Categoria: Software e tecnologie digitali

Programmi di calcolo FEM, software CAD/CAE, gestionali per studi professionali, utility di modellazione e piattaforme cloud.

  • Arcol aiuta SERA Architects a potenziare la collaborazione nel design architettonico

    Lo studio di architettura e urban design SERA Architects, attivo sulla West Coast statunitense, ha riorganizzato il proprio modo di condurre i progetti di masterplan adottando Arcol, una piattaforma cloud di tipo BIM 2.0 che supporta la collaborazione multiutente in tempo reale. Il caso riguarda una fase delicata del processo progettuale, la progettazione preliminare, dove la gestione frammentata degli strumenti e il controllo delle versioni incidono concretamente su tempi e qualità del lavoro.

    Da un workflow frammentato a un modello unico

    Prima dell’adozione della piattaforma, lo studio gestiva la fase preliminare con un mix di strumenti tra cui SketchUp, Rhino e Revit. Questo approccio richiedeva frequenti scambi di file, gestione delle versioni e tracciamento manuale dei dati. Ogni modifica progettuale comportava l’aggiornamento di fogli di calcolo per ricalcolare metriche come superfici utile e numero di unità, mentre le presentazioni ai clienti erano prevalentemente statiche e richiedevano intervenire in modo significativo dopo ogni sessione di revisione.

    SERA ha quindi applicato Arcol a un progetto di masterplan ad uso misto di 80 acri, con un programma restrittivo e più scenari di sviluppo da esplorare.

    Collaborazione simultanea sul modello

    L’ambiente “multiplayer” cloud della piattaforma ha permesso a più di quattro membri del team di lavorare contemporaneamente sullo stesso modello, con le modifiche apportate da un progettista immediatamente visibili agli altri. Secondo quanto dichiarato da Arcol, questo ha eliminato i colli di bottiglia legati alla proprietà del file singolo e ha consentito l’esplorazione parallela delle opzioni di progetto sull’intero sito.

    “Invece di saltare tra cinque strumenti diversi e passare file in giro, tutto vive in un unico posto”, spiega Josh Cabot, project architect e senior associate di SERA. “Tutto il team e i clienti possono lavorare nello stesso ambiente senza sincronizzazioni né fogli di calcolo tenuti da parte.”

    Revisioni in tempo reale con il cliente

    Sempre secondo la piattaforma, un beneficio rilevante riguarda il coinvolgimento del committente. Al posto di PDF o slide statiche, SERA ha condiviso link live del modello accessibili dal browser: i clienti potevano consultare le proposte correnti, inserire commenti contestuali e vedere le modifiche e il loro impatto sulle metriche di progetto in tempo reale, durante le sessioni di revisione.

    “Se un cliente fa una richiesta, possiamo apportare la modifica dal vivo e lui vede immediatamente l’impatto di quella modifica. È un tipo di presentazione completamente diverso”, dichiara Cabot.

    Verifica rapida degli scenari

    La piattaforma ha inoltre supportato la verifica rapida delle alternative: i team potevano duplicare gli schemi, generare varianti in ore anziché giorni e confrontare gli scenari affiancati tramite tavole di presentazione basate su template che si aggiornavano automaticamente al evolvere del progetto.

    “Per me, il valore di Arcol sta nella velocità di verifica e nella possibilità di definire un ampio spettro di rese di sviluppo, così da poter concentrare più energie sulla parte del processo che enfatizza il placemaking”, afferma Spencer West, associate e urban design project manager di SERA. “Arcol permette di iterare rapidamente in base ai vincoli del sito e alle opportunità individuate, facendo emergere il potenziale di resa nelle fasi iniziali.”

    Il caso documenta come l’uso di un ambiente cloud collaborativo possa modificare la gestione dei dati tecnici nella progettazione preliminare, riducendo il ricorso a fogli di calcolo manuali e alle presentazioni statiche. Le affermazioni sui benefici derivano dalle dichiarazioni della piattaforma e dello studio, e vanno lette in questo contesto.

