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  • Valutazione Integrata FAHP-TOPSIS dei Fattori di Rischio per la Sostenibilità Socio-Economica nella Fase di Costruzione di Progetti di Edifici Verdi: Evidenza dal Nepal

    La gestione dei progetti edilizi, in particolare quelli orientati alla sostenibilità, si confronta con sfide complesse che vanno oltre la mera performance ambientale. L’integrazione degli aspetti socio-economici nella valutazione dei rischi, specialmente nella fase di costruzione, è cruciale per garantire il successo e la durabilità di tali iniziative. Questo approccio sistematico consente di identificare e mitigare potenziali criticità, contribuendo a definire strategie operative più resilienti e a creare valore per tutte le parti interessate.

    L’importanza dei fattori di rischio socio-economici nei progetti edilizi verdi

    I progetti di costruzione che mirano alla sostenibilità, i cosiddetti “green building”, sono spesso valutati principalmente per il loro impatto ambientale. Tuttavia, una visione olistica della sostenibilità richiede un’attenta considerazione anche delle dimensioni sociali ed economiche. Trascurare i fattori di rischio legati a queste sfere può compromettere non solo il rispetto dei budget e dei tempi di progetto, ma anche la reputazione aziendale e l’accettazione da parte delle comunità locali. La sostenibilità socio-economica abbraccia aspetti quali le condizioni lavorative, l’impatto sulla forza lavoro locale, l’accessibilità, il contributo all’economia del territorio, la gestione delle risorse e l’equità sociale. L’individuazione precoce e la valutazione di questi rischi sono fondamentali per sviluppare una strategia di progetto che sia veramente integrata e responsabile.

    Criticità e valutazione nella fase di costruzione

    La fase di costruzione rappresenta un momento critico nel ciclo di vita di un progetto, dove i rischi possono manifestarsi con maggiore intensità e complessità. Durante questa fase, le interazioni tra i vari stakeholder, le condizioni del sito, la gestione della manodopera, l’approvvigionamento dei materiali e le dinamiche economiche locali possono generare fattori di rischio significativi. La capacità di identificare, analizzare e classificare questi elementi, con particolare attenzione a quelli socio-economici, è essenziale per implementare misure preventive efficaci. Una valutazione strutturata permette ai team di progetto di comprendere la potenziale gravità e la probabilità di accadimento di ogni rischio, supportando decisioni informate e ottimizzando l’allocazione delle risorse per la mitigazione.

    L’applicazione di metodologie integrate per l’analisi del rischio: FAHP e TOPSIS

    Per affrontare la multidimensionalità dei rischi socio-economici e la complessità intrinseca dei progetti edilizi verdi, è opportuno adottare metodologie di analisi decisionale multi-criterio. L’integrazione di tecniche come il Fuzzy Analytical Hierarchy Process (FAHP) e la Technique for Order Preference by Similarity to Ideal Solution (TOPSIS) offre un quadro robusto per la valutazione.

    Il FAHP consente di strutturare il problema decisionale in una gerarchia di criteri e sub-criteri, facilitando la prioritizzazione e la ponderazione dei vari fattori di rischio attraverso confronti a coppie. L’introduzione della logica fuzzy permette di gestire l’incertezza e l’imprecisione intrinseche nelle valutazioni soggettive, tipiche degli ambiti socio-economici. Questo approccio trasforma giudizi qualitativi in valori quantitativi, fornendo un peso relativo a ciascun criterio di rischio.

    Successivamente, la metodologia TOPSIS entra in gioco per classificare le diverse alternative o, in questo contesto, per ordinare i fattori di rischio in base alla loro “distanza” da una soluzione ideale positiva e da una soluzione ideale negativa. Questa tecnica identifica la soluzione migliore come quella che è più vicina all’ideale positivo e più lontana dall’ideale negativo, fornendo una chiara graduatoria della rilevanza o della criticità dei fattori di rischio identificati. L’applicazione combinata di FAHP e TOPSIS offre una valutazione oggettiva e sistematica, essenziale per la gestione proattiva dei rischi in contesti progettuali complessi.

