Modelli di progetto, fotografie, dati di sensori IoT, elaborati as-built e documenti di ogni tipo: le informazioni di un’infrastruttura restano spesso disperse in luoghi e formati diversi lungo il ciclo di vita dell’opera, e i partecipanti al progetto spendono una parte significativa del loro tempo a cercarle anziché a usarle. Per collegare queste sorgenti disomogenee Bentley Systems ha presentato al YII 2025 (Year in Infrastructure and Going Digital Awards) Bentley Infrastructure Cloud Connect, piattaforma che unifica le tecnologie ProjectWise, AssetWise e iTwin.
Cloud Connect costituisce il livello fondante di Bentley Infrastructure Cloud: offre un ambiente dati comune (CDE, common data environment) e un punto di accesso unico ai dati di progetto e alle informazioni di asset per gli stakeholder di ogni ruolo, con l’obiettivo dichiarato di eliminare i silos che separano fasi e discipline. «Cloud Connect è un livello di capacità condivise lungo l’intero ciclo di vita, nel quale si gestiscono le informazioni e si collabora», ha spiegato Oliver Conze, Senior Vice President e Head of Product di Bentley Infrastructure Cloud. «Vogliamo superare le barriere e collegare i silos informativi lungo i cicli di vita dei progetti infrastrutturali».
Il lancio completa il passaggio dalla visione all’esecuzione avviato al YII 2022 di Londra, quando Bentley Infrastructure Cloud era stata presentata come quadro strategico, fondato sulla piattaforma iTwin e sugli schemi infrastrutturali di Bentley, per connettere i sistemi aziendali lungo i cicli di vita delle infrastrutture: con Cloud Connect project delivery e asset management convergono in un unico ambiente.
Un ambiente dati comune per l’intero ciclo di vita
Il CDE di Cloud Connect è pensato per l’accesso ai dati di progetto e di asset e per la collaborazione tra progettazione, costruzione, esercizio e manutenzione. Riunendo le capacità di ProjectWise, AssetWise e iTwin, offre un ambiente sicuro, aperto e scalabile per le società AEC e per i proprietari-gestori che portano avanti progetti infrastrutturali complessi. I workflow non vengono separati per fase: i team operano in un unico ambiente nel quale i dati restano coerenti ed evolvono insieme all’opera.
ProjectWise: ricerca in linguaggio naturale
ProjectWise, da molti anni il perno della gestione informativa dei progetti, è stato potenziato con funzioni di ricerca basate su AI pensate per ridurre i tempi di individuazione e validazione delle informazioni. Un’interfaccia di tipo conversazionale accetta query in linguaggio naturale su documenti, modelli e altre sorgenti dati, restituendo risultati sensibili al contesto. «Ora è possibile cercare all’interno dei documenti e su tutti i dati, non uno alla volta, e in modo molto più naturale», precisa Jason Slocum, Director of Product Management di Bentley Systems. L’esempio citato riguarda una pompa di progetto: «Se voglio sapere dov’è nel modello, la trovo; potrei volerla confrontare con una specifica o cercarla per codice parte. Riportare questa ricchezza in un’unica vista è un vantaggio notevole».
AssetWise: le informazioni di esercizio entrano nel quadro
AssetWise estende l’accesso ai dati verso l’esercizio: aggrega e analizza informazioni provenienti da più sorgenti per generare analisi sugli asset infrastrutturali ed è usato soprattutto dai proprietari-gestori dei settori utilities, industria di processo e trasporti. Il portfolio comprende moduli specializzati per diverse tipologie di asset ed esigenze operative:
- AssetWise 4D Analytics: monitora, gestisce e controlla l’applicazione di sostanze chimiche per migliorare l’operatività degli impianti;
- AssetWise Linear Network Management: strumenti dedicati alla gestione delle reti di trasporto;
- AssetWise Asset Lifecycle Information Management (ALIM): accesso ai dati di asset lungo l’intero ciclo di vita, con verifica della completezza rispetto ai requisiti e supporto alle decisioni.
Con Cloud Connect queste analisi non restano isolate dai dati di progetto, ma si ricollegano alle informazioni di progettazione e costruzione, a supporto della continuità lungo il ciclo di vita. Conze segnala un ricorso crescente ai dati di asset dopo la costruzione: «Vediamo molto appetito tra i proprietari-gestori, ma anche tra le società di progettazione, verso l’intero ciclo di vita».
Un caso nel settore utilities è quello di EPCOR Utilities, società di Edmonton, in Alberta: con AssetWise ha valutato lo stato di salute di asset distribuiti su un territorio ampio, analizzando statisticamente dieci anni di dati relativi a 117.000 asset. Ne è derivato un indice di salute per individuare gli elementi a rischio, come i pali delle reti di distribuzione, con una lettura più precisa delle condizioni e dashboard dedicate, realizzate con AssetWise, per comunicarle.