  • Qonic introduce la generazione nativa dei disegni tecnici

    La piattaforma BIM basata su browser Qonic ha introdotto, con l’aggiornamento di aprile 2026, la generazione nativa di elaborati grafici direttamente dall’interno dell’ambiente di lavoro. La nuova funzionalità consente di produrre piante e sezioni annotati a partire da modelli BIM o IFC, con quote, tag dei vani e annotazioni generati automaticamente. Gli elaborati possono essere esportati in formato DWG senza uscire dalla piattaforma.

    Il problema della documentazione nei workflow BIM

    La produzione di documentazione grafica a partire dal modello è storicamente una delle attività più onerose dei flussi di lavoro BIM: creazione dei fogli, inserimento manuale di quote e tag, e ripetizione dell’intero processo a ogni modifica del modello. L’aggiornamento punta su questo nodo. Secondo quanto dichiarato da Qonic, i nuovi strumenti di disegno fanno sì che la documentazione si aggiorni automaticamente all’evolversi del modello, riducendo tempi e carico di lavoro per i team di progettazione.

    “Gli strumenti BIM tradizionali promettevano un flusso di lavoro integrato tra modellazione e documentazione. In pratica, però, il processo è risultato tedioso, ripetitivo e manuale. Questo rilascio automatizza le attività ripetitive, creando set di elaborati generali in batch, con quote e tag automatici, tutti personalizzabili dall’utente”, dichiara Aaron Perry, head of strategy di Qonic.

    La dichiarazione va letta come posizione del produttore: la piattaforma automatizza la generazione e l’aggiornamento degli elaborati, mentre la personalizzazione resta a cura dell’utente.

    Georeferenziazione dei modelli

    La stessa versione introduce la georeferenziazione, che consente di posizionare i modelli nel mondo reale con aggancio a sistemi di riferimento di coordinate nazionali riconosciuti. I punti di rilievo vengono inseriti direttamente nel modello, visibili fin dall’avvio del progetto, e si agganciano durante le operazioni di spostamento e rotazione libera. Le coordinate sono incorporate nei dati IFC, con implicazioni dirette sulla coerenza del dato geometrico lungo l’intero ciclo di vita del progetto.

    Modellazione lungo traiettorie: il comando Sweep

    Tra le altre novità figura un nuovo comando Sweep che permette di modellare elementi lungo qualsiasi traiettoria: rettilinea, curva o personalizzata. La funzionalità è pensata per corrimano, condotte, passacavi e in generale per qualsiasi geometria che segua un percorso non lineare.

    Prossimi sviluppi

    Qonic presenterà le novità in occasione di NXT BLD 2026, la conferenza di AEC Magazine in programma a Londra il 13 e 14 maggio, dove è previsto anche un approfondimento più ampio sul tema dei disegni autonomi.

  • Vectorworks 2027: lanciata la nuova versione più reattiva e performante

    Il posizionamento georeferenziato di un modello rappresenta da sempre un punto critico nei workflow di progettazione: rilievi topografici, nuvole di punti e dati GIS viaggiano spesso su sistemi di riferimento differenti, costringendo chi progetta a riallineamenti manuali esposti a errori. Con Vectorworks 2027 la gestione della georeferenziazione viene ricondotta a un procedimento più diretto, pensato per chi opera su modelli BIM e di design senza necessariamente possedere competenze specifiche in ambito GIS.

    Un unico punto di rilievo come riferimento comune

    Il elemento distintivo della nuova release è il Geolocation Setup Wizard, una procedura guidata che ruota l’intero intorno di dati spaziali attorno a un singolo punto di rilievo. In pratica, rilievi, point cloud, layer GIS e immagini di localizzazione vengono allineati rispetto a una stessa origine condivisa.