    L’impiego di queste metodologie integrate, come dimostrato anche in contesti applicativi in Nepal per l’analisi dei rischi di sostenibilità socio-economica nella fase di costruzione di progetti edilizi verdi, si rivela uno strumento prezioso per ingegneri, progettisti e consulenti tecnici. Permette di tradurre la complessità delle interazioni socio-economiche in un modello decisionale quantificabile, migliorando la capacità di gestione dei rischi e supportando lo sviluppo di costruzioni più resilienti e sostenibili nel lungo periodo.

  • IES Sync for Revit: lanciato il nuovo plugin per la simulazione energetica dei modelli BIM

    IES Sync for Revit è la connessione nativa presentata da IES tra Revit e IES VE, la piattaforma dell’azienda per la simulazione delle prestazioni dell’edificio. Secondo IES, il collegamento dovrebbe ridurre sensibilmente la necessità di ricostruire i modelli nel passaggio dalla progettazione all’analisi energetica. L’annuncio comprende due elementi: il connettore per Revit e la release 2026 della piattaforma di simulazione.

    Dall’esportazione di file al collegamento diretto

    Lo strumento è progettato per snellire il passaggio dal modello di progettazione alla simulazione. Si propone come alternativa all’esportazione di un file IFC o gbXML, oppure alla ricostruzione del modello in IES VE a partire da un file DXF bidimensionale. Con IES Sync, Revit è collegato direttamente all’ecosistema IES attraverso un livello dati condiviso (shared data intelligence layer).

    Nella configurazione attuale, il livello condiviso trasporta la geometria del modello, inclusi vuoti e plenum d’aria. I dati rilevanti per l’analisi energetica non rientrano ancora nel trasferimento: la loro inclusione è prevista nelle versioni future della connessione.

    IES VE 2026: l’aggiornamento della piattaforma

    Insieme alla connessione, IES ha rilasciato un aggiornamento sostanziale di IES VE. Secondo l’azienda, la release 2026 riduce nelle analisi quotidiane le impostazioni ripetute, i controlli e le rilavorazioni, mantenendo la fisica dell’edificio e la profondità tecnica necessarie ai progetti complessi. Gli ambiti indicati sono i principali flussi di lavoro HVAC Design, Data Centre, Compliance e BIM to BEM.

    La release introduce:

    • un flusso di lavoro guidato per la progettazione HVAC;
    • salvaguardie rafforzate per gli studi parametrici;
    • la modifica in blocco dei controller HVAC a livello di ambiente;
    • un nuovo flusso di lavoro a supporto delle valutazioni di surriscaldamento secondo CIBSE TM59:2026;
    • una funzionalità dedicata ai data center, che consente la modellazione del raffreddamento liquido e ibrido.

    Per i flussi di lavoro BIM to BEM, la connessione interviene sul punto di passaggio tra modello di progettazione e ambiente di simulazione, proponendo un collegamento diretto al posto dello scambio tramite file. La riduzione del lavoro di ricostruzione dichiarata da IES resta una valutazione del produttore; l’estensione del livello dati alle informazioni energetiche è annunciata per le versioni future.

  • IES Sync for Revit: lanciato il nuovo plugin per l’analisi energetica degli edifici

    IES ha presentato IES Sync for Revit, un collegamento nativo tra Revit e IES VE, la piattaforma dell’azienda per la simulazione delle prestazioni degli edifici. Secondo quanto dichiarato da IES, la connessione ridurrebbe sensibilmente la necessità di ricostruire i modelli nel passaggio dalla progettazione all’analisi energetica. L’annuncio è accompagnato dal rilascio della versione 2026 di IES VE, un aggiornamento di rilievo che interviene sui principali workflow di simulazione della piattaforma.

    Da Revit a IES VE senza esportazioni intermedie

    IES Sync for Revit è progettato per snellire il passaggio dal modello di progetto al modello di simulazione. Lo strumento si pone in alternativa a due approcci: l’esportazione di un file IFC o gbXML, oppure la ricostruzione del modello in IESVE a partire da un file DXF bidimensionale. Il nuovo collegamento prescinde da questi stadi intermedi: Revit si connette direttamente all’ecosistema IES attraverso uno strato condiviso di data intelligence.

    Cosa trasporta lo strato dati condiviso

    Lo strato condiviso trasporta la geometria, compresi vuoti e plenum d’aria. Nelle versioni future è prevista l’estensione anche ai dati rilevanti per l’analisi energetica: nella configurazione attuale lo scambio riguarda quindi il modello geometrico, mentre l’informazione energetica è annunciata come sviluppo successivo.

