di stima seguano la stessa struttura su progetti diversi.

    Libreria dei costi centralizzata

    La libreria dei costi si configura a livello di account, in modo da mantenere la coerenza dei riferimenti di costo su tutti i progetti. Autodesk indica che questo approccio centralizzato favorisce pratiche di stima standardizzate, sostiene l’accuratezza dei dati e migliora la collaborazione, perché tutti lavorano a partire dallo stesso set di dati di costo affidabile.

    La centralizzazione riguarda anche le tariffe della manodopera, comprese quelle standard, quelle sindacali e i prevailing wage, oltre ai costi di attrezzature e materiali.

    Stime aggiornate sulle variazioni delle quantità

    Per mantenere le stime coerenti con l’evoluzione della quantificazione, il software offre tracciamento in tempo reale e notifiche sulle modifiche delle quantità nei takeoff collegati. Il preventivista mantiene il controllo sulle voci di stima e può aggiornare direttamente nella tabella i costi di materiali, manodopera, attrezzature e subappaltatori, senza passaggi intermedi su fogli esterni.

    La valutazione di un professionista

    Brian Alama, virtual design and preconstruction specialist di Jacobsen, ha collegato il lancio a una lettura più ampia del processo costruttivo:

    “Sono entusiasta di vedere Autodesk assumere una visione davvero olistica del processo costruttivo, che non tratta progettazione, precostruzione e costruzione come silos separati, ma come fasi interconnesse di un ciclo di vita unificato. Autodesk Estimate è una parte chiave di questa trasformazione: aiuta a colmare il divario tra intento progettuale e realtà costruttiva, portando maggiore chiarezza, collaborazione e fiducia nelle decisioni prese nelle prime fasi del progetto.”

    In sintesi, la piattaforma riporta quantificazione e costo in un unico ambiente cloud, con una libreria di costi condivisa a livello di account, tariffe di manodopera, attrezzature e materiali centralizzate e aggiornamenti pilotati dalle variazioni dei takeoff, lasciando al preventivista il controllo delle voci di stima. I benefici indicati in termini di accuratezza e riduzione del lavoro duplicato restano, allo stato, dichiarazioni del produttore.

  • ACC sostiene la costruzione dello stadio NFL – Import articoli per IngForum

    Autodesk ha annunciato una partnership con i Cleveland Browns, la franchigia NFL dell’Ohio, che porterà Autodesk Construction Cloud (ACC) a supportare la realizzazione del nuovo Huntington Bank Field, stadio da 75.000 posti la cui apertura è prevista per il 2029. L’aspetto di interesse tecnico riguarda il ruolo assegnato alla piattaforma: collegare i team di progetto su un modello unificato per governare coordinamento, assunzione di decisioni e controllo delle criticità su un’opera di grandi dimensioni.

    Come verrà impiegata la piattaforma

    ACC, oggi parte di Autodesk Forma, connetterà i team di progetto attraverso un modello unificato. Gli obiettivi indicati sono tre: supportare decisioni più informate, favorire l’individuazione precoce delle criticità e snellire la coordinazione tra i soggetti coinvolti. Secondo Autodesk, questo approccio consentirebbe di ridurre gli sprechi, ottimizzare le risorse e rendere il progetto più prevedibile e sostenibile dall’inizio alla fine. Si tratta di dichiarazioni del produttore, non di esiti già documentati.

    Il progetto Huntington Bank Field

    L’impianto sarà il primo stadio chiuso della divisione AFC North. La copertura garantirà un ambiente climatizzato utilizzabile tutto l’anno e un’esperienza migliorata per il pubblico, estendendo l’uso della struttura ad altri eventi sportivi e di intrattenimento. L’opera è presentata come catalizzatore del più grande progetto di sviluppo economico mai realizzato finora nel Northeast Ohio.

    Il riferimento di Nashville

    La tecnologia Autodesk è già impiegata dalla Tennessee Builders Alliance per la costruzione del nuovo Nissan Stadium di Nashville, futura sede dei Tennessee Titans, con apertura pianificata nel 2027. In questo caso i team utilizzano Revit e ACC per creare, archiviare e coordinare i modelli di progettazione e di fabbricazione, con collaborazione in tempo reale tra i soggetti coinvolti a supporto della consegna entro i tempi previsti.