    Per chi lavora abitualmente con rilievi laser scanner integrati nel modello, la questione non è secondaria: quando più fonti di dati spaziali devono coesistere nello stesso ambiente di lavoro, la coerenza del sistema di coordinate condiziona ogni operazione successiva, dalla modellazione in opera alla produzione dei documenti esecutivi. Ancorare tutto a un punto unico di survey riduce il margine di disallineamento tra le diverse tipologie di dato.

    Immagini Google Maps per gli abbonati

    Sul fronte della contestualizzazione del progetto, Vectorworks 2027 integra nuove immagini di localizzazione provenienti da Google Maps. La disponibilità è riservata ai clienti con abbonamento, mentre il resto delle funzionalità di georeferenziazione resta accessibile nelle modalità previste dalla versione.

    L’inserimento di imagery di localizzazione consente di sovrapporre la rappresentazione del territorio reale al modello, un’operazione utile in fase di verifica dell’inserimento paesaggistico e ambientale dell’intervento, così come durante lo studio delle fasi di cantiere.

    Georeferenziazione senza competenze GIS

    L’obiettivo dichiarato della svolta introdotta in questa versione è l’accessibilità: allineare il modello alle coordinate reali del mondo non richiede più esperienza specifica nei sistemi informativi geografici. Le procedure di setup guidato assorbono la complessità legata alla gestione dei sistemi di riferimento, restituendo al progettista un ambiente in cui i dati spaziali sono già coerenti tra loro.

    Per gli uffici tecnici che gestiscono progetti su più siti, questo approccio può incidere sui tempi di setup iniziale di ogni nuovo incarico, dove tradizionalmente la preparazione dei dati di base del terreno assorbe una parte non trascurabile del lavoro.

    Resta da verificare sul campo, con l’uso concreto nelle commesse, come si comporti la procedura guidata con dataset eterogenei e di grandi dimensioni, una condizione frequente nei progetti infrastrutturali dove point cloud e GIS convivono nello stesso file.

  • Graitec ottiene lo status di Autodesk Gold Partner: importazione articoli per IngForum

    Graitec è diventato Autodesk AECO Gold Technology Partner. Il riconoscimento è stato ottenuto con Graitec File Sync, uno strumento di integrazione dati che sincronizza automaticamente file e cartelle tra piattaforme differenti, tra cui Autodesk Forma, Procore, Bluebeam, Microsoft SharePoint e Egnyte.

    Il tema tocca un nodo noto della gestione informativa: dati di progetto distribuiti su più sistemi, con trasferimenti manuali tra un ambiente e l’altro. È il contesto in cui si colloca lo strumento riconosciuto da Autodesk.

    Migrazione con struttura e denominazioni preservate

    Oltre alla sincronizzazione, le aziende AEC possono utilizzare File Sync per migrare dati di progetto da una piattaforma all’altra mantenendo invariati la struttura e le convenzioni di denominazione. In questa modalità lo strumento riduce il rischio di conflitti tra versioni e di file instradati verso destinazioni errate.

    Backup e archiviazione dei dati di Autodesk Forma

    File Sync può essere impiegato anche per eseguire il backup e l’archiviazione dei dati di progetto di Autodesk Forma verso destinazioni esterne. Secondo lo sviluppatore, questa possibilità garantisce continuità e conformità lungo l’intero ciclo di vita del progetto.

    Le dichiarazioni di Graitec e Autodesk

    “I nostri clienti si affidano ogni giorno agli strumenti Autodesk, e questo riconoscimento significa che possiamo offrire loro un’esperienza più integrata e connessa, che si traduce direttamente in meno errori, consegne più rapide e meno tempo dedicato alla gestione manuale dei dati”, dichiara Gary Edwards, solution line senior director di Graitec.

    “I dati frammentati tra team e sistemi restano una sfida centrale per la consegna dei progetti. Graitec File Sync aiuta a mantenere i dati di progetto connessi tra team e sistemi, per garantire che i team lavorino sui piani più aggiornati. Centralizzando questi dati in Autodesk Forma, i clienti ottengono un coordinamento migliore e un minor sforzo manuale lungo l’intero ciclo di vita del progetto.”