    L’aggiornamento 2026 di IES VE

    In parallelo al nuovo collegamento, IES ha distribuito un aggiornamento rilevante di IES VE. La versione 2026, secondo l’azienda, riduce le attività ripetute di configurazione, verifica e rilavorazione nell’analisi quotidiana, mantenendo la fisica dell’edificio e la profondità tecnica necessarie per i progetti complessi. L’intervento riguarda i workflow chiave della piattaforma: HVAC Design, Data Centre, Compliance e BIM to BEM, quest’ultimo relativo al passaggio dal modello BIM al modello energetico dell’edificio.

    Le novità funzionali della versione 2026

    L’aggiornamento introduce i seguenti elementi:

    • un workflow guidato per la progettazione HVAC;
    • salvaguardie rafforzate per gli studi parametrici;
    • la modifica in blocco dei controllori HVAC definiti a livello di ambiente;
    • un nuovo workflow a supporto delle valutazioni di surriscaldamento secondo CIBSE TM59:2026;
    • una funzionalità dedicata ai data centre, che abilita la modellazione del raffreddamento liquido e ibrido.

    Le due novità perseguono la stessa direzione: contenere le attività ripetitive di ricostruzione, configurazione e verifica che separano il modello di progetto dalle analisi di prestazione, preservando, secondo quanto dichiarato dall’azienda, la fisica dell’edificio e la profondità tecnica richiesta dai progetti complessi.

  • Hexagon acquisisce Rocscience per 535 milioni di dollari

    La realtà dell’ingegneria civile e delle infrastrutture si orienta sempre più verso l’integrazione dei dati in tempo reale con i modelli di simulazione avanzata. In questo contesto, Hexagon, noto fornitore di soluzioni digitali, ha annunciato un accordo per l’acquisizione di Rocscience, sviluppatore di software per l’analisi geotecnica. L’operazione, valutata 535 milioni di dollari USA su base cash-free e debt-free, è prevista per la chiusura nel quarto trimestre del 2026, subordinatamente alle consuete condizioni.

    Rocscience: Expertise nella Modellazione Geotecnica e Strutturale

    Rocscience, con sede a Toronto, si distingue nello sviluppo di software dedicati alla modellazione del comportamento di roccia, terreno e strutture. I suoi strumenti consentono analisi approfondite di stabilità dei pendii e movimenti del suolo, oltre a valutazioni prestazionali per opere cruciali come gallerie, dighe e altre infrastrutture. L’ampia diffusione dei prodotti Rocscience, utilizzati da clienti nei settori minerario, dell’ingegneria civile e dell’energia in circa 125 paesi, testimonia la loro rilevanza tecnica. Il software integra inoltre flussi di lavoro assistiti dall’intelligenza artificiale, compresa un’interfaccia basata sul linguaggio naturale, per ottimizzare l’interazione utente e la rapidità delle analisi.

    Sinergia tra Simulazione e Monitoraggio in Tempo Reale

    L’acquisizione mira a realizzare una sinergia tra le capacità di simulazione di Rocscience e le tecnologie di sensoristica e monitoraggio di Hexagon, che includono sistemi di monitoraggio radar. L’obiettivo strategico è stabilire un ciclo di feedback continuo, nel quale i dati acquisiti in tempo reale dai sensori possano informare, aggiornare e calibrare i modelli di ingegneria attraverso tutte le fasi di un progetto: dalla progettazione, passando per la costruzione, fino alla fase operativa. Questo approccio integrato promette di elevare la precisione e l’affidabilità delle previsioni sul comportamento geotecnico e strutturale.

    Vantaggi Operativi per la Progettazione e la Gestione delle Infrastrutture

    Per i team impegnati nella realizzazione e gestione di infrastrutture, l’integrazione proposta offre la possibilità di correlare direttamente le previsioni sul comportamento del terreno e delle strutture con le condizioni misurate in cantiere. Questo sistema favorirebbe una più rapida identificazione dei rischi emergenti, consentendo interventi tempestivi e una significativa riduzione dei tempi necessari per le analisi complesse. Rocscience entrerà a far parte della divisione Radar & Monitoring all’interno della Business Area Infrastructure & Geospatial di Hexagon, rafforzando l’offerta tecnologica del gruppo. Secondo Henning Sandfort, presidente Infrastructure & Geospatial di Hexagon AB, l’integrazione tra le misurazioni dei sensori e i modelli predittivi di Rocscience rappresenta un passo cruciale per supportare i clienti nel passaggio dall’acquisizione dei dati all’azione informata con maggiore sicurezza operativa.