    Cosa documentano i due casi

    I due progetti restituiscono un quadro dell’impiego della piattaforma in fasi diverse del ciclo di vita di opere analoghe. A Nashville, Revit e ACC sono già in uso per la produzione, l’archiviazione e la coordinazione dei modelli di progettazione e fabbricazione. A Cleveland, la piattaforma sarà applicata al supporto della fase costruttiva, con la logica del modello unificato condiviso tra i team. Per chi si occupa di coordinamento e gestione dei dati tecnici su grandi opere, i due riferimenti descrivono uno scenario operativo in cui la collaborazione basata su modello condiviso accompagna sia la produzione dei modelli sia l’esecuzione del cantiere.

  • NavLive aggiunge i punti di controllo allo scanner portatile

    NavLive ha introdotto una nuova funzionalità denominata Control Points per il proprio scanner manuale da cantiere, un dispositivo che combina LiDAR portatile, elaborazione basata su intelligenza artificiale e generazione di piante tramite la funzione Scan-to-Plan, descritta dall’azienda come istantanea. L’aggiornamento interviene su accuratezza e affidabilità delle scansioni 3D: secondo la società, offre un modo più rapido e integrato per ancorare i dati acquisiti a coordinate reali, riducendo deriva e problemi di allineamento che possono tradursi in errori costosi o nella necessità di tornare in cantiere.

    Marker di rilievo in tempo reale e coordinate esterne

    Con Control Points l’operatore può registrare marker di rilievo durante la scansione, mentre l’acquisizione è ancora in corso, e importare nel NavLive Portal coordinate esterne di ground truth, ovvero riferimenti con posizione reale nota sul campo. Una volta acquisiti i dati, le scansioni possono essere allineate a queste informazioni attraverso due metodologie distinte, che si differenziano per il modo in cui trattano la nuvola di punti.

    Allineamento rigido o non rigido

    La prima opzione è un allineamento rigido, che posiziona l’intero modello senza alterare la nuvola di punti. La seconda è un allineamento non rigido, ottimizzato, che adatta i dati affinché le coordinate acquisite e quelle importate coincidano con maggiore precisione.

    Modalità Comportamento sui dati
    Allineamento rigido Posiziona l’intero modello senza modificare la nuvola di punti
    Allineamento non rigido Adatta i dati per far coincidere con maggiore precisione coordinate acquisite e coordinate importate

    Controllo della deriva e integrazione di più scansioni

    Secondo NavLive, il flusso di lavoro è pensato per eliminare la deriva, anche sottile, che tende ad accumularsi quando l’operatore si sposta in ambienti ampi o complessi, un aspetto critico nell’acquisizione mobile su cantieri articolati. La funzionalità consente inoltre di unire più scansioni in un unico sistema di coordinate coerente. A completamento, Control Points introduce strumenti di verifica visiva che evidenziano la qualità e l’accuratezza dell’allineamento.

    Le dichiarazioni di NavLive

    Sul piano commerciale, l’azienda insiste sul legame tra precisione e qualità delle decisioni di progetto. Chris Davison, amministratore delegato di NavLive, ha dichiarato:

    «La precisione è tutto nel cantiere e nel rilievo. Anche piccole derive possono compromettere decisioni successive nel progetto.»

    Secondo Davison, Control Points offrirebbe un modo rapido e affidabile per ancorare ogni scansione a riferimenti reali, sia per l’allineamento rapido di una singola acquisizione sia per la combinazione di più dataset, unendo la velocità del LiDAR mobile all’accuratezza dei metodi di rilievo tradizionali e restituendo dati su cui contare senza rallentare il flusso di lavoro dalla prima acquisizione al modello finale. Si tratta di affermazioni del produttore, non di risultanze verificate indipendentemente.

  • Cityweft aggiunge dati 3D sugli edifici per l’Inghilterra

    Cityweft ha integrato nella propria piattaforma web un nuovo dataset di altezze degli edifici basato su dati LiDAR, relativo all’Inghilterra, pensato per consentire ad architetti e planner di portare il contesto spaziale urbano direttamente all’interno dei software CAD e BIM. Per la progettazione in fase preliminare l’aspetto rilevante è la possibilità di lavorare con modelli di sito che incorporano i volumi reali del costruito, con ricadute su studi di massa, verifiche di fattibilità e presentazioni del progetto nel suo contesto.