    Ad affermarlo è James Cook, director, industry & technology partnerships di Autodesk.

    La qualifica di Gold Technology Partner resta quindi legata a un prodotto specifico e a tre scenari operativi dichiarati: sincronizzazione automatica di file e cartelle tra piattaforme, migrazione con struttura e denominazioni preservate, backup e archiviazione dei dati di progetto sviluppati su Autodesk Forma.

  • Graitec ottiene lo status di Gold Partner Autodesk

    Graitec ha ottenuto la qualifica di Autodesk AECO Gold Technology Partner grazie a Graitec File Sync, uno strumento di integrazione dati che sincronizza automaticamente file e cartelle tra piattaforme diverse, tra cui Autodesk Forma, Procore, Bluebeam, Microsoft SharePoint ed Egnyte. Il riconoscimento è legato alle funzioni di migrazione, sincronizzazione e backup tra sistemi cloud e locali: operazioni che incidono sulla coerenza delle informazioni di progetto e sul rischio, per gli uffici tecnici, di lavorare su dati non aggiornati.

    Sincronizzazione automatica tra piattaforme

    Il nucleo funzionale di File Sync è la sincronizzazione automatica di file e cartelle tra i sistemi coinvolti nella gestione di un progetto. Le integrazioni dichiarate riguardano Autodesk Forma, Procore, Bluebeam, Microsoft SharePoint ed Egnyte, un perimetro che copre sia ambienti cloud sia sistemi locali. Lo strumento si colloca quindi nell’ambito della gestione dei dati tecnici, con l’obiettivo di mantenere allineate le informazioni quando risiedono in piattaforme differenti.

    Migrazione con struttura e denominazioni preservate

    Gli studi del settore AEC possono utilizzare lo strumento anche per trasferire i dati di progetto da una piattaforma all’altra mantenendo invariati la struttura e le convenzioni di denominazione. Secondo Graitec, questo riduce il rischio di conflitti tra versioni e di file instradati verso percorsi errati, due criticità che emergono con frequenza quando i dati vengono spostati manualmente tra sistemi diversi.

    Backup e archiviazione dei dati di Forma

    La terza area funzionale dichiarata riguarda il backup e l’archiviazione dei dati di progetto di Autodesk Forma verso destinazioni esterne. Secondo gli sviluppatori, questa funzione garantisce continuità e conformità lungo l’intero ciclo di vita del progetto. Si tratta di una dichiarazione del produttore, non di una verifica indipendente.

    Le dichiarazioni di Graitec e Autodesk

    Sul significato del riconoscimento, Gary Edwards, solution line senior director di Graitec, ha affermato:

    I nostri clienti si affidano agli strumenti Autodesk ogni giorno e questo riconoscimento significa che possiamo offrire loro un’esperienza più integrata e connessa, che si traduce direttamente in un numero minore di errori, consegne più rapide e meno tempo dedicato alla gestione manuale dei dati.

    James Cook, director industry & technology partnerships di Autodesk, ha invece indicato nei dati frammentati tra team e sistemi una sfida centrale per la consegna dei progetti:

    File Sync di Graitec aiuta a mantenere i dati di progetto connessi tra team e sistemi, garantendo che le squadre lavorino a partire dai piani più aggiornati. Centralizzando questi dati in Autodesk Forma, i nostri clienti beneficiano di un migliore coordinamento e di un ridotto sforzo manuale lungo l’intero ciclo di vita del progetto.

    Che cosa resta sul campo

    Al di là delle dichiarazioni, la notizia indica tre capacità operative concrete: sincronizzazione automatica tra piattaforme, migrazione dei dati con struttura e convenzioni di denominazione preservate, backup e archiviazione dei progetti Forma verso destinazioni esterne. I benefici evocati, dalla riduzione dei conflitti di versione al minor carico di gestione manuale, provengono dai responsabili delle due aziende e vanno letti come posizioni commerciali, non come valutazioni verificate.