    Con un fatturato previsto per Rocscience che si avvicina ai 50 milioni di dollari USA nel 2026, e con ricavi ricorrenti annuali superiori all’80% del totale, l’acquisizione è destinata a incrementare l’utile netto di Hexagon già a partire dalla chiusura, con margini EBITAC che superano il 40%. La mossa strategica di Hexagon sottolinea l’importanza crescente dell’integrazione dati e della modellazione avanzata per la gestione predittiva e la resilienza delle infrastrutture.

  • Matterport abbraccia le nuvole di punti: la nuova frontiera della scansione 3D per il settore AEC

    Matterport ha presentato ad Autodesk University 2026 una nuova funzionalità denominata Point Cloud Import, che consente di importare in un account Matterport una nuvola di punti E57 già registrata, generando automaticamente un modello 3D navigabile. La novità interessa direttamente il lavoro di chi operatively gestisce rilievi laser scanner e li usa come base per progettazione, verifica e coordinamento: il dato da rilievo, invece di restare confinato nei software di registrazione dedicati, diventa fruibile come modello condivisibile.

    Importazione del dato registrato

    L’aspetto distintivo della funzionalità dichiarato da Matterport è la gestione della registrazione durante l’import. L’azienda afferma che è possibile bloccare la registrazione e preservare la geometria contenuta nel file E57: la nuvola di punti di qualità da rilievo, tipicamente acquisita con scanner Leica, Faro, Trimble o NavVis, conserva la registrazione esistente senza richiedere un riprocessamento. Per chi lavora con dati da rilievo, questo significa che il riferimento spaziale già consolidato in fase di registrazione non viene rielaborato in sede di import.

    Fruizione e condivisione del digital twin

    Una volta importato, il modello può essere esplorato e condiviso come “digital twin” Matterport. Gli utenti lo aprono dal browser su qualsiasi dispositivo, si muovono nello spazio, eseguono misurazioni, aggiungono informazioni contestuali ed estraggono dati spaziali. Il punto tecnico rilevante è l’accesso al dato da parte di soggetti che non hanno mai visto il cantiere o l’edificio: è possibile annotare conflitti, verificare distanze di rispetto (clearance) e lasciare domande associate a specifiche apparecchiature, anche a distanza dal sito.

    Integrazioni con gli strumenti Autodesk

    Matterport ha mostrato anche workflow di interscambio con il software Autodesk. Il sistema Autodesk Forma può ricevere RFIs e issues ancorati alla geometria attraverso un plug-in bidirezionale. Sono inoltre dichiarati workflow diretti verso Revit e Autodesk Tandem. L’ancoraggio spaziale delle comunicazioni tecniche (richieste informazioni, non conformità, questioni aperte) al modello di realtà acquisita consente di ricollegare ogni scambio documentale al punto fisico del progetto a cui si riferisce, con implicazioni dirette sulla gestione del processo edilizio e del coordinamento tra discipline.

    Quadro d’insieme per il professionista

    Le funzionalità dichiarate si riassumono come segue:

    • Input: nuvole di punti E57 registrate, prodotte con scanner di rilievo di classe survey (Leica, Faro, Trimble, NavVis).
    • Output: modello 3D navigabile in browser, condivisibile come digital twin.
    • Operazioni supportate: navigazione spaziale, misurazioni, inserimento di informazioni contestuali, estrazione di dati spaziali, annotazione di conflitti, verifica di clearance, domande associate a equipaggiamenti.
    • Integrazione: plug-in bidirezionale con Autodesk Forma per RFIs e issues ancorati; workflow verso Revit e Autodesk Tandem.
    • Condizione dichiarata: registrazione bloccata durante l’import, geometria E57 preservata.

    Le informazioni riportate derivano dalla dimostrazione condotta ad Autodesk University 2026 e dalle dichiarazioni di Matterport: i workflow con gli strumenti Autodesk e la capacità di trattare nuvole di rilievo scan-grade vanno letti in questo quadro, in attesa di riscontro d’uso. Per gli uffici tecnici che già producono nuvole E57 registrate, la funzionalità incide sul passaggio tra fase di rilievo e fasi di gestione del modello, riducendo la barriera tra il dato da scanner e la piattaforma di condivisione del digital twin. Restano competenza del professionista le verifiche sul dato importato e l’interpretazione delle geometrie, come per ogni elaborazione che discende da rilievo strumentale.