    La base dati: altezze edilizie da LiDAR pubblico

    Le altezze degli edifici rese disponibili dalla piattaforma derivano da dati LiDAR ad alta precisione raccolti dal Department for Environment, Food & Rural Affairs (DEFRA), il dipartimento britannico per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali, nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025. La copertura comprende Londra, Manchester, Birmingham, Glasgow, Bristol e altre città.

    Esportazione dei modelli e accesso ai dati

    I modelli costruiti con il contesto urbano possono essere esportati tramite la piattaforma web Cityweft utilizzando il plugin per Rhino e altri plugin CAD. In alternativa, i dati sono fruibili attraverso l’API della piattaforma. Per quanto riguarda gli altri ambienti di progetto, il supporto a Revit e SketchUp è stato annunciato come sviluppo in arrivo e non risulta quindi disponibile nella configurazione attuale.

    Impieghi nella fase preliminare del processo progettuale

    Gli scenari di utilizzo indicati per i modelli riguardano prevalentemente le fasi iniziali del processo, quando la qualità del contesto di sito incide sulle scelte di forma e di volume:

    • studi di massa e analisi di fattibilità in fase preliminare;
    • presentazioni per i processi di pianificazione e per gli stakeholder;
    • visual per concorsi di progettazione con un contesto di sito realistico.

    Vantaggi dichiarati dall’azienda

    Secondo quanto dichiarato da Cityweft, la disponibilità di altezze edilizie accurate apporterebbe tre ordini di benefici:

    • un massing urbano più realistico per il lavoro di pianificazione e di concept architettonico;
    • analisi ambientali migliori per gli studi di ombra, accesso solare e visibilità;
    • una definizione più puntuale di volumi e forme edilizie all’interno di workflow basati sui dati.

    Si tratta di dichiarazioni del fornitore, riferite alle finalità della funzionalità: la loro efficacia concreta resta da riscontrare nell’uso operativo dello strumento.

    In sintesi operativa, per chi lavora su progetti nei contesti urbani coperti dal dataset, l’integrazione mette a disposizione due canali per utilizzare il dato di altezza: l’esportazione dei modelli verso Rhino tramite i plugin dedicati e il reperimento dei dati via API, con l’estensione ad altri ambienti BIM attesa negli sviluppi successivi della piattaforma.

  • Hexagon lancia Multivista AECO: il nuovo brand per l’architettura, l’ingegneria e le costruzioni

    Hexagon ha accorpato le offerte Voyansi, LocLab, Construction Analysis (precedentemente nota come Avvir) e Multivista in un unico brand dedicato al settore AECO, ossia architettura, ingegneria, costruzione e gestione dell’opera: Hexagon Multivista. L’operazione riunisce, secondo quanto dichiarato dalla società, capacità di acquisizione sul campo (reality capture), modellazione digitale e analisi della costruzione all’interno di un solo perimetro, con riferimento ai flussi di lavoro che vanno dal rilievo in cantiere fino alla modellazione e all’analisi dei dati. Un tema che interessa direttamente i team tecnici impegnati nella gestione dei dati di cantiere e dei modelli informativi.

    Le componenti del nuovo brand

    Il brand unificato nasce dalla combinazione di quattro realtà che operavano su segmenti diversi del processo edilizio:

    Componente Ambito operativo dichiarato
    Voyansi Soluzioni BIM
    LocLab Specializzazione nei digital twin
    Construction Analysis (già Avvir) Piattaforma di analisi della realtà orientata al BIM
    Multivista Documentazione fotografica e video dei cantieri

    In base alla descrizione fornita da Hexagon, l’insieme di queste capacità copre la catena che va dall’acquisizione della realtà in cantiere fino alla costruzione del modello digitale e alle analisi successive: la documentazione fotografica e video rientra nella fase di acquisizione, le soluzioni BIM nella modellazione, mentre Construction Analysis si colloca nell’analisi della realtà a partire dai modelli e LocLab opera sul fronte dei digital twin.

    Gli obiettivi dichiarati dalla società

    Secondo Hexagon, la consolidazione persegue tre finalità principali:

    • semplificare la gestione dei fornitori, riducendo il numero di interlocutori e piattaforme da coordinare;
    • supportare un miglior coordinamento tra i team, diminuendo la quantità di strumenti separati impiegati in un progetto;
    • fornire dati e informazioni utili in ogni fase del ciclo di vita del progetto.