  • File DWG Archweb – Disegni CAD in Formato DWG per Progetti di Ingegneria e Architettura

    Il DWG come punto di partenza, mai come elaborato definitivo

    Scaricare un disegno CAD già pronto può accorciare sensibilmente i tempi di una fase di studio, ma l’operazione richiede disciplina. Un file DWG recuperato da un archivio come quello di Archweb arriva con unità di misura, layer e livelli di dettaglio decisi da altri. Ignorare questi parametri significa importare nel progetto anche errori invisibili a prima vista, spesso scoperti solo in fase di redazione dei tavoli o di verifica tecnica.

    Il formato DWG resta lo standard de facto del disegno tecnico bidimensionale: geometrie vettoriali, quote, blocchi e organizzazione per layer che parlano un linguaggio comune a praticamente tutti gli ambienti di progettazione, da AutoCAD alle soluzioni compatibili. Un file di questo tipo può servire come riferimento dimensionale per elementi architettonici, base per studi tipologici, blocco da innestare in elaborati più ampi o strumento didattico per capire come altri hanno risolto un nodo costruttivo. Quel che non è mai, però, è un elaborato consegnabile così com’è.

    Blocchi, progetti completi e dettagli costruttivi: tre nature diverse

    L’archivio di Archweb distingue i contenuti in tre famiglie, e la differenza non è solo catalografica. Un blocco CAD, sia un arredo, un sanitario o un elemento d’attrezzatura, mantiene le sue proporzioni indipendentemente dal disegno che lo ospita: si inserisce e funziona. Un progetto completo, con piante, sezioni e soluzioni architettoniche articolate, è un’altra cosa: va analizzato, verificato e rielaborato alla luce del contesto specifico. Proprio la loro complessità li rende preziosi come base di studio, perché mostrano scelte distributive e compositive già messe alla prova da altri professionisti, anche quando non verranno usati direttamente.

    Restano i dettagli costruttivi, dedicati a un nodo preciso: attacco a terra, stratigrafia di parete, particolare di copertura. Qui la verifica è più circoscritta ma più puntuale, perché il particolare va confrontato punto per punto con le caratteristiche reali dell’opera. Conoscere la tipologia del file prima ancora di scaricarlo aiuta a calibrare l’attesa e il tempo di lavorazione.

    I controlli da fare prima di lavorare su un file scaricato

    La prima operazione è sempre la stessa: misurare. Verificare a quale unità corrisponde una unità video basta per evitare l’errore più frequente, quello di scala. Un esempio concreto: se una porta standard misura 0,80 nel disegno, il file è in metri; se ne misura 80, è in centimetri. Meglio non fidarsi dell’apparenza e ricorrere ogni volta a un elemento dimensionalmente noto.

    Accanto alle unità di misura, la verifica riguarda la coerenza dimensionale delle quote e dei riferimenti, l’organizzazione dei layer, la data di realizzazione, che può segnalare riferimenti normativi superati, e il livello di dettaglio, che ne determina l’uso legittimo. Un file disordinato produce più problemi dei benefici che promette; uno ben strutturato accorcia in modo significativo i tempi di lavorazione successivi.

    Integrazione nel disegno: layer, pulizia e sovrapposizioni

    Superata la fase di controllo, l’inserimento nel progetto richiede accorgimenti precisi. Il file va importato su un layer dedicato e riconoscibile, rinominato con una convenzione chiara che eviti collisioni con la struttura esistente. Vanno controllate le sovrapposizioni con gli elementi già presenti, individuate e eliminate le nidificazioni di blocchi superflue, ripulito il file da ciò che non serve prima dell’inserimento. Sono passaggi che proteggono il disegno finale dal degrado tipico: file pesanti, layer duplicati, geometrie fantasma difficili da intercettare.

    A questo proposito conviene che tutti i file di un archivio condividano una struttura di layer uniforme e riconoscibile. Archweb adotta questo criterio, il che semplifica l’innesto nei propri elaborati e la successiva gestione del disegno.