  • Modello Numerico del Campanile della Moschea-Cattedrale di Cordova

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    Un modello numerico del Campanile della Moschea-Cattedrale di Córdoba è stato oggetto di uno studio pubblicato su Buildings, Vol. 16, Pages 4010. Questo lavoro si inserisce pienamente nel campo della teoria delle strutture.

    La ricerca si concentra sull’analisi strutturale di un bene architettonico di rilevanza storica attraverso l’applicazione di metodologie di modellazione numerica, contribuendo alla comprensione e alla documentazione scientifica in questo ambito specialistico dell’ingegneria civile.

  • Metodo ad Onde Riflesse per la Previsione di Discontinuità Geologiche a Monte del Fronte di Scavo in Strati Interstratificati Teneri e Duri

    Le sfide poste dalle condizioni geologiche complesse, in particolare la presenza di stratificazioni interbedding caratterizzate da alternanze di terreni morbidi e duri, rappresentano un nodo cruciale per l’ingegneria geotecnica, specialmente nelle opere di scavo profondo e in sotterraneo. La necessità di una previsione accurata delle discontinuità geologiche, come i giunti, a monte del fronte di scavo, assume un’importanza fondamentale per la sicurezza e l’efficienza dei progetti.

    La complessità delle stratificazioni interbedding morbide e dure nell’ingegneria geotecnica

    Le stratificazioni interbedding, con l’alternanza di strati di roccia o terreno con caratteristiche geomeccaniche significativamente diverse (da morbide a dure), introducono una notevole variabilità nelle proprietà del massiccio roccioso o del suolo. Questa eterogeneità rende complessa l’analisi di stabilità e la progettazione dei sistemi di sostegno per gli scavi. La presenza di giunti, ovvero discontinuità strutturali naturali all’interno di queste formazioni, può alterare drasticamente il comportamento del fronte di scavo, influenzando la sua stabilità, la permeabilità e la propagazione delle deformazioni. L’interazione tra strati di diversa rigidità, unita alla potenziale presenza di giunti non rilevati, può portare a fenomeni di instabilità localizzata, crolli o sovraconsumi di rivestimento, con gravi ripercussioni sulla sicurezza del cantiere e sui costi di realizzazione.

    Il metodo delle onde riflesse per la caratterizzazione del sottosuolo

    Per affrontare queste criticità, le tecniche di indagine geofisica rivestono un ruolo sempre più rilevante. Tra queste, i metodi basati sulla propagazione delle onde elastiche offrono strumenti potenti per la caratterizzazione non invasiva del sottosuolo. Il metodo delle onde riflesse, in particolare, sfrutta la variazione di impedenza acustica tra diversi materiali per individuare e mappare le discontinuità strutturali e le interfacce tra strati. L’applicazione di questa metodologia consente di ottenere informazioni dettagliate sulla geologia a monte del fronte di scavo, identificando la posizione e l’orientamento di giunti o altre eterogeneità prima che queste siano direttamente esposte. Questo approccio basato sulle onde sismiche o acustiche permette di “vedere” oltre la superficie visibile, fornendo dati preziosi per l’ingegnere geotecnico.

    Implicazioni progettuali e operative per gli scavi in sotterraneo

    La capacità di prevedere con anticipo la presenza di giunti in stratificazioni interbedding morbide e dure offre vantaggi significativi nella fase di progettazione e durante l’esecuzione degli scavi. Una conoscenza preventiva delle condizioni geologiche consente ai progettisti di affinare il dimensionamento delle opere di sostegno, ottimizzare la sequenza di scavo e scegliere le tecniche più appropriate per mitigare i rischi. Ad esempio, la localizzazione precisa di giunti può guidare la pianificazione di interventi mirati di consolidamento, come iniezioni o installazione di bulloni di roccia, prima che il fronte di scavo raggiunga la zona critica. Ciò si traduce in una maggiore sicurezza per gli operatori, una riduzione delle incertezze progettuali, un controllo più efficace dei tempi e dei costi e, in ultima analisi, un miglioramento complessivo della qualità e della durabilità dell’opera.