    Sono affermazioni del produttore, non esiti di verifiche indipendenti: la società presenta la mossa come un intervento sulla frammentazione degli strumenti che accompagnano un progetto, con l’intento di ridurre il carico legato alla gestione di più fornitori e piattaforme distinte. Nessun dettaglio è stato reso disponibile su come gli strumenti accorpati siano effettivamente integrati tra loro.

    Rilevanza pratica per i professionisti

    Per chi combina quotidianamente documentazione di cantiere, modelli informativi e analisi dei dati, l’aspetto più rilevante della notizia riguarda il rapporto con i fornitori: se gli obiettivi dichiarati venissero perseguiti come descritto, la gestione di acquisizione, modellazione e analisi potrebbe concentrarsi presso un unico interlocutore invece che su più piattaforme separate. Ciò inciderebbe sui processi di procurement e sulla configurazione degli ambienti di lavoro digitali adottati dai team di progetto.

    La copertura dichiarata del ciclo di vita del progetto, dal rilievo in cantiere all’analisi dei modelli, tocca inoltre la continuità dei dati tra fasi di costruzione e gestione: un punto su cui i team tecnici sono spesso chiamati a valutare coerenza e tracciabilità delle informazioni prodotte nelle diverse fasi.


    Con la nascita di Hexagon Multivista, competenze che prima appartenevano a quattro offerte distinte convergono sotto un solo nome, con un perimetro dichiarato che va dalla documentazione del cantiere ai digital twin e all’analisi BIM. Restano da osservare gli sviluppi concreti dell’integrazione tra gli strumenti accorpati.

  • Autodesk investe 2 milioni di sterline in una società di tracciamento dei materiali da costruzione

    Autodesk ha impegnato 2 milioni di sterline in Qflow, la società britannica che sviluppa un software per il tracciamento in tempo reale dei materiali in cantiere. L’operazione non nasce dal nulla: le due piattaforme sono già integrate con Autodesk Construction Cloud, con l’obiettivo dichiarato di collegare i dati di cantiere su qualità, quantità e filiera dei materiali ai dati di progetto.

    Cosa fa la piattaforma di Qflow

    Il sistema monitora gli ingressi, i resi e gli scarti di materiale nei cantieri, con l’ambizione di aiutare le squadre operative a intercettare in anticipo le criticità legate ai materiali, quelle che tipicamente si traducono in ritardi di programma o sforamenti di costo. Non si tratta di un prodotto di nicchia appena avviato: negli ultimi diciotto mesi la piattaforma ha tracciato oltre 500.000 consegne di materiale su più di 400 cantieri nel Regno Unito.

    Qflow nasce da un’idea di Brittany Harris e Jade Cohen, con un focus iniziale sulla quantificazione e tracciatura degli scarti. Successivamente il perimetro è stato esteso a tutti i movimenti di materiale in cantiere.

    La questione di fondo: dati verificati alla fonte

    Il senso strategico dell’investimento emerge dalle dichiarazioni dei due vertici. Joe Speicher, chief sustainability officer di Autodesk, insiste su un punto che riguarda da vicino chiunque lavori con modelli e dati di progetto: i processi più sostenibili di progettazione e costruzione partono da dati raccolti prima, verificati alla fonte e connessi lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. La tracciabilità dei materiali, in questa logica, incide sia sull’efficienza del progetto sia sull’impatto ambientale.

    Brittany Harris, cofondatrice e CEO di Qflow, pone l’accento sul nodo operativo: alle squadre di cantiere viene chiesto di conseguire margini migliori, emissioni di carbonio più basse e compliance più solide, ma tutto questo non è raggiungibile senza dati migliori dal cantiere. L’obiettivo condiviso con Autodesk, secondo Harris, è colmare la disconnessione che ogni anno genera miliardi di sprechi ed emissioni di carbonio evitabili nel settore.

    I numeri del financing

    Con l’ingresso di Autodesk, il capitale totale raccolto da Qflow sale a 7 milioni di sterline. Tra gli investitori precedenti figurano Pi Labs, Triple Point Ventures e Construction Innovation Hub, tutti presenti nel round di ottobre 2024.

    Per i professionisti del settore, l’operazione conferma una direzione: i dati di fase costruttiva, oggi spesso dispersi in documenti e comunicazioni frammentate, stanno diventando parte integrante dei flussi informativi collegati ai modelli di progetto.