    Normativa locale e adattamento dimensionale: la verifica resta al progettista

    Nessun file scaricato conosce il regolamento edilizio del comune in cui si lavora, né le distanze minime prescritte, né i requisiti di accessibilità e sicurezza degli spazi, che vanno verificati caso per caso. Nemmeno le dimensioni sono mai trasportabili in automatico: una scala presa da un elaborato esterno può risultare ripida o ingombrante per lo spazio disponibile, e va ricalcolata sul contesto reale. Il file è un’ipotesi progettuale, non una soluzione universale.

    L’archivio: cosa cambia tra i piani di accesso

    Le modalità di accesso ad Archweb si distinguono per numero di blocchi fruibili e download giornalieri.

    Piano Costo Blocchi CAD inclusi Download al giorno
    Senza registrazione Gratuito 393 5
    Con registrazione Gratuito 3.994 15
    Premium 8,90 € al mese 5.957 25

    La registrazione gratuita, oltre ad ampliare l’accesso ai contenuti, abilita i commenti sul blog e l’invio di contenuti propri. Il piano Premium aggiunge foto ad alta risoluzione e 1.570 file esclusivi, una configurazione pensata per chi usa l’archivio in modo continuativo nella professione.

    Un metodo di lavoro per l’archivio personale

    Oltre ai singoli file, conviene fissare un metodo. Aprire il disegno separatamente prima di importarlo, controllare sempre unità, scala e layer, confrontare le soluzioni con la normativa vigente, documentare le modifiche apportate e conservare una copia dell’originale non toccato: operazioni poco costose che evitano errori difficili da risalire in fasi avanzate. In parallelo, molti professionisti costruiscono nel tempo un archivio personale di riferimenti CAD organizzato per categoria, tipologia e data di aggiornamento: una risorsa che permette di confrontare più varianti prima di scegliere l’impostazione definitiva.

    Quanto ai vincoli d’uso, la citazione della fonte dipende dai termini di licenza della piattaforma, da verificare prima dell’impiego.

    Il valore di un DWG scaricato si misura tutto qui: nella cura della verifica preliminare e nella capacità di rielaborarlo secondo le condizioni reali del progetto e della normativa applicabile.

  • Nemetschek Group punta forte sul settore delle costruzioni: strategie e investimenti nel digitale edile

    Nemetschek Group ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Heavy Construction Systems Specialists (HCSS), azienda tecnologica nordamericana specializzata in soluzioni software per l’edilizia infrastrutturale e le grandi opere civili. L’operazione interessa un segmento del mercato AEC in cui la digitalizzazione dei processi di gestione cantiere, pianificazione e comunicazione tra imprese è in espansione, e rafforza il posizionamento del gruppo tedesco in un settore che fino a ora non costituiva il suo nucleo principale.

    HCSS entra nel segmento Build & Construct

    HCSS verrà integrata nel segmento Build & Construct di Nemetschek, che comprende già i marchi Bluebeam, GoCanvas (incluso SiteDocs) e Nevaris. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, l’ingresso di HCSS nel portafoglio dovrebbe potenziare la capacità di supportare i clienti nella collaborazione e nell’ottimizzazione dei processi lungo tutte le fasi e le tipologie di progetto.

    HCSS opera dal 1986 e assiste oltre 4.000 aziende, da piccole imprese a general contractor miliardari, con uno staff di più di 550 professionisti. La piattaforma end-to-end dell’azienda viene indicata come un elemento rilevante per migliorare efficienza, sicurezza e comunicazione nei progetti di costruzione infrastrutturale e di ingegneria civile pesante. Resta da verificare, una volta conclusa l’operazione, in che misura l’integrazione con le altre soluzioni del segmento si tradurrà in interoperabilità concreta tra gli strumenti.

    Le motivazioni strategiche dichiarate

    Per Nemetschek i settori delle infrastrutture e delle grandi opere civili rappresentano opportunità di crescita significative, trainate da quattro fattori strutturali: l’invecchiamento dei patrimoni infrastrutturali esistenti, gli investimenti governativi su larga scala, la transizione energetica e l’urbanizzazione in corso.