    La previsione delle discontinuità geologiche a monte del fronte di scavo, specialmente in contesti geologici complessi come le stratificazioni interbedding morbide e dure, rappresenta un fattore chiave per l’avanzamento delle moderne pratiche di ingegneria geotecnica e delle costruzioni in sotterraneo. L’integrazione di metodi di indagine avanzati, come quello basato sulle onde riflesse, nel flusso di lavoro progettuale e esecutivo è fondamentale per garantire la realizzazione di infrastrutture sicure ed efficienti.

  • Calcestruzzo stampato in 3D: Effetto dell’altezza dello strato su resistenza a compressione, affidabilità e valutazione ultrasonica

    L’introduzione della stampa 3D nel settore delle costruzioni sta ridefinendo le metodologie di realizzazione, offrendo nuove prospettive per la creazione di geometrie complesse e per l’ottimizzazione dei processi esecutivi. Tuttavia, l’espansione dell’utilizzo del calcestruzzo stampato in 3D, specialmente in contesti strutturali, impone una comprensione approfondita e una caratterizzazione rigorosa delle sue proprietà meccaniche e della loro affidabilità. La natura intrinseca del processo di produzione additiva, basata sulla deposizione sequenziale di strati di materiale, introduce variabili che possono influenzare direttamente le prestazioni finali del componente.

    Influenza dell’Altezza dello Strato nelle Proprietà del Calcestruzzo 3D

    Un parametro fondamentale nel processo di stampa 3D del calcestruzzo è l’altezza dello strato. Questo fattore tecnologico può avere un impatto significativo sulla compattazione del materiale, sull’adesione tra gli strati consecutivi e sulla distribuzione complessiva delle porosità all’interno dell’elemento stampato. Tali aspetti microstrutturali sono direttamente correlati alle proprietà meccaniche macroscopiche, tra cui la resistenza a compressione, un indicatore chiave per le prestazioni strutturali di qualsiasi materiale cementizio. La modulazione dell’altezza dello strato può quindi modificare l’omogeneità e l’integrità strutturale dell’elemento finale, con conseguenze dirette sulla sua capacità portante.

    Valutazione dell’Affidabilità della Resistenza a Compressione

    La resistenza a compressione è il parametro primario nella progettazione delle strutture in calcestruzzo. Per le applicazioni con calcestruzzo stampato in 3D, è cruciale non solo raggiungere valori di resistenza adeguati, ma anche garantire un’elevata affidabilità e consistenza di tali valori. La potenziale variabilità derivante dalla stratificazione e dai parametri di processo può generare una dispersione maggiore nei risultati della resistenza a compressione rispetto al calcestruzzo tradizionale. Per gli ingegneri strutturisti e i calcolisti, la quantificazione di questa affidabilità è indispensabile per l’applicazione di coefficienti di sicurezza appropriati, per la validazione dei modelli strutturali e per lo sviluppo di criteri di accettazione robusti, elementi essenziali per la conformità normativa e la sicurezza delle costruzioni.

    Diagnostica Non Distruttiva con Ultrasuoni per Elementi Stampati

    Le tecniche di controllo non distruttivo (CND) offrono un approccio strategico per la valutazione della qualità e dell’omogeneità del calcestruzzo stampato in 3D. In questo contesto, l’analisi ultrasonica si presenta come uno strumento diagnostico promettente. Misurando la velocità di propagazione di impulsi ultrasonici (UPV) attraverso il materiale, è possibile correlare i dati ottenuti con la densità, l’omogeneità, la presenza di difetti interni e, indirettamente, con la resistenza meccanica. Questa metodologia consente un monitoraggio non invasivo dell’integrità degli elementi, sia durante il processo di stampa sia dopo l’indurimento, permettendo di identificare eventuali disomogeneità o difetti tra gli strati senza compromettere l’integrità strutturale dell’elemento e fornendo un’indicazione preziosa sulla sua qualità complessiva.

    Le indagini approfondite sull’interazione tra i parametri di processo, le prestazioni meccaniche e le tecniche di diagnostica non distruttiva sono fondamentali per il progresso e la maturità del calcestruzzo stampato in 3D. Un approccio metodologico rigoroso è indispensabile per sviluppare standard di progettazione e costruzione che ne consentano l’ampia adozione, garantendo sicurezza, durabilità e affidabilità nelle applicazioni future dell’ingegneria civile e strutturale.