Il digital twin come raccordo tra progetto ed esercizio
La piattaforma iTwin è il terzo pilastro di Cloud Connect: abilita i workflow di digital twin che connettono i dati dalla progettazione all’esercizio, gestendo integrazione dei dati, visualizzazione, tracciamento delle modifiche e altre funzioni. I team accedono così a dati unificati lavorando secondo le procedure della propria disciplina. Sincronizzando le condizioni reali con i modelli di ingegneria, i digital twin permettono di costruire modelli viventi degli asset, il cui valore si estende oltre la costruzione con il monitoraggio delle prestazioni, l’analisi energetica e la pianificazione delle apparecchiature; insieme a ProjectWise e AssetWise, aiutano i proprietari a decidere sulla base di dati in tempo reale. «Per riunire il mondo delle informazioni di progetto e quello delle informazioni di asset in un’unica piattaforma, i digital twin sono la pietra angolare», afferma Conze.
Dai silos informativi ai workflow connessi
Con una fonte unica e condivisa del dato, chi progetta e chi costruisce lavora nello stesso ambiente su informazioni contestualizzate e connesse, collaborando con più efficacia lungo le fasi. «La piattaforma dimostra la capacità di prendersi cura dei dati e di custodirli lungo l’intero ciclo di vita dell’asset, invece di lasciarli chiusi in un silo», sottolinea Slocum. «Offre una base comune per democratizzare i dati e renderli disponibili a una varietà di stakeholder».
La collaborazione può iniziare dalle prime fasi di progettazione, aggregando dati di più discipline e sistemi, anche provenienti da applicazioni non Bentley. Un’applicazione chiave sono le design review multidisciplinari: gli strumenti di clash detection evidenziano conflitti come l’intersezione tra una rete di tubazioni e un componente strutturale, consentendo di segnalare, assegnare e risolvere le interferenze prima che arrivino in cantiere. Logiche analoghe valgono durante e dopo la costruzione per coordinare più stakeholder: quando tutti lavorano sugli stessi dati, assegnazione, tracciamento e risoluzione dei problemi accelerano.
Stessi dati, strumenti diversi per ogni ruolo
Il CDE risponde alle criticità tipiche dei workflow AEC, dai dati frammentati alle scadenze ravvicinate: riducendo il tempo dedicato a cercare e convertire informazioni, i team tornano a concentrarsi su progettazione, costruzione ed esercizio. Ogni partecipante lavora sugli stessi dati di base con gli strumenti del proprio ruolo: gli ingegneri continuano a usare i tool desktop di authoring come MicroStation, OpenRoads e OpenBridge, mentre project manager, revisori e committenti accedono ai dati di progetto tramite interfaccia web. Lo scambio avviene attraverso Cloud Connect e i dati gestiti da ProjectWise, senza che gli utenti debbano modificare i propri workflow.
La piattaforma iTwin fornisce in tutte le fasi modelli di digital twin con dati geometrici e contestuali in tempo reale: le informazioni prodotte a inizio ciclo di vita, come rilievi e dati di progettazione, vengono riutilizzate ed estese nelle fasi successive invece di essere ricreate.
L’AI per potenziare, non sostituire, i workflow
L’intelligenza artificiale ha un ruolo crescente nella piattaforma, in particolare nella gestione di grandi volumi di dati e nell’automazione di attività di routine. Le funzioni sono pensate per potenziare i workflow di ingegneria, non per sostituirli. «Un tema ricorrente al YII è che l’AI non sostituirà le persone, ma potrebbe sostituire le persone che non usano l’AI», osserva Slocum.
L’AI sostiene le attività nelle diverse fasi migliorando l’accesso, l’interpretazione e l’applicazione dei dati: ricerca in linguaggio naturale, classificazione automatica, strumenti che contestualizzano le informazioni nei workflow. Conze cita i tool desktop come OpenSite Designer, che automatizza compiti per far risparmiare tempo ai progettisti di siti: «Generare contenuti di ingegneria con l’AI come assistente è certamente uno dei focus principali; i casi d’uso puntano a rendere i dati più accessibili, più facili da trovare e da cui estrarre più facilmente informazioni utili». L’AI può inoltre sfruttare i dati dei progetti passati per individuare componenti riutilizzabili e lezioni apprese, interpretare dati cartografici, immagini e IoT, collegare i dati di campo ai record degli asset e snellire i processi di document control.
Dalla frammentazione alla continuità del dato
Il settore AEC convive da tempo con la frammentazione tra team, strumenti tecnologici e formati di dati. Un ambiente dati comune riporta questi elementi in un sistema più coerente e governabile; Cloud Connect estende l’approccio all’intero ciclo di vita infrastrutturale, con continuità tra progettazione, costruzione ed esercizio anziché passaggi di consegne disconnessi tra le fasi. Con dati e stakeholder più connessi si riducono le rilavorazioni, migliora il coordinamento e le decisioni poggiano su informazioni attuali e storiche. Con progetti sempre più complessi e vasti, la capacità di connettere dati, workflow e stakeholder lungo il ciclo di vita tende a diventare meno un vantaggio e più un requisito.
Contenuto sviluppato sulla base di informazioni e dichiarazioni fornite da Bentley Systems.
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