    “Con l’acquisizione di HCSS, leader tecnologico altamente riconosciuto nell’edilizia infrastrutturale e civile pesante, facciamo il nostro prossimo grande passo strategico in avanti”, ha dichiarato Yves Padrines, amministratore delegato di Nemetschek Group. “Siamo già in una posizione solida nel settore edile e stiamo ora rafforzando e scalando la nostra presenza nel settore infrastrutturale e delle opere civili, in rapida crescita, sostenuto da molteplici driver di crescita strutturali.”

    Padrines ha aggiunto che l’operazione espande dimensioni e mercato potenziale del gruppo, approfondisce la presenza in Nord America e si integra con il portafoglio esistente del segmento Build & Construct, offrendo secondo il gruppo maggiori possibilità di innovare e ampliare la propria copertura anche attraverso le capacità di sviluppo in ambito AI. Si tratta di affermazioni del produttore, non di valutazioni indipendenti sull’impatto operativo dell’operazione.

    Struttura dell’operazione e tempistiche

    HCSS è attualmente controllata da Thoma Bravo, società di investimento specializzata nel settore software. Nell’ambito della transazione, Thoma Bravo riceverà quote del segmento Build & Construct di Nemetschek: secondo la struttura di proprietà concordata, Nemetschek SE deterrà circa il 72% delle quote del segmento, mentre Thoma Bravo entrerà come azionista di minoranza con circa il 28%.

    Come parte dell’accordo, Nemetschek Group rifinirà tutti i debiti finanziari e le passività esistenti di HCSS, con un impatto stimato di circa 450 milioni di euro sulla posizione di debito netto del gruppo.

    La conclusione dell’operazione è prevista per il secondo semestre del 2026 ed è subordinata alle consuete approvazioni regolatorie e condizioni di chiusura.

    Rilevanza per il mercato AEC digitale

    L’operazione conferma la concentrazione in atto nel mercato del software per le costruzioni, dove i gruppi editoriali e tecnologici consolidano piattaforme orientate alla gestione dei dati di progetto e di cantiere. Per le imprese e i professionisti che operano nel settore infrastrutturale, l’integrazione di HCSS in un portafoglio che include strumenti di revisione documentale, gestione operativa e calcolo dei costi potrà comportare modifiche all’ecosistema software disponibile, ma gli effetti concreti su funzionalità, integrazioni e condizioni commerciali resteranno da valutare dopo la chiusura dell’accordo.

  • SAIE Bologna 2026: l’evoluzione di Analist Group dal rilievo digitale al BIM

    Al SAIE 2026, in programma a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026 (Stand A38, Padiglione 25), Analist Group porterà un percorso tecnologico che va dal rilievo digitale del costruito alla generazione del modello BIM. Per il professionista che lavora sul ciclo edilizio, il tema di fondo è la continuità del dato: dall’acquisizione in cantiere alla restituzione e all’elaborazione fino al modello digitale usato in progettazione.

    La sessantesima edizione della Fiera delle Costruzioni, dedicata a progettazione, edilizia e impianti, sarà per l’azienda l’occasione per ripercorrere l’evoluzione messa in campo nelle ultime edizioni, caratterizzata da un passaggio dichiarato: dal ruolo di distributore di tecnologie internazionali a quello di produttore, con un ecosistema in cui gli strumenti dialogano lungo l’intero processo di rilievo.

    Il rilievo 3D in fiera: dalla Pro2 alla Pro3

    2021: la camera 3D entra nel rilievo

    All’edizione 2021, la prima post-Covid, Analist Group presentò al pubblico italiano Matterport Pro2 3D, una camera 3D in grado di acquisire gli spazi e trasformarli in un ambiente tridimensionale navigabile. Il punto di interesse tecnico era la conservazione dell’informazione: il dato acquisito resta consultabile dal professionista anche dopo aver lasciato il cantiere, spostando il rilievo da sequenza di misure prese sul posto a patrimonio informativo disponibile nello studio.