  • Benchmarking dei Costi di Gestione degli Edifici a Lungo Termine: Integrazione di Opex e Capex con un Modello di Regressione a Panel

    La gestione economica del ciclo di vita di un edificio rappresenta una delle sfide più significative per ingegneri, progettisti e gestori immobiliari. Valutare in modo preciso i costi operativi a lungo termine, integrandoli con le spese di investimento iniziali, è fondamentale per ottimizzare le scelte progettuali e garantire la sostenibilità economica di un immobile nel tempo. Un recente studio pubblicato su “Buildings”, Vol. 16, ha esplorato proprio questa tematica, proponendo un approccio metodologico avanzato per il benchmarking dei costi.

    La Valutazione Olistica dei Costi Edilizi: Oltre l’Investimento Iniziale

    Tradizionalmente, la decisione di investimento in un progetto edilizio o la valutazione della sua economicità si è spesso focalizzata sulle spese iniziali, i cosiddetti Capital Expenditures (Capex). Tuttavia, l’esperienza dimostra che una prospettiva così limitata può portare a scelte subottimali, ignorando l’impatto preponderante dei costi operativi (Operational Expenditures, Opex) che si accumulano lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio. Questi includono manutenzione, consumo energetico, pulizia e gestione degli impianti, elementi che possono superare di gran lunga l’investimento iniziale nel lungo periodo.

    L’integrazione di Capex e Opex in un’unica analisi complessiva si rivela quindi indispensabile. Questo approccio olistico permette di ottenere una visione completa del Total Cost of Ownership (TCO) o Life Cycle Cost (LCC) di un immobile, fornendo dati cruciali per decisioni informate. Tale metodologia non solo supporta la pianificazione finanziaria, ma offre anche strumenti per la valutazione comparativa di diverse soluzioni progettuali o di diverse tipologie costruttive, consentendo di identificare quelle più efficienti non solo in termini di prestazioni, ma anche di economicità complessiva.

    Il Modello di Regressione a Dati Panel per il Benchmarking

    Per affrontare la complessità dell’integrazione dei costi e del loro benchmarking, lo studio in questione propone l’impiego di un modello di regressione a dati panel. Questa metodologia statistica avanzata è particolarmente adatta per analizzare set di dati che combinano osservazioni trasversali (su diverse entità, come edifici differenti) e longitudinali (sulle stesse entità nel tempo). Nel contesto edilizio, ciò si traduce nella capacità di esaminare i costi di funzionamento di molteplici edifici per diversi anni, identificando trend e fattori influenzanti.

    Attraverso un modello di regressione a dati panel, è possibile stimare l’impatto di variabili specifiche (ad esempio, dimensione dell’edificio, tipologia costruttiva, sistemi impiantistici, standard energetici) sui costi operativi e sull’ammortamento dei Capex. Ciò consente di stabilire dei benchmark affidabili, ovvero dei riferimenti prestazionali economici, contro i quali confrontare edifici esistenti o futuri. Questa capacità predittiva e comparativa è di grande valore per i progettisti che mirano a ottimizzare le prestazioni economiche delle loro opere, e per gli investitori che necessitano di prevedere con maggiore accuratezza i ritorni e gli oneri finanziari nel lungo periodo.

    Implicazioni per la Progettazione Sostenibile e l’Efficienza Energetica

    Le implicazioni di un benchmarking accurato dei costi a lungo termine si estendono profondamente nel campo dell’efficienza energetica e della progettazione sostenibile. L’integrazione di Opex e Capex, analizzata tramite modelli di regressione a dati panel, permette di quantificare il valore economico aggiunto di investimenti in soluzioni a basso consumo energetico. Ad esempio, un maggiore Capex iniziale per isolamenti performanti, impianti fotovoltaici o sistemi di riscaldamento ad alta efficienza può essere giustificato dai significativi risparmi sugli Opex legati all’energia nel corso della vita utile dell’edificio.