    Il contesto era quello del periodo Superbonus, con la conseguente moltiplicazione di pratiche, sopralluoghi, progettazioni e cantieri e la necessità di rilevare gli edifici in modo più rapido e preciso. Secondo l’azienda, quella fu la prima volta che questa tecnologia venne portata all’attenzione del pubblico italiano. La Pro2 3D divenne inoltre lo strumento attorno al quale l’azienda costruì una nuova organizzazione del lavoro, integrando la tecnologia Matterport con il proprio software Analist per trasformare il dato acquisito sul campo in materiale utilizzabile dal tecnico.

    2022: LiDAR e flusso completo del dato

    Nel 2022 fu la volta di Matterport Pro3, che aggiunge le potenzialità del laser scanner LiDAR all’acquisizione 3D, estendendo l’applicazione del rilievo a spazi, edifici e scenari operativi più ampi. In fiera furono presentate dimostrazioni della soluzione integrata con Analist CLOUD e della possibilità di trasformare il dato acquisito in nuvole di punti e elaborati tecnici.

    Con Pro3 l’accento si spostò dal singolo strumento al flusso di lavoro: un processo che accompagna il professionista dall’acquisizione alla restituzione e all’elaborazione del dato. È la direzione che, secondo l’azienda, ha contribuito a modificare il modo di lavorare dei professionisti italiani nel rilievo.

    GPS ProTRACK: dal distributore al produttore

    Un ulteriore passaggio è segnato da GPS ProTRACK, un ricevitore GNSS RTK nato dalla Ricerca e Sviluppo di Analist Group: ideato, sviluppato e prodotto internamente, con l’obiettivo dichiarato di offrire uno strumento accessibile e adattabile a molteplici usi operativi. Anche ProTRACK è stato presentato al pubblico in fiera al SAIE.

    Oltre al singolo prodotto, questo passaggio indica il cambio di ruolo dell’azienda: non solo selezione e integrazione di tecnologie internazionali per il rilievo, ma progettazione e produzione diretta, per costruire un ecosistema in cui strumenti differenti dialogano tra loro e accompagnano il tecnico lungo l’intero processo di rilievo.

    SAIE 2026: dal rilievo al BIM

    La proposta per il 2026 sintetizza questa evoluzione: il rilievo può partire da tecnologie diverse a seconda del lavoro da affrontare, per poi confluire in Analist 2027 e diventare BIM. Non una raccolta di strumenti separati, dunque, ma un flusso che parte dall’edificio reale e arriva al suo modello digitale.

    In questo quadro si inserisce l’evento “Dal Rilievo Digitale al Modello BIM”, previsto presso lo Stand A38 del Padiglione 25 con rilascio di Crediti Formativi Professionali per Geometri e Ingegneri. Il programma mette insieme Matterport Pro3, tecnologia SLAM, GPS ProTRACK, droni e le nuove funzionalità BIM di Analist, mostrando il passaggio concreto dal dato raccolto sul campo alla progettazione.

    Informazioni pratiche

    • Evento: SAIE 2026, sessantesima edizione della Fiera delle Costruzioni
    • Dove: BolognaFiere, Stand A38, Padiglione 25
    • Quando: dal 7 al 10 ottobre 2026
    • In programma: dimostrazioni di Matterport Pro3, tecnologia SLAM, GPS ProTRACK, droni e funzionalità BIM di Analist; evento “Dal Rilievo Digitale al Modello BIM” con Crediti Formativi Professionali per Geometri e Ingegneri

    Il bilancio che l’azienda trae da queste edizioni è che l’innovazione consista nell’evolvere insieme a chi usa quotidianamente le tecnologie in studio, in cantiere e sul campo. Le informazioni sulla presenza in fiera sono disponibili sul sito dedicato, dove è possibile richiedere il biglietto omaggio per l’edizione 2026.