    Per gli ingegneri e i consulenti tecnici, disporre di benchmark basati su dati robusti fornisce argomentazioni concrete per promuovere soluzioni progettuali più sostenibili e resilienti. Comprendere come specifiche caratteristiche costruttive o scelte impiantistiche influenzano l’equilibrio tra costi iniziali e costi di gestione permette di orientare la progettazione verso un’ottimizzazione globale, che consideri non solo la funzionalità e la sicurezza strutturale, ma anche la performance economica e ambientale nel tempo. Tale approccio è fondamentale in un’epoca in cui la sostenibilità e la riduzione dell’impronta carbonica degli edifici sono priorità crescenti nel settore delle costruzioni.


    A cura di Gianni Dessì.

  • Validazione della previsione di comfort termico in 554 edifici: implicazioni per design e gestione edilizia.

    Assicurare un comfort termico ottimale negli edifici rappresenta una sfida complessa per i progettisti e i gestori. La capacità di prevedere accuratamente la percezione termica degli occupanti si rivela fondamentale per migliorare la qualità degli ambienti interni, ottimizzare i consumi energetici e supportare decisioni progettuali efficaci. Per garantire l’affidabilità di tali previsioni, è indispensabile un processo di validazione rigoroso, capace di estendere la validità dei modelli a contesti diversi da quelli utilizzati per il loro sviluppo.

    Metodologia di Validazione “Building-Held-Out” per Modelli di Comfort

    Per valutare la robustezza e la generalizzabilità dei modelli di previsione della sensazione termica, un approccio particolarmente significativo è la validazione “Building-Held-Out”. Questa metodologia si distingue dalle validazioni tradizionali perché testa il modello su un insieme di edifici completamente diverso e indipendente da quello utilizzato per la fase di addestramento. Tale procedura consente di verificare se il modello non si limiti a memorizzare le specificità dei dati di training, ma sia effettivamente in grado di performare con precisione su nuove strutture, indipendentemente dalle loro caratteristiche costruttive, tipologie impiantistiche o profili d’uso. Questo tipo di validazione è cruciale per i professionisti del settore, poiché offre una misura concreta dell’applicabilità dei modelli in scenari progettuali e operativi reali e variegati.

    L’Importanza della Scala e della Generalizzabilità Predittiva

    L’applicazione di una validazione così stringente su un campione esteso, come evidenziato da studi che coinvolgono centinaia di edifici, conferisce ai risultati una rilevanza notevole. Una base dati così ampia, come quella di 554 edifici, permette di superare i limiti delle analisi su singolo caso studio, offrendo indicazioni più robuste sulla capacità dei modelli di adattarsi a una vasta gamma di contesti edilizi. La validazione su larga scala rafforza la fiducia nella capacità predittiva dei sistemi di comfort termico, fornendo ai progettisti e ai consulenti strumenti più affidabili per affrontare la variabilità intrinseca del patrimonio edilizio e delle condizioni operative. Questa estensione della validità è fondamentale per l’integrazione di tali modelli nelle pratiche consolidate dell’ingegneria delle costruzioni.

    Implicazioni Dirette per Progettazione e Gestione Edilizia

    Le risultanze di una validazione rigorosa dei modelli di previsione della sensazione termica hanno ricadute dirette e significative sia in fase di progettazione che durante l’esercizio degli edifici. In fase progettuale, una previsione accurata del comfort termico supporta la selezione di soluzioni edilizie passive e attive, dall’ottimizzazione dell’involucro edilizio all’integrazione di sistemi HVAC efficienti, con l’obiettivo di raggiungere elevate prestazioni energetiche e un elevato livello di benessere per gli occupanti. Per quanto riguarda la gestione operativa, tali modelli permettono di ottimizzare in tempo reale i parametri ambientali, regolando ad esempio la temperatura, la ventilazione o l’illuminazione in funzione della percezione effettiva degli occupanti. Questo non solo contribuisce a ridurre i consumi energetici superflui, ma migliora anche la soddisfazione degli utenti, creando ambienti più responsivi e confortevoli. La validazione su vasta scala assicura che questi strumenti possano essere implementati con maggiore certezza in strategie di building automation e sistemi di gestione intelligente, rappresentando un asset strategico per i Facility Manager e i consulenti energetici.

    La validazione “Building-Held-Out” della previsione della sensazione termica, estesa su centinaia di edifici, si configura quindi come un passo avanti fondamentale per la disciplina dell’ingegneria edile. Essa offre una base solida per l’adozione di modelli predittivi affidabili, capaci di tradursi in decisioni progettuali più consapevoli e in una gestione operativa degli edifici più efficiente e orientata al benessere umano.